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Simone Fiorletta - My Secret Diary
( 3649 letture )
Album strumentale? Può darsi, ma personalmente ho sempre più difficoltà a considerare la musica di Simone Fiorletta come esclusivamente strumentale. Quando il racconto musicale si fa storia narrata dalla chitarra che, anziché lanciarsi in frasi musicali della serie: “Dio, guardate quanto sono bravo” viene usata quale sostituta della parola, quando questo racconto riesce a rispecchiare quanto descritto brevemente dal semplice titolo del pezzo trasportandoci esattamente dove un testo ben scritto potrebbe fare, ma aggiungendo quelle sfumature e quelle coloriture che solo uno strumento può pennellare, allora per me si va oltre la semplice strumentalità. Reduce dall’ottima prova del precedente Parallel Worlds Simone si è circondato ancora una volta da una band eclettica ed in grado di assecondare le sue partiture, essendo formata da elementi di grande valenza tecnica e di respiro internazionale, in grado di muoversi con sicurezza in ambiti stilistici molto diversi tra loro, cosa necessaria per trasportare su CD il mood di pezzi che, per loro natura intrinseca, spaziano spesso al di fuori dei confini canonicamente stabiliti per l’HR o l’HM e si concedono frequenti incursioni Jazz e fusion. Ed ecco allora la presenza di Andrea De Paoli alle tastiere (Labyrinth), Pasko al basso (Love Machine, Warlord) e Tony Liotta alla batteria (Branduardi, Nannini, Santana, Sting), un gruppo che forse qualcuno di voi potrebbe avere visto all’opera assieme a Chuck Fryers in ambiti prettamente Jazzistici. A questi si aggiunge la presenza come special guest di William Marino (e qui , se già non lo conoscete, vi invito a digitare il suo nome su un motore di ricerca per controllare il suo curriculum). Al di là del valore intrinseco dei musicisti coinvolti in My secret Diary ciò che conferisce valore a questo lavoro è proprio la sua capacità di descrizione, il parlare senza quasi completamente usare la voce, ma utilizzando il potere dello strumento. Ed ecco che si vive davvero la sensazione di trascorrere A day in California; di volare oltre l’arcobaleno (To Fly over the Rainbow); o di azzuffarsi in un saloon (Brawl in a Saloon). Sicuramente di impronta più morbida rispetto a quanto si può ascoltare in un lavoro con i Moonlight Comedy, lo stile di Simone ed il suo gusto per la forma-canzone possono risultare adatti per un pubblico potenzialmente vastissimo, e la distribuzione capillare della Lion potrebbero anche imporlo sulla scena internazionale. In ogni caso, a prescindere da valutazioni di questo tipo, un prodotto che merita di essere ascoltato da chiunque abbia la mente aperta e non fossilizzata su standard predefiniti e, almeno talvolta, troppo limitanti.


VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
24.04 su 21 voti [ VOTA]
francesco Gallina
Venerdì 15 Giugno 2007, 22.24.38
4
Grazie lo sto ascoltando da un mesetto ed è proprio buono.
Giovanni
Venerdì 15 Giugno 2007, 20.00.41
3
Già...dopo tutti davanti all'evidenza, davanti i fatti le chiacchiere stanno a zero!!! Grande Francesco per la tua recenzione e grande Simone Fiorletta!!!
Francesco Gallina
Venerdì 15 Giugno 2007, 12.11.58
2
Esatto, si tratta di una anteprima assoluta ed esclusiva. A proposito...com'è che non c'è ancora nessuna votazione scarsa tipo rece Moonligth Comedy? Gli invidiosi hanno indetto forse uno sciopero di categoria ad oltranza?
Giovanni
Venerdì 15 Giugno 2007, 11.47.32
1
Sbaglio o è una recenzione in anteprima?!...perchè ho letto che l'album esce a Luglio...
INFORMAZIONI
2007
Lion Music
Heavy/Prog
Tracklist
A Day In California
I Came Back
To Fly Over The Rainbow
Welcome, Anita!
Only Three Minutes To Dream
Borderline
You Are My Past, Present, Future
Brawl In A Saloon
The Beginning Of A New Era
Good Bye
Line Up
Simone Fiorletta - Chitarre
Andrea De Paoli - Tastiere
Pasko - Basso
Tony Liotta - Batteria e Percussioni
 
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