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Michael Schinkel`s Eternal Flame - Smoke on the Mountain
23/06/2018
( 876 letture )
Tornano dopo alcuni anni con un album inedito, Smoke on the Mountain, il terzo dopo Desire del 1998 e King of the King del 2002, i Michael Schinkel’s Eternal Flame, band tedesca capitanata per l’appunto dal cantante e chitarrista Michael Schinkel. La proposta in linea teorica non dovrebbe allontanarsi troppo dal metal neoclassico anni 70-80, sulle orme di Malmsteen, Rainbow e Deep Purple. All’ascolto in realtà sono evidenti sfumature tendenti al power e per alcuni momenti di puro rock scanzonato, quasi radiofonico, decisamente controtendenza rispetto al mood del metal neoclassico, che solitamente predilige atmosfere malinconiche e a tratti inquiete. Ripercorrendo brevemente la storia della band, gli Eternal Flame nascono nel 1993, dalle ceneri dei Firefox, gruppo attivo a Monaco di Baviera nella seconda metà degli anni 80. Già da allora Michael Schinkel mette in luce il suo gusto neoclassico di cui si è parlato in precedenza. Dopo i classici cambi di formazione il gruppo si assesta. Con i primi due dischi arriva un buon riscontro da parte della critica e del pubblico in particolar modo giapponese e russo. Nel 2004 gli Eternal Flame si sciolgono per tornare nel 2012, estendendo il loro nome a Michael Schinkel’s Eternal Flame. Dopo una lunga gestazione giungono alla pubblicazione della loro ultima fatica, Smoke on the Mountain, un disco ben inquadrato, ottimamente realizzato e che mostra la completa maturità artistica e professionale del complesso musicale.

Smoke on the Mountain si apre con Ignition, brano introduttivo e autocelebrativo, in cui una voce fuoricampo racconta brevemente le tappe antecedenti alla nascita dell’album. Prima vera canzone, nonché una delle migliori, è la titletrack Smoke on the Mountain: un pezzo fortemente influenzato dal power tedesco per via delle ritmiche veloci e allegre e una parte cantata decisamente energica pur non spingendosi in vistosi virtuosismi. Discorso diverso per le parti di chitarra di Schinkel, sempre melodiche, mai troppo impegnative, ma che spesso si lasciano andare in assoli dall’elevato tasso tecnico. La figura di Malmsteen è evidentemente di ispirazione per gli Eternal Flame, basti pensare ai due vocalist ospiti, Mark Boals e Göran Edman, entrambi ex Rising Force, oppure guardare qualche foto con il buon Schinkel con al collo una classica Stratocaster Vintage White dalla tastiera scalloped a immagine del beniamino Yngwie. Tutto ciò potrebbe risultare ingannevole: il risultato finale è inaspettatamente ed estremamente diverso: l’album è sempre accessibile favorendo la melodia e la facilità d’ascolto. La tecnica, l’espressività (in particolar modo parlando delle chitarre) e i riferimenti alla musica classica non sono mai ostentati o mostrati come elemento di riferimento di Smoke on the Mountain. Il questo disco c’è spazio per canzoni decisamente AOR, in linea con Whitesnake o Praying Mantis, come Whatcha Gonna Do o I Believe in This Miracle, ma anche per canzoni più lente, votate al pop, dalle sonorità sognanti come You Can Save Me, ricordando vagamente gli Edguy (non per il fatto che anch’essi cantassero Save Me, ma in generale per le vocalità). Solo a sprazzi emergono le influenze del metal neoclassico, come negli assoli (che in realtà non sono pochi), tra i quali si possono citare quello di Got a Rock & Roll Fever o di Take Me There for a Night.

Il fatto che Smoke on the Mountain non si fermi sulle sole tendenze neoclassiche è una cosa molto importante: se da una parte potrebbe far storcere il naso di coloro che cercano quel tipo di contenuto, dall’altro permette al disco di scorrere con una fluidità sorprendente, adeguandosi agli standard musicali contemporanei. Suonare una chitarra come un violino e cimentarsi in virtuosismi vorticosi ad oggi risulterebbe decisamente pacchiano: gli Eternal Flame a loro modo riescono a non sacrificare del tutto la passione per questo genere di sonorità, trasportandole ai giorni nostri con un’operazione in fin dei conti ben riuscita, grazie a una formula che lega tradizione e tecnica a sonorità e composizioni di facile presa, senza mai cadere nell’emulazione grazie a una discreta personalità. Smoke on the Mountain è ben prodotto e godibile, tutto funziona come deve funzionare, senza particolari sorprese, ma senza neanche deludere o lasciare perplessità; le tredici canzoni della scaletta scorrono piacevolmente, muovendosi tra pop, neoclassico, power e AOR, sempre con grande qualità. Per nominare qualche pezzo particolarmente degno di nota, oltre a quelli di cui si è parlato in precedenza, vanno citate Close to Me e nuovamente la titletrack Smoke on the Mountain. Del resto c’è poco da dire: gli Eternal Flame funzionano: ogni strumento è suonato in maniera convincente, come è convincente la prestazione del leader Schinkel, protagonista assoluto dell’album grazie a un ottimo lavoro sia nella parte cantata che in quella suonata. Il disco merita perlomeno un ascolto: non si sta parlando di un capolavoro imprescindibile, ma le canzoni funzionano bene, strizzando un occhio al passato e al contempo adattandosi bene ai gusti del pubblico (stavolta anche europeo) dei giorni nostri.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
ROAR! Rock of Angels Records
Neoclassico
Tracklist
1. Ignition
2. Smoke on the Mountain
3. This Is My Life
4. Queen of the Hill
5. You Can Save Me
6. Whatcha Gonna Do
7. I Believe in This Miracle
8. Got a Rock & Roll Fever
9. Out in the Dark
10. Dreaming
11. Take Me There for a Night
12. Tease My Love
13. Close to the End
Line Up
Michael Schinkel (Voce, Chitarra)
Helmut Kohlpaintner (Tastiere)
Thomas Keller (Basso, Cori)
Michael Hencky (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Mark Boals (Voce nelle tracce 2 e 7)
Göran Edman (Voce nelle tracce 8 e 12)
Ritchie Kelly (Chitarra)
Ossy Pfeiffer (Tastiere)
Christian Tatsek (Tastiere)
Robert Lipp (Basso)
Gerhard Blum (Basso)
Makeus Grünzer (Basso)
Andy Dick (Batteria)
 
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