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Wandering Vagrant - Get Lost
26/06/2018
( 251 letture )
Ogni tanto fa piacere imbattersi in gruppi di qualità, che pur non inventando niente di nuovo, tuttavia hanno la capacità di presentarsi al momento del debutto con buone canzoni, ottimamente suonate ed arrangiate, anche se chiuse in sonorità ben definite. Questo è il caso dei perugini Wandering Vagrant, quintetto dedito ad un prog rock debitore in termini d’ispirazione a King Crimson e primi Genesis (giusto qualche eco qua e là), ma anche a Dream Theater e Opeth prima della svolta stilistica anni '70, influenze riscontrabili maggiormente nei passaggi più duri e tecnici.

Get Lost ha un suono incredibilmente vintage a tinte calde e pulsanti. Il missaggio è curatissimo ma moderno e in ogni passaggio rende l’ascolto piacevole e coinvolgente, oltre a far risaltare tutti gli strumenti, in una commistione tra il calore delle registrazioni anni '70 e la nitida potenza moderna. Analizzando la musica è invece piacevole constatare quanto i brani invece siano curati e stratificati. L’opener Human Being As Me mescola linee vocali di stampo opethiano, mentre le chitarre offrono riff duri ma tipicamente prog, a metà strada tra la creatura di Åkerfeldt e King Crimson, mentre gli assoli melodici sono più vicini agli ultimi Dream Theater. Le tastiere e la sezione ritmica invece danno corpo alla musica, le prime con assoli e suoni tipicamente vintage, mentre basso e batteria fanno da amalgama pulsando e dettando le metriche in modo chirurgico. La seguente The Hourglass è principalmente strumentale, pone grande enfasi sui duelli solisti di chitarra e tastiera, spesso con lunghi passaggi in legato, sfruttando le buone doti tecniche dei musicisti. C’è anche spazio per una sezione più rilassata con arpeggi e chitarre pulite, di chiara ispirazione retro-rock. Con la terza traccia, Struggle, l’ascoltatore cozza contro un roccioso riff stoppato, tanto semplice quanto potente, intervallato da linee melodiche di maggior respiro alternate tra piano, basso e chitarre. Si tratta di un brano compatto che scorre via liscio, pur rimanendo piuttosto orecchiabile sin dal primo ascolto grazie ad un riff portante efficace. Giungiamo oltre la metà del disco con l’acustica Forgotten, un brano in cui si fondono voci maschili e femminili, un tappeto di chitarre acustiche bucoliche e dal sapore cantautorale e il torbido gorgoglìo del basso a dettare la scansione ritmica. Sembra quasi di sentire un misto tra i Jethro Tull più folk e, dal punto di vista vocale, gli ultimi Riverside. Le due parti della title-track potrebbero tranquillamente essere considerate un’unica lunga suite di dieci minuti, dove si palesa la fusione tra il gusto melodico del progressive rock e le ritmiche heavy e distorte del metal, in un viaggio sonoro che procede senza intoppi. La conclusiva Home ha una lunga intro quasi ambient, giocata su suoni elettronici delle tastiere tesi ed algidi e chitarre concentrate in assoli melodici degne del John Petrucci più melodico ed atmosferico.

In conclusione, il debutto dei Wandering Vagrant presenta una band dalle ottime capacità, sia tecniche che compositive, dalle diverse sfaccettature e capace di scrivere un pugno di brani piacevoli. Tuttavia, le tracce a tratti mostrano palesi echi e rimandi alle band e agli artisti succitati, anche se, complessivamente, le disparate influenze riescono ad amalgamarsi in un contesto coeso e coerente, con un’identità precisa. Con un po’ di duro lavoro, questa capacità potrebbe fruttare ai nostri anche la possibilità di emergere nello sconfinato panorama progressive moderno.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
87.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Prog Metal
Tracklist
1. Human Being As Me
2. The Hourglass
3. Struggle
4. Forgotten
5. Get Lost I (Fade Away)
6. Get Lost II (The Hunger)
7. Home
Line Up
Alessandro Rizzuto (Voce, Chitarra)
Christian Bastianoni (Chitarra)
Francesca Trampolini (Voce, Tastiera)
Andrea Paolessi (Basso)
Niccolò Franchi (Batteria)
 
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