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Wandering Vagrant - Get Lost
26/06/2018
( 977 letture )
Ogni tanto fa piacere imbattersi in gruppi di qualità, che pur non inventando niente di nuovo, tuttavia hanno la capacità di presentarsi al momento del debutto con buone canzoni, ottimamente suonate ed arrangiate, anche se chiuse in sonorità ben definite. Questo è il caso dei perugini Wandering Vagrant, quintetto dedito ad un prog rock debitore in termini d’ispirazione a King Crimson e primi Genesis (giusto qualche eco qua e là), ma anche a Dream Theater e Opeth prima della svolta stilistica anni '70, influenze riscontrabili maggiormente nei passaggi più duri e tecnici.

Get Lost ha un suono incredibilmente vintage a tinte calde e pulsanti. Il missaggio è curatissimo ma moderno e in ogni passaggio rende l’ascolto piacevole e coinvolgente, oltre a far risaltare tutti gli strumenti, in una commistione tra il calore delle registrazioni anni '70 e la nitida potenza moderna. Analizzando la musica è invece piacevole constatare quanto i brani invece siano curati e stratificati. L’opener Human Being As Me mescola linee vocali di stampo opethiano, mentre le chitarre offrono riff duri ma tipicamente prog, a metà strada tra la creatura di Åkerfeldt e King Crimson, mentre gli assoli melodici sono più vicini agli ultimi Dream Theater. Le tastiere e la sezione ritmica invece danno corpo alla musica, le prime con assoli e suoni tipicamente vintage, mentre basso e batteria fanno da amalgama pulsando e dettando le metriche in modo chirurgico. La seguente The Hourglass è principalmente strumentale, pone grande enfasi sui duelli solisti di chitarra e tastiera, spesso con lunghi passaggi in legato, sfruttando le buone doti tecniche dei musicisti. C’è anche spazio per una sezione più rilassata con arpeggi e chitarre pulite, di chiara ispirazione retro-rock. Con la terza traccia, Struggle, l’ascoltatore cozza contro un roccioso riff stoppato, tanto semplice quanto potente, intervallato da linee melodiche di maggior respiro alternate tra piano, basso e chitarre. Si tratta di un brano compatto che scorre via liscio, pur rimanendo piuttosto orecchiabile sin dal primo ascolto grazie ad un riff portante efficace. Giungiamo oltre la metà del disco con l’acustica Forgotten, un brano in cui si fondono voci maschili e femminili, un tappeto di chitarre acustiche bucoliche e dal sapore cantautorale e il torbido gorgoglìo del basso a dettare la scansione ritmica. Sembra quasi di sentire un misto tra i Jethro Tull più folk e, dal punto di vista vocale, gli ultimi Riverside. Le due parti della title-track potrebbero tranquillamente essere considerate un’unica lunga suite di dieci minuti, dove si palesa la fusione tra il gusto melodico del progressive rock e le ritmiche heavy e distorte del metal, in un viaggio sonoro che procede senza intoppi. La conclusiva Home ha una lunga intro quasi ambient, giocata su suoni elettronici delle tastiere tesi ed algidi e chitarre concentrate in assoli melodici degne del John Petrucci più melodico ed atmosferico.

In conclusione, il debutto dei Wandering Vagrant presenta una band dalle ottime capacità, sia tecniche che compositive, dalle diverse sfaccettature e capace di scrivere un pugno di brani piacevoli. Tuttavia, le tracce a tratti mostrano palesi echi e rimandi alle band e agli artisti succitati, anche se, complessivamente, le disparate influenze riescono ad amalgamarsi in un contesto coeso e coerente, con un’identità precisa. Con un po’ di duro lavoro, questa capacità potrebbe fruttare ai nostri anche la possibilità di emergere nello sconfinato panorama progressive moderno.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
70.56 su 32 voti [ VOTA]
Luca Mondelletta
Venerdì 19 Ottobre 2018, 11.21.17
11
Ma tu fai parte della band? Ad ogni modo non c'è bisogno che spieghi nel dettaglio come il pezzo è pensato. L'effetto che fa sul pezzo è bruttissimo e la nota è fuori tono. Non ci sono sembra nelle musica, la nota o la si prende o non la si prende.
Onceinawhile
Venerdì 19 Ottobre 2018, 0.11.59
10
Non lo è, la progressione di accordi termina con l'avanzamento di un semitono e lui ci arriva, a fatica ma ci arriva... ovvio che se la progressione degli accordi non l'hai percepita, ti sembra stonato perché ti aspetti un'altra linea vocale
Luca Mondelletta
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 18.36.31
9
Allora visto che non ci capiamo ho misurato le note con il piano ad esempio il minuto 6.08 se questo non è essere fuori tono.... https://youtu.be/okRJmhfgsL0 La recensione è molto bella, e il voto non l’ho messo in discussione
Onceinawhile
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 14.13.37
8
* rifiniti Comunque, il voto (72) ci sta tutto, sarebbe ingiusto anche dare di meno...
Onceinawhile
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 14.11.33
7
Di solito tutti i dischi vengono rifini sia vocalmente che a livello di strumenti, io sono convinto che tu stia prendendo un granchio, ma non posso convincerti del contrario. Comunque no, i Gazpacho su questo sito non li trovi.
Luca Mondelletta
Martedì 16 Ottobre 2018, 23.58.31
6
Si penso sia quello il brano. A me sembra fuori tono di parecchio, non penso sia un problema di voce calda o meno. Come album di debutto è un lavoro discreto voce a parte che andrebbe cambiata. Sto ascoltando i Gazpacho sono recensiti su questo sito?
Onceinawhile
Martedì 16 Ottobre 2018, 19.03.13
5
La canzone a cui tu ti riferisca si chiama The Hourglass. Ribadisco che il pezzo a me sembra tutto meno che stonato, sicuramente una voce più calda come timbrica non avrebbe guastato, ma essendo un album di debutto, non si piuò dire non sia un ottimo lavoro, anzi! Beh, se ti piace questo genere, io ti consiglio soprattutto gli italiani Kingrcrow e i Gazpacho, così su due piedi
Luca Mondelletta
Lunedì 15 Ottobre 2018, 20.15.16
4
Non è il timbro che di suo non è malvagio , anche se qui cadiamo nel gusto. Però la canzone The Last Hour è tutta fuori tono è un peccato perché il cantante rovina tutto il pezzo. Spero di vedere presto il secondo lavoro perché sono un amante del genere. Sai indicarmi altre band underground simili ?
Onceinawhile
Sabato 13 Ottobre 2018, 13.54.27
3
Buon debut album, aspettiamo a vedere il resto. Band promettente che può fare di più. @Luca Mondelletta: le stonature dove le avresti sentite??? Magari ti riferisci al timbro, perché io non ne ho sentite
Luca Mondelletta
Domenica 7 Ottobre 2018, 12.37.31
2
Ho ascoltato l'album e a me sembra palese che il cantante sia stonano in più di una occasione. I pezzi sono abbastanza scontati.
Acting Out
Mercoledì 15 Agosto 2018, 10.21.30
1
Bravi, veramente bravi. Difficile oggi in questo genere offrire proposte personali ed originali, e questa cosa si sconta anche nell'album dei nostri, ma siamo comunque davanti ad un lavoro compatto, suonato impeccabilmente, con buone idee e di grande impatto sonoro, ed ottimi suoni in generale. Piacevoli tutti i vari richiami e 'citazioni' all'interno dell'album. Davvero band da tenere d'occhio, possono sicuramente emergere dal marasma, semplicemente ottimizzando la loro proposta.
INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Prog Metal
Tracklist
1. Human Being As Me
2. The Hourglass
3. Struggle
4. Forgotten
5. Get Lost I (Fade Away)
6. Get Lost II (The Hunger)
7. Home
Line Up
Alessandro Rizzuto (Voce, Chitarra)
Christian Bastianoni (Chitarra)
Francesca Trampolini (Voce, Tastiera)
Andrea Paolessi (Basso)
Niccolò Franchi (Batteria)
 
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