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Dischordia - Binge/Purge
27/06/2018
( 303 letture )
I Dischordia danno vita a una band che dal 2010 milita nella scena underground americana dello Stato dell’Oklahoma, composta da tre polistrumentisti molto affiatati fra di loro, visto che i soggetti che portano avanti questo progetto sono i medesimi dalla data di fondazione ad oggi.
In tutto questo lasso di tempo, la produttività della band di cui oggi trattiamo è stata molto florida: ben tre EP (compreso quest’ultimo) e due full leght di tutto rispetto sono oggettivamente un bottino non male, in otto anni di attività complessiva.

L’odierno Binge/Purge è un EP prodotto in modo indipendente, mediante il quale la band americana non vuole promuovere un’ uscita postuma, funzione a cui questo formato solitamente è finalizzato, quanto piuttosto sperimentare; il tentativo ambizioso dei Dischordia infatti è stato quello di produrre due tracce (Binge e Purge, appunto), ciascuna di una durata che supera abbondantemente la decina di minuti.
I Dischordia propongono un brutal death metal tecnico, di scuola americana, molto grezzo e che gioca molto su melodie che talvolta si prestano ad essere volutamente poco orecchiabili e molto acide.
La prima traccia, Binge, è, in questo genere, una traccia piuttosto “canonica”; la band dello Stato dell’Oklahoma infatti riesce a giocare bene con gli elementi sopra descritti, dimostrando buone capacità nella produzione di riff sporchi e accattivanti, lanciandosi in imprevedibili cambi di tempo che danno l’idea di un’atmosfera volutamente caotica e in continuo divenire, grazie soprattutto a melodie malsane e stridenti. Emerge bene, inoltre, il basso che con un suono sporco e distorto, arricchisce ulteriormente una produzione dal suono molto “old school” che si fa apprezzare.
La seconda, Purge, è quella delle due forse uscita meglio; in questo spaccato la band ammorbidisce i suoni, cadenza maggiormente i tempi, realizza armonie più naturali e meno acide, non rinunciando comunque a un suono violento e duro. In questo frangente a emergere, sicuramente, è l’anima più prog della band americana.
Il progetto, per quanto ambizioso, porta con sé una realizzazione finale abbastanza discreta, sebbene ci si potesse aspettare qualcosina di più. Nel complesso le tracce possono anche funzionare, ma queste perdono, con l’abbondare del minutaggio, di intensità e mancano talvolta di un filo conduttore che possa in qualche modo giustificare la scelta di produrre canzoni che superano di così tanto il minutaggio canonico.
Pertanto, complessivamente, le aspettative non sono state pienamente ripagate perché quando ci si presta ad affrontare un formato del genere, alla base, dovrebbe esserci un concept musicale di base che qui non viene valorizzato al meglio
Nella prima traccia, ad esempio, la parte finale sembra essere stata messa lì perché la band non è stata in grado di fornire una degna conclusione a un brano che, a parte qualche scelta troppo forzata (i cori in sottofondo che conferiscono maggiore confusione a un pezzo già di per sé complesso), funziona, sebbene il risultato conclusivo vada abbastanza sul “classico” e nonostante una parte conclusiva troppo dispersiva.
Nella seconda traccia questo problema si avverte in modo minore, in questo caso a non convincere è lo stacco troppo netto fra una prima parte arrangiata bene e una seconda affidata a strumenti più atipci (flauto e ukulele e marimba su tutti) che accompagnano il brano verso una conclusione che, per quanto ben realizzata, è del tutto fuori contesto e c’entra poco con tutto il resto della traccia.

Nel complesso, sebbene le idee della band fossero molto ambiziose, il risultato complessivo è discreto e parzialmente riuscito; si tratta di un episodio nella discografia complessiva della band che ci può stare e che può sicuramente essere di ispirazione per le produzioni future.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Prog Death
Tracklist
1. Binge
2. Purge
Line Up
Keeno (Voce, Chitarra, Ukulele)
Josh Fallin (Chitarra, Batteria, Piano)
Josh Turner (Basso, Marimba, Flauto)
 
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