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Candlemass - King of the Grey Islands
( 5511 letture )
Reduci dal nuovo split con lo storico singer Messiah Marcolin, ritornano sul mercato i Candlemass, alfieri riconosciuti del doom moderno. Quando ci si trova ad avere a che fare con una band fortemente caratterizzata dalla presenza e dal carisma di uno dei suoi componenti, è spesso difficile operare una scelta oculata nel momento in cui ci si trova nella necessità di doverlo sostituire, e spesso il pubblico è restio ad accettare il cambiamento. Nel caso di specie, la band svedese ha risolto il problema rivolgendosi a Robert Lowe, un singer rodato, esperto del settore ed (ormai ex) appartenente ad un gruppo ben noto agli appassionati: i texani Solitude Aeturnus. Dotato di una voce forse nel complesso meno profonda di quella di Messiah, il nuovo arrivato ha però dalla sua una maggiore espressività, credo più adatta al concept di King Of The Grey Islands, rispetto a quella del suo predecessore.

Il disco risulta essere improntato alla descrizione di stati d’animo relativi a depressione, suicidio, devastazione & affini, con la conseguente necessità per ognuno di trovare la propria isola grigia (per un maggiore approfondimento di questi temi vi rimando comunque alla recente intervista con Leif Edling), ed in questo senso è senza dubbio riuscito. Il tutto anche perchè l'album è caratterizzato dalla quasi completa mancanza di accelerazioni, ed è incentrato invece su mid-times ossessivi e destabilizzanti, che faranno la felicità dei fans del doom e dei Candlemass in particolare, mentre dal punto di vista del song-writing non è un album epocale e non apporta novità evolutive di grande rilievo nella storia della band, con Emperor Of The Void, Of Stars And Smoke, Demonia e Man Of Shadows un gradino sopra le altre, pur all'interno di una tracklist molto omogenea dal punto di vista qualitativo.

King Og The Grey Islands, nonostante alcuni giri a vuoto e senza picchi particolarmente elevati, si fa ascoltare. E' ben scritto, ben suonato, ben prodotto (forse le chitarre leggermente preponderanti sul basso, almeno nella versione promo in mio possesso), e si può considerare uno scoglio superato da parte del gruppo in una fase, lo ricordo, molto rischiosa. Una piacevole sicurezza sulla quale -penso- si potrà contare ancora a lungo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
52.39 su 38 voti [ VOTA]
Sal Des
Venerdì 3 Novembre 2017, 2.38.27
31
Altro bellissimo gioiello nero di una delle mie band preferite!....Epic/doom e tanto puro e quadrato true/metal,il nuovo vocalist poi,ha una voce eccezionale (anche se Messiah e' sempre Messiah.....) sono riusciti a evolvere il proprio sound pur mantenendo il loro classico stampo gotico e oscuro ,regalandoci suggestioni sinistre e arcane !..tornando all'ugola Robert Lowe, mi sembra che aleggi lo spirito dell maestro di potenza e teatralità di sua maesta' Ronnie J.Dio RIP: ottimo nuovo capitolo della saga Candlemass...100×100 true metal ,100×100 Epic e doom! Voto 85!
Raven
Giovedì 15 Dicembre 2011, 11.19.49
30
E' cos', ma bisogna lottare nel presente , "con un piede nel passato, e lo sguardo dritto e aperto nel futuro"
The Nightcomer
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 23.45.03
29
@ raven: comprendo e condivido, solo che a volte mi lascio un pò andare con i ricordi... Talvolta questo comporta, senza che quasi me ne renda conto, una certa trascuratezza da parte mia nei confronti del presente, causata dall'immersione nelle atmosfere di un periodo il quale, per forza di cose, ha esercitato un'influenza particolare. La giovane età aiutava (più trasporto emotivo, meno capacità critica e di analisi, molte aspettative e curiosità), mentre ora tendo a valutare il tutto da una diversa prospettiva (che comunque preferisco in più di qualche caso). @ Fabio: ti ringrazio. Credo che le persone abbiano insite diverse potenzialità, molte delle quali però destinate -purtroppo- a restare inespresse, anche per le ragioni da te elencate (assieme a diverse altre). Lungi da me voler fare speculazioni in materie che non mi competono, ma penso che certi aspetti vadano appresi in tenera età, un pò come i rudimenti base (una sorta di imprinting, se mi perdoni l'analogia con il mondo animale). E' come quando si impara a leggere e scerivere: una volta appreso come si fa, non lo si scorda più... Ma se nessuno lo insegna...
fabio II
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 15.07.51
28
Nightcomer i miei complimenti ancora, hai perfettamente ragione sul fatto che l'età non conta nulla ma conta la voglia di 'sapere'; il sapere è semplicemente il 'sentire'. Peccato che certe dinamiche ( di pensiero ), che assolutamente possono essere applicate per la musica o in qualsiasi altro contesto della vita, ti vengono spiegate soltato ai corsi di marketing; invece nell'istruzione scolastica spediscono a casa i nostri figli con il 'debito'. Perche? ovvio il mondo per le nostre istituzioni deve restare un mercimonio
Raven
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 11.03.28
27
E'capitato a tutti quelli che hanno vissuto quei giorni, anche a me. per questo bisogna ricordare, ma non mitizzare troppo; c'erano molti pro, ma anche molti contro che oggi sono spariti. Come sempre: vivere il proprio tempo, anche perchè non si può fare altro
The Nightcomer
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 10.52.34
26
E' vero, ricordo di aver vissuto in prima persona queste sensazioni! Ci si sentiva decisamente delle voci fuori dal coro e si era orgogliosi di ciò. Per contro, si poteva contare ben poco su notizie, informazioni, recensioni, dibattiti, etc. etc. Talvolta capitava che passasse qualcosa di rock e metal alla radio, oppure di venire a conoscenza di certe realtà grazie ai passa parola tra amici... Eppure, a me è rimasto un pò di rammarico per aver vissuto i primi due anni da ascoltatore in un contesto quasi avulso dalla realtà contemporanea; una situazione di quasi immobilità che mi portò a vivere in tempo reale ben pochi eventi di portata storica oggi giustamente ricordati, facendomi perdere il proverbiale treno che mai più sarebbe ripassato.
Raven
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 8.47.35
25
Bè, i tempi non lo consentivano, in compenso c'era una soddisfazione "carbonara" ad avere certe cose, la sensazione di appartenere ad una casta, che oggi non può più esserci se non in parte. Grazie per il riconoscimento di affidabilità alla nostra testata
The Nightcomer
Martedì 13 Dicembre 2011, 17.49.12
24
I Witchfinder General li ricordo bene, come diversi altri gruppi che all'epoca hanno inciso per la Heavy Metal Records negli anni della N.W.O.B.H.M. Ho i loro vinili a casa, incluso il mitico EP "Soviet Invasion" e penso sia giusto ricordarli tra le influenze nel doom, vista la loro collocazione temporale. Penso infine che l'età non conti in certe cose: conta la voglia di documentarsi e di conoscere, aspetti che rilevo sempre con piacere nelle persone, a prescindere dagli argomenti che stanno loro a cuore (in questo caso si parla del metal). Il fatto che un ascoltatore giovane si interessi alle cose vecchie e storiche lo considero molto positivamente: del resto, i trascorsi sono troppo importanti per comprendere certe dinamiche! Chi si appassiona realmente ad una data cosa dovrebbe in automatico avviare questo processo di conoscenza, a maggior ragione se si tratta di una forma d'arte (e la musica, come sappiamo, lo è). A tal proposito mi sembra doveroso ricordare l'opera di divulgazione ed informazione che offre questo sito: magari ci fosse stato un metallized negli anni della mia adolescenza! Quante cosa avrei scoperto subito, anziche postume. Ciao Undercover.
The Nightcomer
Martedì 13 Dicembre 2011, 17.39.47
23
Ha ha, sapessi gli strafalcioni che scrivo io... Ed il bello è che ogni volta che devo inviare un messaggio, prima di premere il fatidico tasto sono solito punirmi leggendolo e rileggendolo, salvo accorgermi puntualmente a cose fatte degli errori che contiene. Per il resto, piacere mio, caro Fabio.
Undercover
Martedì 13 Dicembre 2011, 17.34.54
22
So di essere il più "piccolo o giovane" dei tre, del resto ho ammesso anche in antecedenza d'essermi avvicinati all'heavy e al doom con estremo ritardo e pur avendo poco materiale originale, ritengo sia doveroso far conoscere ai più giovani le perle che hanno dato vita al genere tipo i Witchfinder General.
fabio II
Martedì 13 Dicembre 2011, 16.38.52
21
che cazzo scrivo nuovamente, maledetta fretta ...volevo dire facilissima comprensione
fabio II
Martedì 13 Dicembre 2011, 16.34.37
20
Nightcomer, mi fa piacere che sei andato a stanare Leif che sostiene in prima persona una tesi che ho espresso ( e che ovviamente è di falicissima comprensione, come tu hai sottolineato ). C'era una volta ( '70 ), questo mi va di sottolinearlo, il music business che ripudiava le forme 'orrorifiche' di musica; le tematiche 'sataniche', o comunque fautrici di 'sinistri presagi', erano tenute celate al grande pubblico; come a dire che le case discografiche avevano paura di trattare e propagandare certi temi, che erano in uso esclusivamente a bands marginali; in tal senso abbiamo già commentato i Black Widow ( si potrebbero aggiungere i Dr. Z, tra gli altri ). Ecco la funzione 'sociale' del metal, in generale, secondo me è stata quella, anche, di 'sdoganare' il 'diavolo' ( prendi l'affermazione così per quella che è; perchè ad essere esaustivi in materia bisognarebbe arrivare sino a fondo pagina, come minimo! ) Ciao Nightcomer, felice di incontrarti di nuovo
The Nightcomer
Martedì 13 Dicembre 2011, 16.03.48
19
@ Fabio: gli Angel Witch sono un altro gruppo che ha fatto storia, a suo modo! Ieri mi sono letto l'intervista di raven a Leif Edling (che Undercover ricorda giustamente come la vera anima e mente della band), trovando conferma -tra le altre cose- della sua predilezione per gli Angel Witch. Mi verrebbe da dire: e come potrebbe essere altrimenti per un artista che desidera cimentarsi in questo particolare genere? Forse se lo sostenessi apertamente rischierei di apparire presuntuoso, però non mi sono affatto stupito di queste "rivelazioni" fatte da Edling nella suddetta intervista. Le bands seminali, che hanno dato un contributo determinante alla creazione di questo stile, non sono moltissime, quindi riesce relativamente facile collocarle al posto giusto, neanche fossero dei tasselli di un puzzle. Nel farlo però si deve tenere conto di un periodo storico ben preciso (anche abbastanza ampio, come ricorda Fabio).
The Nightcomer
Martedì 13 Dicembre 2011, 15.50.07
18
Fabio e Undercover, è un piacere leggere le vostre analisi, come ogni commento che viene dettagliatamente motivato nel modo più possibile oggettivo. Penso di comprendere quello che scrive Undercover riguardo Messiah, dato che la penso come lui. Secondo me Messiah (che ho visto dal vivo all'epoca dell'album bianco "Candlemass") è il classico leader carismatico, che sa ben imporsi grazie alla sua presenza scenica ed al modo di presentarsi, aspetti che non passano inosservati, ma come cantante ritengo venga superato a livello interpretativo da Johan Längquist e Robert Lowe i quali -imho- riescono a dare più anima ed a calarsi meglio nelle varie atmosfere e sfaccettature dei singoli brani. Il mio giudizio su Nightfall (è l'album che preferisco dopo il debutto) sembrerebbe quindi stridere con quanto ho appena scritto, ma non se allargato ad una prospettiva più ampia, la quale tiene conto di diversi aspetti (non ultima la collocazione temporale), compreso ovviamente il fattore gusto. Comunque, riguardo a questo King of the grey islands, devo ammettere di essermi avvicinato con qualche dubbio inizialmente... E non tanto per il cambio di vocalist (operazione sempre rischiosa per una band, soprattutto quando tende ad essere identificata con questa figura, come nel caso dei nostri), quanto per gli aspetti citati da raven: mi chiedevo se a distanza di tempo la band avesse ancora qualcosa da dire in questo genere (che amo ma nei confronti del quale sono molto esigente, più che in altri casi). Ebbene, ammetto di essere rimasto più che soddisfatto dal risultato finale (a me piace molto anche Death Magic Doom), nonostante trovi del vero anche nelle considerazioni fatte da raven riguardo l'originalità e l'innovazione.
Undercover
Martedì 13 Dicembre 2011, 15.21.00
17
ahaha tranquillo capita, a proposito di bere, whisky e Dixie Witch è l'orario giusto
fabio II
Martedì 13 Dicembre 2011, 15.00.53
16
Ahahah ho scritto una stronzata Undercover, e che il disco come ho detto non lo conosco e non ho letto la rece. Ho guardato la copertina e ho fatto l'associazione con un live ( tra l'altro quello del '90 ne ha una totalmente differente ). i casi sono due: o ho un album live che ha una copertina simile ( non dei Candlemass ) o mi sono bevuto il cervello ( chissà quanti gradi fa?)
Undercover
Martedì 13 Dicembre 2011, 14.36.19
15
Non è un live, è uno studio album
fabio II
Martedì 13 Dicembre 2011, 13.21.09
14
Concludendo caro Undercover, comunque devo recuperare anche questo live
Undercover
Martedì 13 Dicembre 2011, 12.50.10
13
Si il tuo pensiero l'avevo letto già in passato, forse avevamo toccato l'argomento in precedenza, il mio controcorrente è riferito a una visione "generica" da parte del metallaro quasi servile al cospetto della figura di Messiah. Negli anni ho sentito più volte parlare dei Candlemass e quando ho provato a far notare la buona essenza del cantante ma di minor carisma e valore al cospetto dei colleghi citati, è quasi sempre stata alzata una sorta di barricata "pro-Marcolin" a priori, questo secondo me fotte in partenza il metro di giudizio con cui si accolgono certi album. Si deve accettarli non solo per una questione affettiva innegabile ma anche per il vero potenziale espresso e questo nuovo corso ahimè al tramonto con Lowe ha detto molto di più di quello che troppi recensori forse legati più al monicker che alla musica hanno dichiarato, non parlo di Raven nello specifico, è un discorso ad ampio raggio.
fabio II
Martedì 13 Dicembre 2011, 12.42.52
12
Ciao Undercover, beh anch'io sui Candlemass sono in linea su quanto hai detto, non credo che siamo controcorrente dunque; più che altro ho scritto quello che secondo me ci stava prima della loro nascita e come l'opera prima dei Candlemass abbia influenzato una marea di bands. D'accordissimo che Marcolin non è IL cantante della band.
piggod
Martedì 13 Dicembre 2011, 12.35.01
11
Sottoscrivo ogni parola del commento di Undercover.
Undercover
Martedì 13 Dicembre 2011, 12.24.00
10
Io vado decisamente controcorrente, saluto il buon Fabio II e The Nightcomer altro utente del quale leggo voracemente i commenti ma ritengo che dopo il primo capitolo "Epicus Doomicus Metallicus" ci sia stata un' era contrassegnata da buoni dischi ma non esaltati da un cantante del valore di Johan Längquist o meglio Messiah per quanto nello specifico per alcuni rappresenta i Candlemass (cosa alquanto errata, la band è Leif sempre e comunque), è il singer meno dotato se messo a paragone con un signore di nome Mats Leven (Abstrakt Algebra, Jupiter Society e Krux non a caso, Leif l'ha sempre tenuto in altissima considerazione e vorrei ben vedere) e quel mostro che odiernmente si trovano dietro il microfono di Rob Lowe che elimina letteralmente Messiah soprattutto in sede live (visti entrambi). Quest'album non è assolutamente da 75 ed è impostato sui mid proprio per favorire al meglio l'utilizzo di un cantante espressivo, enigmatico e con una voce fuori dal comune come quella di Lowe, è un gioiello che i Candlemass attendevano da anni di realizzare, non può prendere meno di un omonimo ritorno che tranne qualche brano si attesta su una prova discreta ma nulla più.
fabio II
Martedì 13 Dicembre 2011, 12.06.31
9
Nightcomer, grazie a te per i tuoi spunti sempre molto interessanti. Hai ragione il primo Candlemass è magico. Dal mio punto di vista è l'hard ossianico dei '70 che si avvale della spinta rigeneretrice della nwobhm; e forse la palingenesi è da ricercarsi tra le pagine maledette dell'opera prima degli Angel Witch. Eppoi c'è il cantato che era davvero una novità ( per la tipologia heavy ); con quel senso compenetrante d'angoscia che ha finito per influenzare una marea di bands più o meno gotiche.
The Nightcomer
Lunedì 12 Dicembre 2011, 15.10.26
8
Fabio, sei troppo buono! Probabilmente sono solo un nostalgico... Ma Epicus mi aveva troppo sconvolto all'epoca. Nessuno allora era uscito con un album del genere. Epicus ha riscritto (o forse dovrei dire inventato?) i parametri del doom, oltre che aver fatto da capostipite a tutta una serie di gruppi usciti in seguito, anche estremi, i quali dimostrarono di aver bene assimilato la lezione dei Candlemass. Nessun altro album, secondo me, ha avuto tanta influenza in questo genere (parliamo del doom). Con l'orecchio di oggi ci si accorge meglio di quanto la band fosse migliorata negli anni a seguire (produzione, tecnica, ecc.), ma nonostante questo -sempre imho- non è mai più riuscita a ripetere la magia del debutto. Anche Edling lo sa bene ed il fatto che negli anni abbia spesso riproposto e rielaborato pezzi dal debutto la dice -secondo me- lunga. Solo Nightfall gli si avvicina, ma questo non significa che gli altri albums dei Candlemass non siano ottimi, come in questo caso. Se dovessi salvare i proverbiali e scontati 10 dischi, Epicus ci sarebbe di sicuro; non si capisce che amo i Candlemass alla follia, vero?
fabio II
Lunedì 12 Dicembre 2011, 11.58.55
7
Nightcomer sei un grande, come i Candlemass. Epicus Domicus Metallicus è un tetro masterpiece all times ( questo live proprio non lo conosco )
The Nightcomer
Lunedì 12 Dicembre 2011, 11.49.16
6
Sono stato attratto sempre dal doom ed anche dai gruppi i quali, pur non suonando espressamente questo genere, hanno in qualche modo proposto sonorità del genere, miscelandole con sensibilità ed ispirazione al loro stile. Trovo potenzialmente molto espressivo il doom, ma anche di non sempice resa, visto che non offre grandi possibilità di "variazioni sul tema" senza che esse rischino di pregiudicare il risultato finale. Quando uscì Epicus Doomicus Metallicus io ed altri restammo in parte spiazzati, vista la presenza nell'album di tempi veloci e l'uso della doppia cassa, all'epoca poco concepibili per gli ascoltatori del metal oscuro e rallentato (i cui rappresentanti più influenti si contavano sulle dita di una mano), ma l'ispirazione e l'autenticità di quell'album erano tali che vinse ogni resistenza, assurgendosi a pietra miliare (per me ancora insuperata) del genere. I Candlemass mi piacciono ancora oggi perchè li reputo incapaci di produrre brutti albums; questo King of the grey islands, come evidenzia la recensione, non apporta particolari innovazioni (quelle c'erano nei primi albums), ma riesce a farsi ascoltare dall'inizio alla fine grazie alla buona ispirazione, senza contare qualità ed esperienza dei musicisti, i quali dimostrano di conoscere a fondo un genere che li vede interpreti di spicco oramai da diversi anni.
taipan
Sabato 13 Settembre 2008, 23.01.10
5
messiah,burbero e sociopatico,sei tu i candlemass.voto 60
Haem
Giovedì 21 Giugno 2007, 17.27.36
4
Più l'ascolto e più mi piace! 70
lorenzo
Mercoledì 20 Giugno 2007, 22.10.28
3
Sono d'accordo con il Mentalista.
Yossarian
Mercoledì 13 Giugno 2007, 18.20.33
2
x me questo disco è molto meglio del precedente, complimenti al vocalist, grandissimo!!!
Il Mentalista
Mercoledì 13 Giugno 2007, 12.11.17
1
Un buon album con un grande Lowe. Tuttavia rimane un gradino sotto il precedente disco di reunion, anche perchè Marcolin è sempre Marcolin.
INFORMAZIONI
2007
Nuclear Blast
Doom
Tracklist
1. Prologue
2. Emperor Of The Void
3. Devil Seed
4. Of Stars And Smoke
5. Demonia
6. Destroyer
7. Man Of Shadows
8. Clearsight
9. The Opal City
10. Embracing The Styx
Line Up
Robert Lowe - Vocals
Leif Edling - Bass
Mats Björkman - Guitars
Lars Johansson - Guitars
Jan Lindh - Drums
 
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