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Angelus Apatrida - Cabaret de la Guillotine
27/06/2018
( 1371 letture )
Dopo tre anni dall'ottimo Hidden Evolution e decine di date in giro per il mondo tornano gli spagnoli Angelus Apatrida con un nuovissimo album: Cabaret de la Guillotine conferma le capacità della band di Albacete e ne affina le potenzialità, unite al gusto di una melodia sempre al posto giusto senza intaccare l'aggressività del combo spagnolo. E' proprio grazie alle parti più melodiche che i Nostri si ritagliano uno spazio importante nel panorama thrash mondiale, infatti è indubbia la personalità degli Angelus Apatrida che, se nella melodia hanno il loro punto forte, la utilizzano a potenziare le parti più violente ed aggressive; il livello tecnico è ad altissimi livelli, la sezione ritmica sostiene con furore le due chitarre che risultano sempre incisive, impreziosite da alcuni solo veramente ottimi. Guillermo Izquierdo offre un'ottima prova vocale, variegata e mai banale regalando momenti di pura emozione, i quattro musicisti di Albacete convincono e danno prova di una raggiunta maturità compositiva, inevitabili le influenze delle band storiche quali Testament, i Metallica dei tempi d'oro o Death Angel, per citarne alcuni, ma gli Angelus Apatrida hanno saputo renderle proprie, con il proprio stile che unisce l'old school e soluzioni più moderne ma sempre in nome del thrash metal.

L'album si apre con la violenta Sharped the Guillotine, dopo un breve intro arpeggiato è la potenza unita alla velocità a dare immediatamente una scossa elettrica; nonostante gli anni la band continua a picchiare duro, il riff è supportato con violenza da José J. Izquierdo al basso e da l'ottimo Victor Valera alla batteria, l'ingresso del cantato di Gullermo Izquierdo dimostra da subito i miglioramenti del cantante e la prova tangibile la si trova nel ritornello, che grazie alle melodie vocali riesce nell'intento di offrire un'apertura più ''leggera'' al brano, i solo sono eccellenti, velocità, tecnica e un'armonia compositiva veramente molto ben congegnati. In questo album la band riesce a fondere l'old school con soluzioni più moderne, supportati da una produzione potente ma estremamente efficace: la cattiva Ministry of God ne è un esempio lampante, ritmiche serrate che non lasciano un momento di respiro e il buon equilibrio tra velocità e mid tempo rendono il brano avvincente, il lavoro svolto delle chitarre è impressionante supportato come al solito da una sezione ritmica devastante; la seguente The Hum invece colpisce per l'ottimo mood del riff principale che in qualche modo riporta alla mente i Testament ma con l'impronta indiscutibile degli Angelus Apatrida. Un brano ben architettato che sicuramente entrerà nelle setlist dei live, grazie ad un chorus che permette di condividere il tutto con i propri seguaci oltre ad una buona dose di headbanging che è sempre un toccasana. Gli spagnoli ormai sono consapevoli delle loro capacità e non hanno problemi a dimostrarlo, ottima tecnica con l'occhio strizzato verso melodie che derivano da dove tutto è nato, ovvero la NWOBHM, impreziosite da passaggi sempre logici con un esemplare stile compositivo. Non mancano brani diretti e senza tanti fronzoli come la potente One of Us, un brano di puro thrash metal composto da riff assassini e l'energica sezione ritmica a sostenere il tutto impreziosito dalla voce al vetriolo di Guillermo Izquierdo; la seguente The Die Is A Cast prosegue il cammino della potenza con le chitarre che raddoppiano le ritmiche creando un muro sonoro invidiabile, ma qui troviamo l'essenza delle melodia degli Angelus Apatrida con un chorus veramente molto bello e che rende il brano assolutamente riconoscibile; il pezzo in questione riesce ad unire il thrash più viscerale con le immancabili influenze dell'heavy più classico grazie anche al bridge prima del solo che ripercorre brevemente le classiche cavalcate degli Iron Maiden rimanendo però dannatamente personali. Il disco prosegue senza mai stancare vista la varietà dei brani e l'ottima capacità compositiva, gli spagnoli non variano il loro stile ma piuttosto lo affinano e ci riescono alla grande; una menzione particolare va a Farewell, una power ballad thrash come non si ascoltava da tempo, il brano è dedicato alla dipartita di un amico della band dopo una lunga battaglia con il cancro, oltre che a tutti coloro che purtroppo hanno avuto e hanno a che fare con questo brutto male. Farewell è un crescendo di emozioni, l'arpeggio iniziale introduce il brano che si apre con le chitarre che creano un mood emozionale non indifferente, Guillermo Izquierdo si conferma un ottimo cantante e la band tutta risulta coesa; il graduale aumento dell'intensità musicale è davvero bello, infatti la seconda parte del brano è puro thrash, incazzato e furioso per tornare su stesso durante il solo che appare ricco di melodia e sentimento. Un ottimo brano che conferma la bravura degli Angelus Apatrida che riescono a regalare un brano intriso di ricordi, solitudine e dolore per chi purtroppo ha dovuto salutarci troppo presto. L'album si chiude con Martyrs of Chicago, brutale ed efferato con un riff principale violento e la solita sezione ritmica ben equilibrata, il tutto senza comunque tralasciare parti più melodiche sopratutto durante il chorus, la band di Albacete ha questa grande forza, sa unire la furia del thrash metal con una melodia intrinseca nel loro sound ma senza mai strizzare l'occhio al mainstream, anzi ergendo un muro sonoro spacca ossa.

Il sesto album degli Angelus Apatrida conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, la crescita musicale del quartetto che può contare su un'ottima composizione tecnica e strutturale dei brani, la brutalità e la violenza sonore spesso vengono integrate da armonie e melodie sempre efficaci, in fondo questa è la forza della band spagnola che nonostante i quasi venti anni di carriera non ha nessuna intenzione di fermarsi; da sottolineare la compattezza della band visto che non ha mai subito cambi di formazione crescendo insieme ed ottenendo di conseguenza ottimi risultati. Cabaret de la Guillotine è un album di thrash metal che riesce a miscelare l'old school con la modernità, lascia trasparire le inevitabili influenze dei mostri sacri ma dal canto suo ha una personalità indubbia che la band riesce a modellare a proprio piacimento.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
72.14 su 7 voti [ VOTA]
Todbringer83
Giovedì 28 Febbraio 2019, 17.57.32
12
Un buon album, ben suonato e ben prodotto piacevole da ascoltare. A volte pecca un pò di ripetitività. I testi però come nella maggior parte dei gruppi Thrash sono di una banalità disarmante, sempre alla ricerca del politicamente corretto. Da ascoltare senza opuscolo alla mano! Il volto del recensore è troppo elevato a mio modo di intendere. Siamo almeno dieci punti sotto. 72
maurilio
Lunedì 9 Luglio 2018, 10.08.33
11
mi e´ arrivato da qualche giorno. Mah,sono un pó deluso,a parte i singoli visti su youtube, gli alti brani sono molto simili e dopo 4/5 canzoni l ´attenzione cala,mancano cambi di tempo e canzoni con un pó di mid tempo. Ho dato solo 65...
Metal Shock
Venerdì 29 Giugno 2018, 11.39.15
10
E i Megadeth fanno hard rock..............
LAMBRUSCORE
Mercoledì 27 Giugno 2018, 19.58.07
9
Cosa ci sentite di thrash in questo disco?? Bravi musicisti sicuro ma per me è un power scadente, produzione sempre più di plastica, disco da non considerare per niente, bleah...
lisablack
Mercoledì 27 Giugno 2018, 16.57.55
8
OK rik..ci do' un'ascolto!
Kai Shiden
Mercoledì 27 Giugno 2018, 15.30.51
7
Suonato bene ma idee scarse e a volte ritornelli troppo melodici.
ElManjo
Mercoledì 27 Giugno 2018, 14.47.34
6
Secondo me ci girano troppo intorno, troppo prolissi in tutti i pezzi. Sembra che debbano carburare tantissimo per arrivare al momento topico del brano, che poi dura poco, per poi riscendere in un'atmosfera un po' piatta. Avevo letto bene in giro di questi ragazzi, ma sinceramente mi sembrano abbastanza anonimi, se non forse per il primo/primi due album
rik bay area thrash
Mercoledì 27 Giugno 2018, 14.15.19
5
I brani messi a disposizione non mi sono piaciuti. Quindi passo ... .... aaahh lisablack, non so se ti può interessare, degli apatrida prova ad ascoltarti i primi due album. Sono nel classico trademark dell' old school thrash metal, stile primi exodus, testament e sono veramente validi e con una produzione moderna ma non artificiale (imho)
lisablack
Mercoledì 27 Giugno 2018, 12.38.31
4
L'ho ordinato proprio ieri..band che non conosco, mi hanno consigliato questo disco, e letta la recensione, non vedo l'ora!
Metal Shock
Mercoledì 27 Giugno 2018, 12.32.01
3
Per ora il miglior album thrash dell'anno. Già col precedente disco gli Apatrida avevano dimostrato un'evoluzione nel loro sound ben confermata da questo disco. Ottimi riff, cambi di tempo, assoli ben fatti ed una voce che si dimostra saper adattare ai vari brani. Qualche inserto di puro heavy metal conferisce al tutto una marcia in più. Confermo il voto della recensione.
Tatore
Mercoledì 27 Giugno 2018, 11.27.10
2
Appena uscito qualche settimana fa ho provato ad ascoltarlo, ma mi sono fermato al secondo pezzo. Mah?!
AL
Mercoledì 27 Giugno 2018, 10.49.00
1
a me invece le canzoni passate sul tubo non mi sono piaciute molto.
INFORMAZIONI
2018
Century Media Records
Thrash
Tracklist
1. Sharpen The Guillotine
2. Betrayed
3. Ministry Of God
4. The Hum
5. Downfall The Nation
6. One Of Us
7. The Die Is Cast
8. Witching Hour
9. Farewell
10. Martyrs Of Chicago
Line Up
Guillermo Izquierdo (Voce, Chitarra)
David G. Alvarez (Chitarra)
José J. Izquierdo (Basso)
Victor Valera (Batteria)
 
RECENSIONI
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