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Stone Sour - Come What(ever) May
30/06/2018
( 1210 letture )
L’esordio del 2002 non era bastato a smuovere dagli Stone Sour quell’aura di progetto parallelo degli Slipknot che critica e pubblico avevano cucito loro addosso fin dai primi live shows. Serviva una prova della maturità, un album capace di confermare le buone premesse dell’esordio. Corey Taylor non ha mai nascosto che gli Stone Sour fossero il mezzo che gli avrebbe permesso di esprimere un altro lato della sua sensibilità che negli Slipknot non trovava posto (anche se in Vol.3 The Subliminal Verses un certo gusto per la melodia e l’hard rock iniziò a far parte anche degli Slipknot). Inoltre gli Stone Sour erano una band la cui formazione risaliva ben prima di quella degli Slipknot, ma questo fattore era ignorato o sconosciuto ai più. Come What(ever) May segnò anche l’ingresso nella band del batterista Roy Mayorga, ex-Soulfly, al posto di Joe Elkman.

In un’intervista a MTV del 2006 Taylor affermava che Come What(ever) May sarebbe stato un ritorno alle radici del sound della band, dicendo che “ha molto più dello spirito che aveva la band quando abbiamo iniziato nel 1992”. Aggiunse anche che alcune canzoni erano più atmosferiche ed altre mantenevano il loro classico spirito hard rock. Effettivamente, ascoltando il disco, bisogna ammettere che non mentì. La prima metà della tracklist è di livello assoluto; ogni musicista dimostra la sua esperienza decennale nel saper calibrare la melodia e le parti più "sporche". 30-30/150 mostra subito le buone capacità compositive dei chitarristi Josh Rand e Jim Root, che per tutto l’album non lesinano mai in riff metallici e graffianti, messe in primo piano dalla produzione corposa e moderna di Nick Raskulinecz. Tutte le prime sette tracce si mantengono su questo livello e non stancano mai l’ascoltatore; colpisce l’impatto che dona il nuovo batterista Roy Mayorga, che crea sempre dei tappeti ritmici di altissimo livello. Sillyworld si muove fra intermezzi acustici e assalti alternative metal. La title track si fonda su ritmi più cadenzati e Taylor predilige un registro più melodico, al contrario di Hell & Consequences dove offre una performance più brutale, simile a quelle offerte nel terzo album degli Slipknot. Come What(ever) May continua su questo saliscendi di intensità e stili fino a Through Glass, classica ballatona acustica in cui il resto della band entra solo alla metà. Through Glass è forse la canzone che ha lanciato gli Stone Sour nel mondo del rock mainstream e di questo va dato merito, peccato che in confronto a Bother, presente nell’album d’esordio, suoni molto meno sincera e trasmette la sensazione di essere stata scritta apposta per far presa sulla massa; non è un caso che ascoltando più volte l’album sia la prima canzone che si inizia a saltare. La band stessa fa di meglio con la traccia finale Zzyzx Rd., altra semi-ballad dai toni cupi e drammatici, giocata su poche note di pianoforte e condita da un eccellente assolo del sempre ottimo Jim Root, che chiude l’album in grande stile, a discapito di qualche mezzo passo falso precedente, tipo Socio e 1st Person.

Come What(ever) May può anche essere a ragione considerato l’album alternative metal radiofonico perfetto, perché unisce ritornelli e melodie dotate di un'incredibile presa ad arrangiamenti raffinati. Si sente che Taylor e compagnia componendo questo album e il successivo Audio Secrecy hanno probabilmente puntato tutto sul fattore radiofonico a discapito di sperimentalismi, in modo da garantire al progetto Stone Sour il successo presso il grande pubblico che gli avrebbe garantito lo status di band di alto livello invece di side project di poco conto. Non è infatti troppo azzardato affermare che la band dello Iowa ha fatto molto di meglio anni dopo con la doppietta di The House of Gold and Bones 1 & 2 e che anche il precedente omonimo aveva qualche cartuccia in più. Nonostante ciò, questo secondo album rimane un lavoro pregevole, pieno di tracce di rock moderno di valore e che, grazie soprattutto all’enorme riscontro di pubblico, ha definitivamente sfatato ogni dubbio riguardo al valore del gruppo.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
78 su 6 voti [ VOTA]
Silvia
Mercoledì 4 Luglio 2018, 14.07.56
9
A me non dispiace l'ultimo. Anche il primo e' molto bello, ricordo che mi incuriosi' parecchio il video di "Bother" e x diverso tempo lo guardavo senza sapere che il tizio fosse il cantante degli Slipknot... Idem x "30/30-150"... Il "problema" (secondo me) di questa band e' che alterna pezzi molto belli ad altri "meh" purtroppo
Area
Mercoledì 4 Luglio 2018, 13.25.21
8
Quando uscì l'esordio degli Slipknot e sentì per la prima volta la parte iniziale pulita di "Waint and Bleed" pensai che la voce di Corey Taylor era bellissima e che quasi (e dico quasi) era un peccato che negli Slipknot dovesse quasi sempre usare il Growl o lo Screaming. Comunque questo e il primo sono i più belli che han fatto. Potrebbero piacere anche a chi non ama gli Slipknot e le cose ad essi collegate.
Silvia
Lunedì 2 Luglio 2018, 17.26.55
7
A me piace veramente moltissimo soprattutto i pezzi piu' aggressivi o comunque ritmati come "30/30-150", "Reborn" etc mentre quelli piu' lenti come Socio non mi dicono molto. Voce stratosferica capace di esprimere qualunque sentimento, dalla dolcezza alla rabbia di un adolescente dai trascorsi difficili qual era lui, come racconta in molti testi.
Metal Shock
Lunedì 2 Luglio 2018, 9.23.43
6
Grandissimo dischi, il migliore assieme ai due The house...., con una band condotta da un Corey al massimo dell'espressione ed un gruppo di musicisti in grado di scrivere canzoni bellissime e più orecchiabili rispetto ai Knot . Album da 85 pour moi.
stoppa
Lunedì 2 Luglio 2018, 0.12.44
5
confermo, i primi due sono i loro dischi più belli. Questo molto valido, voto giusto
Havismat
Domenica 1 Luglio 2018, 9.11.12
4
Gran bel disco. Questo e il primo, i loro lavori migliori.
Ad Astra
Sabato 30 Giugno 2018, 16.08.04
3
Pur avendoli tutti, seguendoli da sempre, questo rimarrà sempre il mio preferito.... ancora genuini.
duke
Sabato 30 Giugno 2018, 15.06.53
2
ottimo disco....
Bacon Apocalypse
Sabato 30 Giugno 2018, 12.55.37
1
Bella recensione, è un ottimo disco anche se verso la fine non è un granché (Dandoti ragione con Socio e 1st Person tipo c'era bisogno?) tral'altro nella versione Deluxe ci sono traccie che possono addirittura quest'ultime canzoni Suffer, Fruitcake (tral'altro ri-registrazione di una loro demo) e la cover di Chris Isaak di Wicked Game. Per il resto un album bello che tuttavia ho apprezzato sicuramente più del successivo, attendo con ansia la recensione di House of Gold and Bones
INFORMAZIONI
2006
Roadrunner Records
Alternative Metal
Tracklist
1. 30/30-150
2. Come What(ever) May
3. Hell & Consequences
4. Sillyworld
5. Made of Scars
6.Reborn
7.Your God
8. Through Glass
9. Socio
10. 1st Person
11. Cardiff
12. Zzyzx Rd.
Line Up
Corey Taylor (Voce, Chitarra nelle tracce 4, 8, 12)
Jim Root (Chitarra)
Josh Rand (Chitarra)
Shawn Economaki (Basso)
Roy Mayorga (Batteria)
 
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