Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Death SS
Rock `N` Roll Armageddon
Demo

Third Island
Omelas
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/09/18
CULTES DES GHOULES
Sinister

24/09/18
AZAGHAL
Valo Pohjoisesta

24/09/18
HUMAN DECAY
Mefitico

25/09/18
SINATRAS
God Human Satan

25/09/18
TO END IT ALL
Scourge of Woman

26/09/18
OSSUARY ANEX
Holy Blasphemition

27/09/18
STELLAR DESCENT
The Future is Dark

28/09/18
EVILON
Leviathan

28/09/18
RUNNING WILD
Pieces Of Eight - The Singles, Live and Rare 1984 – 1994"

28/09/18
NAZARETH
Loud & Proud! The Box Set

CONCERTI

22/09/18
FLESHGOD APOCALYPSE + GUESTS
AFTERLIFE LIVE CLUB - PERUGIA

22/09/18
ROCK LAND FESTIVAL
LEGEND CLUB - MILANO

22/09/18
WARMBLOOD + IRA
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

22/09/18
ELVENKING + DEATHLESS LEGACY + GUESTS
AREA EXP - CEREA (VR)

22/09/18
TRICK OR TREAT + FROM THE DEPTH
FUORI ORARIO - TANETO (RE)

22/09/18
EVADNE + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

22/09/18
KANSEIL + GUESTS
FEFFARKHORN FESTIVAL - MASERADA SUL PIAVE (TV)

22/09/18
EDU FALASCHI
OFFICINE SONORE - VERCELLI

23/09/18
ERIC MARTIN
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

23/09/18
BIGFOOT
LEGEND CLUB - MILANO

Toundra - Vortex
30/06/2018
( 509 letture )
Dalla calda Spagna arriva un gruppo che porta il nome dell'inospitale ambiente quasi perennemente ghiacciato proprio delle regioni nordiche. Il gruppo in questione sono i Toundra, e si tratta di un quartetto, formatosi a metà degli anni 2000, dedito ad un particolare sottogenere di post-rock interamente strumentale. Dopo quattro album intitolati semplicemente con i progressivi numeri romani, i nostri arrivano alla quinta fatica discografica, questa volta stranamente nominata Vortex. Non fatevi ingannare, però: nella lettera iniziale del titolo si cela comunque un numero romano, V. Come dire, il lupo (della steppa, anzi della tundra) perde il pelo ma non il vizio.
I primi tre album, disponibili sul profilo BandCamp dei Toundra, avevano mostrato un gruppo equipaggiato con ottime idee e forte di una buona padronanza delle stesse, evidente in particolar modo in II. Con IV, uscito nel 2015 per Superball Music, gli spagnoli hanno continuato la loro evoluzione, aprendo le influenze alla musica folk, ma mantenendo ben salde le radici post-rock/metal, affini a gruppi quali ISIS e Mogwai. Che cosa attendersi quindi dal qui presente Vortex?

Un cielo scuro e una eclissi solare proiettata sul deserto campeggiano in copertina, e infatti alcuni dei titoli dei brani ne rispecchiano il tema. Dopo la breve introduzione Intro Vortex si comincia con Cobra, brano irruento e cattivo tendente verso il lato più pesante del post-rock, quasi borderline con il prog metal di Haken e soci. Nulla di nuovo sotto al sole (del deserto), ma comunque un ottimo pezzo che non fa pesare i suoi abbondanti 6 minuti. I Tuareg, noti abitanti del deserto di cui sopra, sono i protagonisti della seconda traccia, che sembra iniziare con fare tranquillo come da copione post-rock, ma in realtà si trasforma in una pachidermica prova di destrezza per il gruppo, che pur non possedendo le doti tecniche di gruppi come i succitati Haken, riesce a mantenere l'ascoltatore sul filo del rasoio, scandendo i tempi con le melodie delle chitarre. Questo e praticamente tutti gli altri brani, infatti, poggiano sulle solide strutture costruite dall'accoppiata Girón/López, fondamentali per l'identità dei brani stessi e che contribuiscono a renderli subito riconoscibili. Il breve intermezzo acustico Cartavio ci trasporta dal Perù a Kingston Falls, probabile riferimento alla città in cui è ambientato il primo film dei Gremlins. Per circa un minuto e mezzo veniamo allietati da un riff acustico, prontamente ripreso dalle chitarre elettriche che si danno battaglia neanche stessimo ascoltando gli Iron Maiden e andando a confezionare un brano formalmente perfetto, pur nella sua brevità. Torniamo nel deserto con la lunga pseudo-suite Mojave, introdotta da un beat elettronico sovrastato dalle chitarre in clean. I Toundra si concentrano sulle emozioni suscitate dallo spettrale deserto oscurato dall'eclissi, in un pezzo cupo e intricato che trasporta direttamente su un'altra dimensione come solo il miglior rock psichedelico sa fare. Si ritorna alla cultura pop con la penultima traccia Roy Neary, che prende il titolo dal protagonista del film "Incontri ravvicinati del terzo tipo". Il brano cerca di impostare qualcosa per circa due minuti senza però riuscirci, chiudendo con un fade-out; è l'unico leggero passo falso di tutto il disco. Fortunatamente la chiusura è affidata a Cruce Oeste, letteralmente "passaggio a Ovest", forse simbolo del peregrinare della figura ammantata visibile in copertina. Questa volta il brano, canonicamente post-rock in tutte le sue caratteristiche, è impostato al contrario dei precedenti: la parte in clean è infatti nella sezione centrale, e abbiamo modo finalmente di apprezzare appieno l'ottimo lavoro della sezione ritmica.

Tornando dunque alla domanda posta all'inizio, che cosa si può dire di questo Vortex? Innanzitutto è chiaro che il gruppo non ha mai avuto intenzione di cambiare coordinate musicali e quindi i fan di lungo corso possono dormire sonni tranquilli. Gli otto brani, che escludendo introduzione e intermezzi si riducono a cinque effettivi, mostrano la band in ottimo stato di salute, risultando ispirati e tecnici al punto giusto. Il mixaggio, come da tradizione Toundra, tende a far risaltare le chitarre rispetto agli altri strumenti, ma questa è una caratteristica insita nel genere in sé. Se non si considera la poco riuscita Roy Neary, si tratta di un lavoro più che buono, opera di uno dei gruppi spagnoli più meritevoli di essere tenuti d'occhio. Se non ci si è mai approcciati alla loro musica, Vortex può funzionare da introduzione, fermo restando che il miglior lavoro rimane il secondo album.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
68 su 2 voti [ VOTA]
duke
Martedì 11 Settembre 2018, 21.13.44
2
band davvero interessante....sanno suonare e la loro musica e' piena di idee molto interessanti e non annoiano mai....
Erebos
Sabato 21 Luglio 2018, 17.59.46
1
Gruppo da ascoltare per chi non li conoscesse.
INFORMAZIONI
2018
InsideOut Records
Post Rock
Tracklist
1. Intro Vortex
2. Cobra
3. Tuareg
4. Cartavio
5. Kingston Falls
6. Mojave
7. Roy Neary
8. Cruce Oeste
Line Up
David López (Chitarra)
Esteban J. Girón (Chitarra, Pianoforte)
Alberto Tocados (Basso, Synth)
Alex Pérez (Batteria e Drum Machine)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]