Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
TJ Cowgill
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

20/07/18
MUTILATION RITES
Chasm

20/07/18
BLACK ELEPHANT
Cosmic Blues

20/07/18
THE LIONS DAUGHTER
Future Cult

20/07/18
SCARS ON BROADWAY
Dictator

20/07/18
SANDRIDER
Armada

20/07/18
CRYONIC TEMPLE
Deliverance

20/07/18
KHÔRADA
Salt

20/07/18
CEMETERY LUST
Rotting in Piss

23/07/18
ATAVISMA
The Chthonic Rituals

25/07/18
MANTICORA
To Kill To Live To Kill

CONCERTI

19/07/18
MYLES KENNEDY + DORIAN SORRIAUX
TEATRO ROMANO - OSTIA ANTICA (ROMA)

20/07/18
PROTEST THE HERO + GUESTS
ROCK PLANET CLUB - PINARELLA DI CERVIA (RA)

21/07/18
COLONY SUMMER FEST (Day 1)
CENTRO FIERA - MONTICHIARI (BS)

21/07/18
MYLES KENNEDY + DORIAN SORRIAUX
CASTELLO - UDINE

21/07/18
DIVINE METAL FEST
ALTERNATIVE MUSIC CLUB - MONTENERO DI BISACCIA (CB)

21/07/18
MALESSERE FEST
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

22/07/18
RICHIE KOTZEN
ESTATE IN FORTEZZA SANTA BARBARA - PISTOIA

22/07/18
COLONY SUMMER FEST (Day 2)
CENTRO FIERA - MONTICHIARI (BS)

22/07/18
DOYLE
TRAFFIC CLUB - ROMA

22/07/18
VIRVUM + COEXISTENCE + EGO THE ENEMY + GUEST
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

King Dude - Sex
02/07/2018
( 356 letture )
Dietro l’enigmatico nome King Dude, si nasconde il nativo di Seattle Thomas Jefferson Cowgill, che i più attenti ricorderanno come voce e chitarra degli interessanti Book of Black Heart. Se la sua creatura solista non ha nulla a che spartire con il black/death del gruppo precedente, i legami con il metal restano, soprattutto a livello di atmosfere. Partito nel 2006 con un neo-folk acustico e riverberato, affasciante ma non imprescindibile, King Dude amplia le proprie influenze con l’ottimo Fear del 2014. Neo-folk, blues, country, gothic, post-punk, americana, si uniscono in un amalgama peculiare, che trova i propri nomi tutelari in Nick Cave, Johnny Cash, Death in June. Un “apocalyptic folk”, secondo lo stesso Cowgill, o più semplicemente una musica decadente, riflesso dei fantasmi dell’America profonda e gotica, tra i fumi dell’alcol e una forte religiosità che mischia cristianesimo, Lucifero e le credenze popolari più paludose.

In quest’ottica, il sesto e ultimo album Sex rappresenta l’apice dell’evoluzione sonora di King Dude. Si tratta del lavoro più vario e completo della discografia solista del buon Thomas Jefferson, nel quale tutte le influenze sopra citate trovano uno spazio e un equilibrio propri, dando vita ad un suono sfaccettato, dove più anime scisse coesistono in un amalgama coerente ed unitario. La prima anima di King Dude è quella post-punk, elettrica. Ne sono testimoni l’opener Holy Christos, un brano post-punk tirato e veloce, Sex Dungeon (USA), sorta di sulfureo surf-punk, e la trascinante Swedish Boys, mentre I Wanna Die At 69 è un torbido country-blues, dall’atmosfera western crepuscolare. Questo côté muscolare è inframezzato dall’anima più acustica e intimista di Cowgill, riscontrabile in canzoni che brillano come nere perle. La funerea Who Taught You How to Love, un arpeggio oscuro accompagnato da campionamenti atmosferici e da una semplice drum machine, ricorda nel suo efficace minimalismo i migliori gruppi dark inglesi degli Ottanta. Ugualmente semplice, ma più tendente verso il neo-folk di marca Death in June, è Our Love Will Carry On, mentre la conclusiva Shine Your Light è una ballata pianistica alcolica e disperata. Completano il quadro l’inquietante valzer The Leather One, l’ossessiva The Girls, e una Prisoners che include inserti elettronici e percussioni vagamente industrial.
Ciò che lega questo insieme all’apparenza eterogeneo è il feeling decadente che, come vapore di alcol e tabacco, copioso fuoriesce da ogni singola nota di Sex, assieme a quell’intensa spiritualità dove Satana convive con Cristo e le credenze popolari, in bilico costante fra luce e oscurità. Musicalmente parlando, è la sicuramente la voce di Cowgill a fornire il fil rouge che cuce insieme i brani di Sex, una voce che, liberata dai riverberi dei primi album, alterna un registro caldo e profondo ad alcuni rari growls. Il cantante si occupa anche di tutti gli strumenti, ad eccezione della batteria, firmando una prestazione globale quanto minimale, ma per questo particolarmente efficace. Ne risultano dei brani semplici e diretti, che tuttavia acquistano completezza e crescono con gli ascolti. Perfetto specchio della musica, gli sfuggenti testi – che secondo l’autore costituiscono una sorta di meditazione sul sesso ispirata da Lucifero – comunicano sentimenti di nero erotismo, disperazione, ma anche qualche nota di ironia.

In conclusione, non possiamo che raccomandare l’ascolto di Sex: figura geniale per alcuni, ridicola per altri, King Dude può apparire forse un personaggio costruito o troppo pretenzioso. Ciononostante, Cowgill riesca a creare un suono intenso e unico, che evoca un’America gotica forse un po’ kitsch – i più maligni diranno smaccatamente hipster – ma dannatamente affascinante, in questo aiutata dalla forte iconografia che accompagna la musica. Cedete alle molli tentazioni del Diavolo, ne scoprirete il lato più elegante e lirico, e inaspettatamente luminoso. In fondo, Lucifero è pur sempre il portatore della Luce…



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
Vàn Records
Dark
Tracklist
1. Holy Christos
2. Who Taught You How to Love
3. I Wanna Die At 69
4. Our Love Will Carry On
5. Sex Dungeon (USA)
6. Conflict & Climax
7. The Leather One
8. Swedish Boys
9. Prisoners
10. The Girls
11. Shine Your Light
Line Up
Thomas Jefferson Cowgill (Voce, Chitarra, Basso, Tastiere, Campionamenti)
August Johnson (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]