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Evil Invaders - Feed Me Violence
06/07/2018
( 81 letture )
Tornano in pista, a distanza di due anni, gli Evil Invaders ovverosia gli alfieri di un “ignorantissimo” speed/thrash provenienti dal Belgio, con annessa tanta voglia di fare baldoria e macinare minuti a suon di bordate metalliche. Ci avevano lasciato piacevolmente sorpresi al debutto, Pulses of Pleasure, grazie ad una formula rimasta completamente inalterata e improntata verso la ripresa del sound thrash anni 80 unita ad un’influenza marcata dell’heavy classico e, minoritaria, a quella dell’hardcore punk; un mix sintetizzabile sotto la sigla speed metal. Questo Feed Me Violence non si scosta di un millimetro dal suddetto genere e ci mostra una band in ottima forma, ben rodata, in grado di soddisfare palati ben precisi con canzoni di indubbia qualità che faranno facilmente breccia in un particolare segmento di ascoltatori amante di sonorità retrò. La prima cosa che colpisce di questo LP è l’artwork realizzato da Mario Lopez, il quale ha tutti gli elementi necessari per far pensare ad un album di puro death (stile splatter abbastanza sostenuto) e invece la realtà si dimostrerà piacevolmente differente. Il fatto che gli Evil Invaders siano sotto contratto con la Napalm Records è in sé un ottimo indizio riguardo l’effettivo valore del quartetto, indizio confermato dalla prova empirica.

Prova che si esplica per mezzo di nove solidi brani, a parte due strumentali che fungono da intro, che sviluppano egregiamente le caratteristiche insite del combo belga, la cui specialità è sicuramente quella di non fare prigionieri: l’energia sprigionata da Feed Me Violence è a dir poco contagiosa, ma non si tratta di rumore allo stato puro, giacché la melodia di fondo è sempre presente assieme al groove necessario al distinguo dei vari pezzi (il rischio di avere a che fare con canzoni fotocopia è sempre elevato in lavori come questo). I musicisti coinvolti hanno il loro bel da fare in questo magma ribollente, il tempo per rifiatare è tendente al nullo, ma i quattro se la cavano discretamente, in primis il singer e chitarrista Johannes Van Audenhove, giovane emulo di Marcel Schmier negli acuti e mattatore principale con il suo pseudo-scream abrasivo che si incastona molto bene nelle composizioni; gli altri tre non sono da meno: la sezione ritmica è priva di sbavature e gli assoli di Max Mayhem colpiscono per efficacia. Si apre il sipario con Mental Penitentiary ed è subito fragore metallico: la doppia cassa di Senne Jacobs la fa da padrona, mentre lo svolgimento inizia a specificare quel connubio di aggressività e groove di cui parlavamo in precedenza. Senza pause, ad esso si ricollega subito il secondo pezzo, As Life Slowly Fades che sfoggia sin da subito un ottimo lavoro solista alle sei corde e si sviluppa come la più classica delle thrash songs; qui si sente tantissimo l’influenza dello stile tedesco alla Destruction e Tankard, elemento che alzerà il livello di godimento per qualcuno e lo abbasserà per altri. Dopo una breve intro parte una delle tracce migliori dell’album, Broken Dreams in Isolation, nata attorno ad un riff melodico davvero interessante per poi sfociare, al segnale dato da Joe, nell’Ade più profondo. Ma l’inferno dura poco, perché il finale è in puro sound heavy e conclude un piccolo gioiello che risalta tranquillamente sul resto del lavoro. La titletrack è invece un pezzo abbastanza mediocre di cui ci si dimenticherà senza troppi drammi, al contrario di Oblivion, che grazie ad una componente ritmica estremamente “in canna” non lascerà altra soluzione all’ascoltatore al di fuori di un furioso headbanging. Chiude il tutto il duo Anger Within / Among the Depths of Sanity: sulla prima non c’è granché da descrivere dato che si tratta di una canonica traccia assimilabile a quanto già sentito; la seconda è pressoché curiosa poiché implementa importanti rimandi al sound hardcore e presenta forse gli intermezzi più violenti dell’intero platter. Una chiusura quindi positiva per la seconda uscita ufficiale degli Evil Invaders, che ha come difetto principale il fatto di non avere alternative al dover imbeccare il riffing giusto per non cadere nella noiosa monotematicità (in un paio di canzoni si può capire questo concetto); uso di riff al fulmicotone che, sottolineiamo, si tratta della loro principale arma da combattimento perché di orpelli tecnici ne dispongono in quantità limitata.

Insomma, Feed Me Violence è il classico album di discreta fattura che troverà proseliti nei die hard fans del genere, nulla di più e nulla di meno. Gli Evil Invaders si confermano una buona realtà e per festeggiare il decimo anno di attività hanno sfornato un apprezzato regalo ai propri seguaci, i quali, conoscendo leggermente la scena belga, siamo sicuri che non faranno mancare il loro appoggio; ma siamo convinti che i nostri malvagi invasori il vero colpo da maestri debbano ancora piazzarlo, perciò il consiglio è di non perderli di vista, potrebbero riservare sorprese incandescenti.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Napalm Records
Speed Metal
Tracklist
1. Mental Penitentiary
2. As Life Slowly Fades
3. Suspended Reanimation
4. Broken Dreams in Isolation
5. Feed Me Violence
6. Oblivion
7. Shades of Solitude
8. Anger Within
9. Among the Depths of Sanity
Line Up
Joe (Voce, Chitarra)
Max Mayhem (Chitarra)
Joeri (Basso)
Senne Jacobs (Batteria)
 
RECENSIONI
66
 
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