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Morgana Lefay - Knowing Just As I
06/07/2018
( 984 letture )
Storia per molti versi da manuale quella dei Morgana Lefay. Tante qualità anche se nessuna realmente di livello superiore, buon gusto, capacità, ed una discografia con più di un disco di valore al suo interno, ma poco riscontro in relazione a quanto appena scritto. Solito discorso: proposta un po' fuori tempo rispetto alle tendenze del mercato, una casa discografica scarsamente in grado di supportarli come necessario e tante altre ragioni a spiegare un successo troppo contenuto. Anche se, come sempre, pure il pubblico ha avuto la sua parte di colpa non interessandosi sufficientemente a loro, seguendo dinamiche non sempre governate dalla logica e dalla meritocrazia. Questo, però, vale in particolare per la seconda parte della loro carriera, perché il disco di cui qui ci occupiamo fu distribuito così male che gli appassionati ebbero un ruolo di secondo piano per spiegare la sua scarsa diffusione. A questo proposito, per capire come gli svedesi giunsero a questo loro esordio dopo un primo demo, è utile citare uno stralcio dell'articolo loro dedicato nella nostra serie Almost Famous a venirci in aiuto:

I Morgana Lefay proseguono per la loro strada e cominciano subito a registrare il nuovo demo Rumors of Rain [...],ma Lundberg lascia, sostituito da Joakim Heder. Stavolta la band [...] firma con la Black Mark Productions, [...]ma come spesso avviene in questi casi, si rivelerà invece un abbraccio mortale [...]. Nel marzo del 1993 il primo album ufficiale della band, Knowing Just As I [...]. Da subito, si fa notare però l’assenza di una vera promozione da parte della Black Mark, che si limita a pubblicare il disco, senza però curarne in maniera effettiva la distribuzione e senza investire nulla o poco nel tentativo di far uscire la band dall’anonimato più puro.
E questo spiega già molte cose.

Presentato da una copertina firmata da Kristian Wåhlin, artista noto per il suo lavoro con band di primo piano quali Dark Tranquillity, Dissection e Mercyful Fate giusto per citarne alcune, su cui si mostra quella clessidra che poi diventerà un loro classico iconografico e registrato con l'ausilio di Bror Törnell, personaggio molto noto nel giro musicale svedese, Knowing Just As I è sicuramente un album molto positivo. Oltretutto, non risente quasi per nulla del cambio di bassista in corsa e riesce a rendere piuttosto bene le qualità del gruppo contando anche su una scaletta abbastanza varia. Le canzoni passano dai tempi cupamente solenni come quelli di Enter The Oblivion (forse un po' macchinosa), Excalibur e Wonderland, a quelle in cui sono presenti spunti thrash anche pesanti come in Red Moon e più ancora in Salute The Sage e Modern Devil. Non mancano semi-ballate di buon impatto come Rumours Of Rain -un tipo di proposta che sarà uno dei marchi di fabbrica del gruppo- e Battle Of Ever More, quest'ultima con tratti addirittura maestosi e con una riuscita accelerazione nella parte finale. Discorso a parte per la "vitaminizzata" versione di Razamanaz dei Nazareth, piacevole anche se non aggiunge nulla alla storia del disco ed a quella delle cover in generale, ma soprattutto per Knowing Just As I. La title-track, se così si può chiamare, è infatti una breve -meno di due minuti- e straniante litania che usa, senza peraltro farne cenno da nessuna parte, quanto scritto dai Coven per il brano Choke, Thirst, Die, contenuto in Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls.

Alla fine dell'ascolto a venire fuori da una registrazione da valutare alla luce dell'anno d'uscita e della storia del disco stesso, è principalmente il lavoro dei chitarristi Eriksson e Karppanen, la peculiare voce di Charles Rytkönen, ma soprattutto il fatto che ogni pezzo presenta una qualità medio-alta ed i passaggi a vuoto sono davvero pochi. Fermo restando quanto detto circa Razamanaz e Knowing Just As I. Compatto nonostante la sua storia tribolata, contraddistinto da un certo gusto, ma soprattutto dotato di "quel certo non so che" che ogni disco targato Morgana Lefay può mettere in mostra, il contenuto successo di Knowing Just As I fu determinato dai fattori che abbiamo precedentemente enucleato. In particolare dal lavoro, o meglio, dal mancato lavoro di promozione della Black Mark Records, incapace di far girare il nome della band come avrebbe meritato o non interessata a farlo. E questa, purtroppo, sarà la costante di una carriera che, come questo album, avrebbe meritato migliore attenzione da parte di tutti.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
Salvatore
Domenica 19 Aprile 2020, 4.41.21
7
Io invece trovo assolutamente scorretto definire thrash la musica dei MORGANA LEFAY solo per dare un imput di potenza e rocciosita alle loro accelerazioni che con il suddetto genere assume una valenza musicale completamente differente . Io colloco invece la band senza ombra di dubbio in quel fottuto true/metal power di matrice statunitense aggiungendo una forte verve dark/epic e progressive sulla scia dei SAVATAGE, METAL CHURCH con derivazioni PRIESTIANE: In questo disco poi le suddette influenze sono ben evidenti...battle of evermore sembra una metal ballad HALFORDIANA dai tratti gotici ....Rumors Of Rain poi a me sembra un classicissimo brano power alla TAGE ... in modo particolare anche per la vocalita pazzesca di RYTKONEN molto simile a quella di JON OLIVA. Un gioiellino di album che risollevava le sorti del vero metallo in un periodo in cui tal genere sembrava fosse morto e sepolto. Io di un bel 85!
Aceshigh
Lunedì 9 Dicembre 2019, 19.39.39
6
Grande band, troppo poco conosciuta rispetto ai propri meriti. Era un bel po’ che non ascoltavo quest’album. Io preferisco quelli che vengono dopo, credo che abbiano avuto una continua crescita fino allo splendido Grand Materia; ma già su questo secondo album mettono in mostra un songwriting di ottimo livello, senza cali di tensione ed uno stile già peculiare. Un po’ come se una versione più dark dei primissimi Savatage fosse supportata da riffs e ritmiche al limite del thrash. Invito chi non li conosce a recuperare qualche loro album. Voto 80
Salvatore
Martedì 21 Agosto 2018, 17.40.56
5
Un ottimo album da una band molto sottovalutata...in un periodo storico in cui (i primi anni '90)...fare true/h.metal era fuorimoda...con il Grunge che la faceva da padrone ..questi svedesi defenders ci deleziavano con il loro sound darkeggiante e potente .....quando li ascolto penso ai primi SAVATAGE, ai JUDAS PRIEST ,ai METAL CHURCH .....in poche parole al power oscuro ,intricato ...il catato di C.RYTKNONEN graffiante ,prepotente e tagliente di scuola JON OLIVA/ DAVID WHYNE ,con acuti di Halfordiana memoria danno intensita ai brani . Grande band defender nordica che avrebbe meritato piu consensi....voto album 90
Vittorio
Giovedì 12 Luglio 2018, 10.28.23
4
Il primo disco (bello, ma non il migliore) di una band fantastica.
lux chaos
Lunedì 9 Luglio 2018, 18.44.02
3
Possiedo The Secret Doctrine, Sanctified, The Seventh Seal (magnifico!!!) e Grand Materia, questo non l'ho ancora ascoltato ma anche io sottoscrivo il commento di Invictusteele, band di notevole valore, purtroppo per vari motivi mai troppo considerata. Se amate il genere, dategli una chance.
Hard N' Heavy
Sabato 7 Luglio 2018, 17.18.05
2
sottoscrivo il commento qui sotto, album da avere e band magnifica
InvictuSteele
Sabato 7 Luglio 2018, 15.22.18
1
Unici, album bellissimo, band straordinaria. Non li caga nessuno, ma i ML hanno una discografia impressionante per qualità.
INFORMAZIONI
1993
Black Mark Production
Heavy/Power
Tracklist
1. Enter The Oblivion
2. Red Moon
3. Salute The Sage
4. Rumours Of Rain
5. Excalibur
6. Modern Devil
7. Wonderland
8. Razamanaz
9. Battle Of Ever More
10. Knowing Just As I
Line Up
Charles Rytkönen (Voce)
Tony Eriksson (Chitarra)
Tommi Karppanen (Chitarra)
Joakim Heder (Basso)
Joakim Lundberg (Basso nelle tracce 2, 3, 7, 9)
Jonas Söderlind (Batteria)
 
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