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Bolt Thrower - Those Once Loyal
06/07/2018
( 665 letture )
Non esiste paese che più abbia contribuito alla formazione e alla diffusione della musica metal come la Gran Bretagna. Gli esempi per eccellenza sono Black Sabbath, Judas Priest e Iron Maiden e l’elenco sarebbe infinito per quasi tutti i sottogeneri del metal, death compreso. I Bolt Thrower, ovviamente, avrebbero un posto in questa lunghissima lista, fautori di un sound estremamente personale, immediatamente riconoscibile e di rara efficacia.

Entrando nella recensione vera e propria, va detto che i Bolt Thrower non avevano cominciato il nuovo millennio nel migliore dei modi: Mercenary (1998) e Honour-Valour-Pride (2001) non avevano avuto molto successo, pur non essendo dei flop in tutto e per tutto. Thompson e compagni non si vollero dare per vinti e si misero d’impegno per dimostrare al mondo di cosa erano veramente capaci; al microfono poi, dopo sei anni, fece il suo ritorno Karl Willets, proprio durante la fase di stesura di Those Once Loyal, contribuendo così alla riuscita di quest’ultimo. Pur non essendo al livello dei capolavori del passato, il full-lenght si configura come un ottimo album (il migliore dai tempi del grandioso …For Victory! ), che permette alla band inglese di riprendersi dal mezzo inciampo di qualche anno prima. Il tema centrale dell’album è la Grande Guerra e lo si può intuire già dalla copertina (personalmente la trovo molto azzeccata e ben fatta): nelle canzoni è narrato ciò che succede sul campo di battaglia, tra cannoneggiamenti e filo spinato, aspettando gli ordini dei comandanti per gettarsi nella terra di nessuno ed essere dilaniati dalle mitragliatrici e asfissiati dai gas letali. Un applauso va ai testi, in grado di trasmettere la disperazione e la disumanità della guerra. La produzione è ottima, probabilmente la migliore che i Bolt Thrower abbiano mai avuto, con tutti gli strumenti che riescono a ritagliarsi il loro spazio senza rubarlo ad altri.

Si viene accolti dall’intro in fade-in di At First Light, la quale esplode in un riff che trasuda epicità da tutti i pori e dopo un altro riff da headbanging puro, arriva un ritornello da ruggire a pieni polmoni. Segue Entrenched, che snocciola riff irresistibili e violentissimi, esattamente ciò che si vuole ascoltare dai Bolt Thrower. Si prosegue su questa falsariga con The Killchain, vagamente thrash nei suoi arrangiamenti. Già dal nome si capisce che una canzone come Granite Wall non potrà che essere lenta, massiccia e con qualche richiamo al doom. Dopo la titletrack, traccia molto bella ed interessante ma sostanzialmente simile a quelle già ascoltate, incontriamo due canzoni (Anti-Tank e Last Stand Of Humanity) che non cambiano minimamente il discorso iniziato ma sono piuttosto anonime, senza particolari guizzi se non qualche riff interessante qua e là. Come penultima canzone troviamo Salvo, strutturalmente simile a Granite Wall: nulla di strepitoso, ma si lascia ascoltare senza troppi problemi e rappresenta una sorta di "ripresa" dopo la noia delle due songs precedenti. L’ultima e nona traccia è When Cannons Fade, la quale punta maggiormente sulle atmosfere, senza tuttavia perdere un briciolo di brutalità e si rivela una delle canzoni più riuscite, insieme alla tripletta iniziale. Nella versione digi pack si può ascoltare anche un altro inedito, A Symbol Of Eight, che risulta essere un classico b-side.

Senza quell’esitazione verso la fine, si sarebbe potuto parlare di un disco senza imperfezioni degne di nota: purtroppo nessuno è perfetto, ma ai nostri ragazzoni di Coventry non ne facciamo assolutamente una colpa. Anzi è da lodare la loro capacità, a carriera inoltrata, di riuscire a sfornare un album che quanto meno non sfigura se paragonato ai capolavori del passato. In ogni caso si tratta dell’ultimo, ottimo atto di una band che ha fatto la storia e che non è mai scesa a compromessi.

In a world of compromise, some don’t!



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
91.33 su 3 voti [ VOTA]
Banzi
Sabato 14 Luglio 2018, 15.27.18
19
Ottimo disco di quello che è forse uno dei gruppi death più sottovalutati di sempre, meno grind e dal sapore più epico. Li avevo visti dal vivo a Vicenza nell'inverno 2006 per il tour di questo disco e devo dire che fu un gran bel concerto, mi ricordo bene la situazione dato che il giorno prima avevano annullato un concerto a Prato per carenze di sicurezza dell'impianto elettrico con gli organizzatori italiani che li avevano accusati di aver manomesso l'impianto intenzionalmente e di aver rubato delle birre dal locale.
TARTU71
Venerdì 13 Luglio 2018, 14.24.03
18
per me il loro apice e' for victory...ma anche questo non scherza,...
Kappa
Venerdì 13 Luglio 2018, 0.06.58
17
Uno dei loro punti più alti, io sfioro il 90 come voto ma anche il 78 del recensore non è un voto basso, è che per me è tra i loro top album.
Soulreaper
Mercoledì 11 Luglio 2018, 13.10.24
16
Devo ammettere che pure io avrei voluto dargli almeno un'ottanta pieno, ma dopo diversi ascolti qualcosa non mi convinceva e non mi veniva voglia di riascoltarlo da capo, cosa che secondo me deve essere una caratteristica imprescindibile di un disco da minimo 80 di valutazione. Spero di essere stato il più chiaro possibile.
cippalippa
Mercoledì 11 Luglio 2018, 12.24.20
15
voto basso, minimo 85, ultimo grande capolavoro targato bolt thrower
ObscureSolstice
Domenica 8 Luglio 2018, 21.18.14
14
Dipende sempre che tipo di melodia è, già. Ci sono band che le chiamano melodiche solo perché mettono degli assoli, delle armonie anche se brevi, ma di melodic a dire il vero hanno ben poco se tutto il resto é dannatamente potente e sgradevole di piacere come il death metal deve fare
Pete
Domenica 8 Luglio 2018, 20.10.50
13
A Masterpiece, better than that is basically impossible. IMHO
Hagen
Domenica 8 Luglio 2018, 19.47.57
12
@Galilee Io non ho niente contro la melodia nel death metal, però deve essere "asservita" all'estetica death metal: insomma, melodia o no, la canzone deve essere comunque "oscura" o anche, in un certo senso, epica, o carica di forza distruttiva, o addirittura melanconica, ma non deve mai e poi mai diventare allegra o, come dici tu, melensa
Galilee
Domenica 8 Luglio 2018, 18.09.17
11
Avevo capito. A me personalmente la melodia nel Death piace poco. Qui invece ne ho goduto assai.
lisablack
Domenica 8 Luglio 2018, 18.08.27
10
Che band questa! E che album ci ha regalato..grandiosi dal primo all'ultimo disco, questo incluso ovviamente! Non hanno sbagliato nulla..
Hagen
Domenica 8 Luglio 2018, 17.04.46
9
Il mio commento riguardava solo la presenza di canzoni più "orecchiabili" rispetto agli altri dischi, non era un giudizio negativo sulla qualità del disco, che anzi a me piace e non poco
Galilee
Domenica 8 Luglio 2018, 16.07.54
8
Vero. È il loro disco piu orecchiabile. Ma vedi, dal mio punto di vista la melodia è un qualcosa di bellissimo, anche se bisogna ammetterlo, è un arma a doppio taglio. Se usata con giudizio e con musicalità rende invincibile una canzone, se usata male , risulterà stucchevole, inopportuna e spesso melensa.
Hagen
Domenica 8 Luglio 2018, 14.41.33
7
Secondo me è il loro disco più "ruffiano", nel senso che è pieno di melodia e " hooks" che ti si piantano in testa, basti pensare all'opener o a Last Stand of Humanity
Galilee
Domenica 8 Luglio 2018, 14.28.35
6
Gran disco. Quando usci ci persi la testa. Non sono affatto d'accordo col recensore sul definire questo album non all'altezza del capolavoro passato. Tutt'altro questo è uno dei loro lavori più riusciti. Songwriting, arrangiamenti, produzione etc.. tutto al top. Direi da podio. E li seguo da IBTINL. Sul voto direi un 85 per non sbilanciarsi troppo.
Diego75
Sabato 7 Luglio 2018, 21.23.51
5
Quando uno vuole ascoltare death metal classico....ovvio ascolta i bolth throver...ottima band che non ha mai deluso nella loro schiettezza e semplicità'....ma alla fine non hanno mai deluso ne su disco ne dal vivo...voto 80
Diego75
Sabato 7 Luglio 2018, 21.23.50
4
Quando uno vuole ascoltare death metal classico....ovvio ascolta i bolth throver...ottima band che non ha mai deluso nella loro schiettezza e semplicità'....ma alla fine non hanno mai deluso ne su disco ne dal vivo...voto 80
uatu
Sabato 7 Luglio 2018, 15.12.10
3
Mi associo: album veramente notevole, almeno da 85. Ad Maiora
Alessio
Sabato 7 Luglio 2018, 13.33.05
2
Concordo con il commento di Masterburner. L'ultimo grande testamento di una band unica nel death.
Masterburner
Venerdì 6 Luglio 2018, 23.20.25
1
Forse l'unico disco Death che ascolto ancora con godimento estremo... l'ultimo grido di una band immensa, invertirei le cifre: 87!
INFORMAZIONI
2005
Metal Blade Records
Death
Tracklist
1. At First Light
2. Entrenched
3. The Killchain
4. Granite Wall
5. Those Once Loyal
6. Anti-Tank (Dead Armour)
7. Last Stand of Humanity
8. Salvo
9. When Cannons Fade
Line Up
Karl Willets (Voce)
Baz Thomson (Chitarra)
Gavin Ward (Chitarra)
Jo Bench (Basso)
Martin Kearns (Batteria)
 
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