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Angel of Mercy - The Avatar (Reissue)
10/07/2018
( 456 letture )
Quando si parla di dischi storici ed in qualche modo rari, di oggetti di culto per collezionisti, la maggior parte di noi potrebbe fare i nomi di alcuni “gioiellini” conservati gelosamente in casa propria. Il rapporto tra rarità della stampa, notorietà di un certo gruppo e indisponibilità di ristampe, sono fattori che determinano spesso valori economici che travalicano nettamente il valore artistico di una certa opera. Ed è proprio questo il caso di The Avatar degli statunitensi Angel of Mercy, ristampato per la prima volta dopo l’edizione originale del 1987 e considerato davvero il Santo Graal del collezionismo. Almeno negli U.S.A. Formato nel 1980 dal chitarrista/cantante David St.James, il gruppo ha avuto molte difficoltà nel trovare una formazione stabile prima di assestarsi in forma di power-trio ed affittare un garage da destinare come base operativa in quel di Las Vegas. Il posto si trasforma rapidamente da semplice sala prove a luogo di ritrovo per decine e decine di metallari locali e per concerti del gruppo, ai quali partecipa un nutrito gruppo di fan che li rende molto noti nel giro della città, all’epoca molto frizzante. Dal punto di vista pratico, però, tutto si risolve nell’autoproduzione di un album su vinile da destinare alla distribuzione brevi manu ed alla presentazione della band alle case discografiche per cercare di ottenere un contratto. Cosa che però non avviene ed anche il moniker Angel of Mercy scompare nel nulla. Quel vinile stampato con pochi mezzi, mai rieditato fino ad ora e con tiratura originale molto limitata, invece, diventa come detto un oggetto ricercatissimo dai collezionisti, con quotazioni fino a tre zeri. Ossia tra i 500 ed i 1.200 dollari sul mercato a stelle e strisce.

Fino ad ora, appunto, dato che la Shadow Kingdom ha recentemente deciso di recuperare dalle nebbie del tempo questa misconosciuta opera dopo aver rintracciato i tre musicisti (cosa non facile, dato che se ne conoscevano solo gli pseudonimi) ed i master originali, sottoponendola a lifting produttivo ed aggiungendo molto altro materiale che, in pratica, è costituito in massima parte da altre versioni di pezzi contenuti nell’album originale recuperate da sessioni di registrazione del 1983, del 1992 e, in un caso, del 2015. Il tutto porta il formato dell’opera a doppio CD -o doppio vinile o nastro- probabilmente eccessivo in rapporto alla qualità del contenuto e più rivolto ai collezionisti di cui sopra, che agli ascoltatori “normali”. Quello che troviamo all’interno di The Avatar è un heavy metal necessariamente primordiale, ancora con i piedi ben piantati negli anni 70, ma soprattutto suonato da una band la cui personalità era ancora in pieno sviluppo al tempo della composizione delle canzoni. Tutte risalenti ai primissimi anni 80. Heavy, doom vecchio stile, epic (probabilmente il genere di riferimento principale) e influenze che comprendono, talvolta senza troppa coerenza, Kiss, Rush, Judas Priest, Black Sabbath, Led Zeppelin, primi Manilla Road ed Anvil Chorus. Immancabilmente, anche gli Iron Maiden sembrano fare capolino a più riprese, se non fosse per il fatto che nessuno del gruppo li aveva mai ascoltati al tempo della scrittura dei pezzi. Come dire: nel metal certi elementi evolutivi ricorrono anche in ambienti che non sono venuti a contatto tra loro. Limitandoci preliminarmente alla scaletta originale, ci troviamo di fronte ad un blocco di canzoni di qualità altalenante, talvolta inframmezzate da passaggi in cui il testo viene declamato (col rischio di sconfinare nettamente nello stucchevole, come nello pseudo-intro space rock di In the Beginning che poi evolve in Angel of Mercy); passaggi strumentali che il più delle volte trovano un senso soltanto se si riesce a convincersi di essere nel garage di cui sopra, ma nel 1980 e con musicisti pieni di passione e poco altro (Metamorphosis); accenni più heavy -Soul Searcher, The Avatar, Victim of the Change, Journey to the Master, The Succubuss e in particolare The Last Encounter- e rock americano anni 70 con accenni ai Kiss (Chained to the World, Break Away). Il resto, come già ricordato, è in massima parte materiale proveniente da diverse registrazioni e con le piccole aggiunte che potete notare leggendo la scaletta completa.

A parte il suono che il lavoro di rimasterizzazione ha migliorato solo quel tanto che basta per renderlo intellegibile partendo da master di qualità palesemente pessimi, ma restituendolo in forma genuina in stile “demo anni 80”, per valutare se valga la pena destinare parte dei vostri risparmi in un acquisto simile, dovete valutare attentamente quanto siete presi dalla mania del collezionismo. The Avatar, infatti, è il classico caso di operazione connotata da un valore più storico che musicale, visto che le doti dei tre musicisti sono tutto sommato non trascendentali. Così come la scrittura, che nulla toglie e nulla aggiunge alla storia del metal U.S.A. se non nell’ottica del completamento del panorama nazionale e calcolando che tutti i pezzi risalgono ai primi anni 80. Qualche spunto piacevole qua e là, molti passaggi a vuoto, ma altrettanti inutili integrati da alcuni proprio brutti. Passione, sincerità, immediatezza e quel senso di “cantina” che riporta a quando prendere in mano uno strumento e cavarne fuori qualcosa per dire di essere parte di un tutto come quello che stava nascendo era quasi obbligatorio, ma niente che segnali a posteriori gli Angel of Mercy come una grande occasione persa dalla scena. Ammirevole per molti versi, ma poco altro, anche notando come certi germi abbiano attecchito ovunque anche in un periodo in cui gli scambi culturali tra zone lontane erano molto limitati o addirittura nulli. Facendo un bilancio tra valore storico dell’opera e valore musicale in rapporto al periodo di appartenenza, The Avatar galleggia forse attorno alla sufficienza, ma la sua mancanza sul vostro scaffale dei CD e/o vinili può essere certamente sopportata sopravvivendo senza problemi.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Shadow Kingdom Records
Heavy
Tracklist
Original The Avatar album:
1. In the Beginning
2. Angel of Mercy
3. Chained to the World
4. Soul Searcher
5. Break Away
6. Metamorphosis
7. The Avatar
8. Victim of the Change
9. Journey to the Master
10. The Last Encounter
11. The Succubuss

November 1983, Las Vegas Recording Studio:
12. The Succubuss
13. Soul Searcher
14. The Avatar
15. The Last Encounter

Spring 1992, Abandoned Sessions IMR Studio:
16. Enter the Abyss
17. In the Beginning
18. Angel of Mercy
19. Metamorphosis

Unreleased track from The Avatar sessions
(Intended as a lead-in to “Chained to a World”):

20. The Journey Begins

2015 session, IMR Studio:
21. Chained to a World
Line Up
David St.James (Voce, Chitarra)
Kaign Sevenson (Basso)
Deniz Derya Gallegos (Batteria, Tastiere)
 
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