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Airborn - Lizard Secrets - Part One - Land of the Living
11/07/2018
( 328 letture )
Fondati nel 1995 a Torino, gli Airborn sono giunti alla pubblicazione del loro quinto album, Lizard Secrets - Part One - Land of the Living, primo di un’ambiziosa e promettente trilogia ovviamente a base di un onesto e convincente heavy/power. Il gruppo, non ancora emerso totalmente nel panorama musicale, può comunque vantare una gavetta di tutto rispetto: dopo il ben accolto Against The World datato 2001 si sono fatti notare per partecipazioni a eventi di un certo rilievo come l’Agglutination Metal Festival 2010 e per aver fatto da spalla ad artisti quali Fates Warning, Freedom Call e Iron Savior. Dopo alcuni anni e dopo il passaggio alla Fighter Records si arriva a questo Lizard Secrets - Part One, disco che ha tutte le carte in regola per far fare al quartetto torinese il salto di qualità.

Le tredici canzoni qui presenti sono infatti veloci e accattivanti, caratterizzate da una durata generalmente sotto i quattro minuti che permette all’album di scorrere con grande fluidità. A suo modo emerge anche una certa personalità: non si scade (quasi) mai nella mera imitazione dei gruppi di riferimento, primi fra tutti Helloween e Gamma Ray. Pur non mancando lo spazio dedicato a ritmiche serrate, riff e assoli di chitarra in pieno stile power tedesco, la priorità viene sempre data alla riuscita delle canzoni che dal punto di vista strumentale certamente seguono gli standard del power metal, ma che riescono a farsi valere grazie a un songwriting capace di arrivare senza difficoltà all’ascoltatore. Gli arrangiamenti sono semplici, privi di fronzoli e di strutture particolari, scelta in fin dei conti efficace, come efficaci sono i testi, a tratti scanzonati come nel caso dell’auto-celebrativa Who We Are e nell’ironica e frivola Metal Haters o a tratti in un certo modo impegnati come per My Country Is the World in cui si tratta dell’oppressione verso la gente comune.
Lizard Secrets - Part One - Land of the Living risulta vincente proprio per questo suo modo di mostrarsi eclettico, suonando bene in ogni circostanza, privo di presunzione o voglia di strafare. Gli Airborn suonano in maniera convincente, senza dare la possibilità all’ascoltatore di individuare una figura che spicchi rispetto ad altre: c’è un grande equilibrio sotto tutti i punti di vista. Il livello tecnico è mediamente buono e non ci sono grosse lacune nella prestazione dei quattro. Alessio Perardi alla voce e alla chitarra è un mattatore alla Kai Hansen: non spicca per raffinatezza tecnica, ma fa il suo con grande coerenza rispetto all’andamento dell’album, sia dal punto di vista vocale, in cui canta con precisione e con un buon tiro (senza lanciarsi in assurdi virtuosismi), sia sotto il profilo chitarristico. Lo stesso discorso può essere esteso agli altri membri della band che lavorano con grande intensità e solidità, fornendo ritmiche e assoli ben pensati e ben inseriti. Volendo citare qualche canzone particolarmente rappresentativa (cosa non facile vista la costanza dal punto di vista qualitativo) sicuramente emergono brani dal gusto puramente speed/power come nel caso della titletrack Lizard Secret e My Country Is the World o leggermente tendenti a un heavy più pesante nel caso di Defenders of Planet Earth e Wolf Child. Apprezzabile anche la riedizione di Cosmic Rebels, tratta dal loro secondo album, D-Generation.
Non ci sono difetti in grado di minare l’ascolto di questo album: al massimo potrebbe non piacere a tutti la linearità nella scaletta e a livello musicale. Suoni e melodie si attestano su un buon livello, ma in una mitragliata di hit veloci e orecchiabili magari si potrebbe sentire leggermente la mancanza di un pezzo di maggior peso, più articolato e teatrale.

Del resto c’è poco da dire; Lizard Secrets è un buon album power, che sicuramente verrà apprezzato dagli amanti del genere. La concretezza e la coerenza la fanno da padrone evitando di annoiare e di diventare un mattonata nel corso dell’ascolto, cosa non sempre scontata. Non è un album che punta tanto sul concept (non c’è una trama legata al lucertolone fantascientifico in copertina come si potrebbe immaginare) o sul lasciare qualcosa all’ascoltatore se non una bella oretta di musica ben suonata e apprezzabile nella sua leggerezza. Trattandosi di una trilogia si può ben sperare: già questo primo capitolo si rivela maturo e riuscito, in grado di mettere in luce tutta l’esperienza e l’attitudine degli Airborn, che possono ancora alzare l’asticella, ma che comunque possono già ritenersi soddisfatti grazie a questo album godibile e capace di unire il classico power di tradizione teutonica allo stile fluido, fresco e allegro del gruppo.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
85 su 1 voti [ VOTA]
sminkiato
Martedì 17 Luglio 2018, 15.08.59
3
Se amate il power metal questo é un album che piace e non poco.
df800
Giovedì 12 Luglio 2018, 9.11.48
2
direi che non sono nulla di che, nulla di nuovo, nulla di geniale, ma il loro lo fanno molto bene. 70 pieno
Warrior63
Mercoledì 11 Luglio 2018, 19.31.52
1
Molto bravi. Un bel album merita un ascolto..premiateli ragazzi
INFORMAZIONI
2018
Fighter Records
Power
Tracklist
1. Immortal Underdogs (Intro)
2. Who We Are
3. Lizard Secret
4. We Realize
5. Brace for Impact
6. Wolf Child
7. Here Comes the Claw
8. Land of the Living
9. Meaning of Life
10. Metal Haters
11. Defenders of Planet Earth
12. My Country Is the World
13. Cosmic Rebels 2018 (Bonus Track)
Line Up
Alessio Perardi (Voce, Chitarra)
Roberto Capucchio (Chitarra)
Domenico Buratti (Basso)
Roberto Gaia (Batteria)
 
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