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Home Style Surgery - Trauma Gallery
12/07/2018
( 327 letture )
Il Thrash Metal odierno, esattamente come nei gloriosi anni 80, è un genere risorto dalle proprie ceneri, imitato, pedissequamente riproposto ma anche in continua evoluzione e paurosamente pregno di spunti sempre originali e inaspettati, soprattutto considerando la sempre più incontentabile esigenza degli ascoltatori medi. A ben ragione i finlandesi Home Style Surgery, attivi ormai da un decennio con qualche demo e un full-lenght autoprodotto alle spalle, si ricordano di avere dieci anni più di quando hanno iniziato, attingono alla loro esperienza compositiva, al loro gusto e alle loro influenze personali, fanno tesoro di lezioni tecniche di band recenti tipo Vektor, Havok e Harlott, ci aggiungono un pizzico di storia malata e/o progressiva in stile Coroner, Watchtower e Forbidden, shakerano tutto con estrema forza e velocità e sotto Punishment 18 Records partoriscono un piccolo masterpiece intitolato Trauma Gallery. Un concentrato ipervitaminico di velocità, precisione chirurgica, thrash progressivo sparato a mille e adatto da gustare anche ai palati più esigenti ma soprattutto fresco, innovativo, dinamico e ottimamente registrato: un album forse non immediatamente accessibile a chi mastica pane e ignoranza ogni giorno ma di sicuro, ascolto dopo ascolto, in grado di conquistare l’attenzione di tutti senza se e senza ma.

Un bel respiro profondo e ci si immerge nel viaggio adrenalinico di Explore The Dimensions, il cui avvolgente incipit di scale armoniche ci introduce a una sferzata di techno-thrash dal sapore ottantiano grazie ai continui cambi di tempo della sezione ritmica del duo Tommi Lakkala/Joni “Järrä” Järlström,dalla prestazione vocale, decisamente anacronistica ma assolutamente convincente e integrata nel brano, di Tommi Mäntyranta (un acerbo Mark Osegueda finlandese) e dall’accoppiata d’asce composta da Jussi Keränen e Joonas Hiltunen. Il primo brano sembra quasi un banale riscaldamento al cospetto della seguente Atomosophobia, dove i due chitarristi si sbizzarriscono in cambi di assoli esagerati, riff al fulmicotone, orpelli armonici mutuati dalla scuola scandinava ma applicati a un gusto thrash tipicamente americano, creando un salto temporale di più di trent’anni con leggende quali Hades e Anacrusis. L’originale Sachiko Ever After si dimostra tale non solo nel titolo ma soprattutto nella struttura compositiva, un mosaico impazzito di tecnicismi, stop and go, armonizzazioni e cromatismi spalmati su un tempo tutto sommato contenuto e non frenetico o impazzito, ma ragionato e al servizio di un mood stralunato e schizzoide. Meno destabilizzante ma altrettanto spiazzante è la successiva The Case Of The Red Ripper, un up tempo assolutamente thrash che fonde scale e armonizzazioni con una facilità disarmante e che ci regala prima di tutto una prestazione vocale leggermente meno standard e un po’ più aggressiva e solida del promettente singer ma soprattutto una trama chitarristica che sembra crei una storia nella storia facendoti correre lontano e a più non posso dal feroce protagonista del brano. Il manierismo tecnico non accenna a diminuire ne in Beware The Lurkers, dove su 5:30 minuti di brano il cantato entra in scena quasi a metà, lasciando ampio spazio alla straordinaria fantasia compositiva dei giovani chitarristi ma recuperando il vuoto iniziale con una prestazione vocale tonica e variegata (forse ancora un po’ acerba in alcuni punti ma degna di nota) né tanto meno in Haunted Mindscape, incubo visionario ultra techno-thrash che ti prende alla gola e non ti molla finché non spiri, in un circolo vizioso di schiaffi, controtempi, scale armoniche come se non ci fosse un domani, assoli impeccabili e mai banali che richiedono una certa attenzione uditiva. L’esasperazione totale di ciò che gli Home Style Surgery costruiscono all’interno di questo album si riassume tutta nelle conclusive Verge Of Confrontation, un assurdo mal di testa thrash progressivo che ti fa sbattere ovunque come la pallina di un flipper,e la conclusiva titletrack, un roccioso mid tempo thrash incastonato tra barriere techno-prog che ricordano un certo e purtroppo lontano Act III di casa Death Angel grazie a magistrali partiture chitarristiche a qualunque livello: arpeggi, main riff, armonizzazioni, soli, reprise e chorus, insomma il vero highlight del disco che personalmente molti pezzi grossi del genere in questione dovrebbero ascoltare bene per tornare a comporre musica un po’ più verace e meno mainstream.

Otto tracce compongono questo Trauma Gallery, titolo altamente azzeccato per il risultato mentale lasciato a fine ascolto: siamo al cospetto di un’opera prima sicuramente non esente da difetti o da margini di miglioramento (soprattutto nell’approccio vocale meno datato o nella scelta di alcuni suoni volutamente old school che però qui non si adattano perfettamente al tipo di thrash analizzato) ma in quanto opera prima lascia sbalorditi il complesso tecnicismo che ne definisce i confini e i particolari, di concerto con il gusto innovativo (che sembra quasi la riscoperta di qualcosa di lontano e perduto) e il coraggio di riproporre oggi “viaggi” così complessi ma così necessari per non scadere nel banale, nel ripetitivo e/o nel già sentito. Un’assoluta realtà i giovani finlandesi Home Style Surgery, da tenere d’occhio, promuovere e coltivare: sia mai che si ritorni ai tempi d’oro del thrash passando anche da qui.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Punishment 18 Records
Thrash
Tracklist
1. Explore The Dimensions
2. Atomosophobia
3. Sachiko Ever After
4. The Case Of The Red Ripper
5. Beware The Lurkers
6. Haunted Mindscape
7. Verge Of Confrontation
8. Trauma Gallery
Line Up
Joel Mäntyranta (Voce)
Jussi Keränen (Chitarra, Cori)
Joonas Hiltunen (Chitarra, Cori)
Tommi Lakkala (Basso)
Joni “Järrä” Järlström (Batteria)
 
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