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Bullets and Octane - Waking Up Dead
12/07/2018
( 177 letture )
Il nome Bullets and Octane probabilmente non vi dirà granché, eppure la band di St. Louis – ma ora basata in California – è attiva dal 1998. Il Quartetto, forte di una formazione rinnovata attorno al leader Gene Louis, festeggia il ventennio di attività con la pubblicazione dell’ottavo album Waking Up Dead. Un lavoro che, lo diciamo subito, si inserisce docilmente nel consolidato suono della band, immutabile e immutato da venti primavere. I Bullets and Octane propongono infatti un hard rock stradaiolo venato di punk, rumoroso quanto catchy e melodico, che sembra fermatosi all’alba del nuovo millennio: avanti quindi a colpi di gel e giacche di pelle, “hey” a profusione e melodie energiche e accattivanti. Una formula che ha trovato il massimo successo con l’album In the Mouth of the Young del 2006, pubblicato nientemeno che dalla RCA, e che pervade i solchi di questo Waking Up Dead.

Bad Mother Fucker apre le danze, e rivela velocemente tutte le componenti del suono dei Bullets and Octane: tempi sostenuti, cori, riff e struttura estremamente lineari, ma soprattutto un refrain che non si scolla più dalla scatola cranica. Esattamente ciò che caratterizza l’innodica Waking Up Dead, con i suoi innumerevoli “com’on” e “yeah”, la radiofonica When We Were Young, e l’irruenta Burning at Both Wicks. Si tratta di brani molto ben confezionati, fatti con ingredienti semplici ed efficaci, e che vanno dritti al punto. Ma forse funzionano anche troppo: la ricerca del ritornello da hit ad ogni costo finisce per evocare un senso di continuo déjà-vu, che alla lunga sfocia nella piattezza e nella banalità, tanto che ad un certo punto si ha l’impressione di aver già sentito altrove le melodie e i ritornelli delle canzoni. Fanno invece meglio il glam rock sbarazzino di Heart Attack o la southern Murder Me Baby, ugualmente coinvolgenti ma meno banali. Fuck You Song è una sorta di esperimento pop punk, che suona un po’ stucchevole e adolescenziale malgrado il piccolo e pregiato assolo posto in apertura. Non potevano mancare i lenti, due, che rispondono al nome di Fires e dell’acustica Hostages. La produzione è ottima, così come la prestazione dei musicisti, tecnici se necessario, senza strafare. Efficace la voce roca di Gene Louis, innodica e molto adatta alla ruvida base strumentale.

Insomma, l’ottavo album dei Bullets and Octane sembra avere tutto ciò che necessiti un album di vitaminico hard rock americano: è un lavoro vario quanto basta, ben suonato, ben prodotto. I suoi brani si insinuano senza sforzo nella testa dell’ascoltatore. Eppure, manca quell’elemento che permette di differenziarlo dalle centinaia di album simili che sono stati pubblicati dalla fine degli anni Novanta. In altre parole, Waking Up Dead è un disco banale. Un prodotto senza infamia e senza lode, talvolta anche godibile, ma probabilmente destinato a esaurire la sua carica alla fine del primo ascolto.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
Bad Mofo Records/Cargo Records
Hard Rock
Tracklist
1. Bad Mother Fucker
2. Waking Up Dead
3. When We Were Young
4. Burning at Both Wicks
5. Fires
6. Fuck You Song
7. Murder Me Baby
8. Rolling Stone
9. Hostage
10. Heart Attack
Line Up
Gene Louis (Voce)
Felipe Rodrigo (Chitarra)
Zachary Kibbee (Basso)
Jonny Udell (Batteria)
 
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