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IQ - Ever
14/07/2018
( 1584 letture )
Gli inglesi IQ sono sempre stati ritenuti, insieme a Marillion e pochi altri, tra i gruppi più rappresentativi del cosiddetto movimento neo-progressive, con buona pace del tastierista Martin Orford, principale artefice insieme a Mike Holmes della direzione artistica del gruppo, che a più riprese si è mostrato insofferente e ostile a tale denominazione. Dopo due album controversi e per certi versi piuttosto deludenti quali Nomzamò e Are You Sitting Comfortably?, che soffrivano di una propensione troppo marcata verso il pop, il cantante Paul Menel e il bassista Tim Esau decidono di lasciare la band. Gli IQ rimettono quindi insieme le idee, richiamando il fido Peter Nicholls, che aveva prestato la sua voce per i primi due lavori, e assoldano il formidabile bassista John Jowitt, già noto per aver collaborato con i Jadis. Qualche anno dopo, nel 1993, il gruppo dà alle stampe il qui presente Ever.

Da molti ritenuto il migliore album del gruppo insieme all'opera magna Subterranea, Ever è caratterizzato da un'ottima produzione, frutto della nuova collaborazione con la Giant Electric Pea. Fulcro delle composizioni sono gli ipnotici riff cadenzati di Holmes sui quali si stagliano le scintillanti tastiere di Orford, il tutto calato in quel sound pomposo tipico del neo-prog, a metà tra i Genesis e i Pink Floyd meno psichedelici. The Darkest Hour è esemplare in tal senso: Nicholls è in formissima, così come tutto il resto del gruppo, e a dispetto del titolo e delle liriche piuttosto cupe, il brano è un tripudio di melodie zuccherose che mantiene tuttavia il giusto equilibrio tra complessità e melodia. Proporre un brano da quasi undici minuti in apertura non è per tutti, ma gli IQ lo fanno in totale scioltezza, come solo i professionisti di un certo calibro sanno fare. Di diversa natura è il delicato primo movimento di Fading Senses, intitolato After All, che si tramuta in un lugubre mid-tempo nel secondo movimento, interamente strumentale, in cui la sezione ritmica Cook/Jowitt è libera di dare sfogo alla sua vena creativa. La terza Out Of Nowhere è forse il brano più emblematico di Ever, uno di quelli che divide gli ascoltatori senza mezze misure. Sin dalle prime battute un duro riff percussivo di Holmes, quasi al confine con l'hard rock, traina il pezzo che gode di un ritornello incredibilmente tendente al pop, di quelli che si stampano in testa al primo ascolto. La prima metà di Further Away, il brano più lungo del lotto, viaggia anch'essa sulle influenze hard-rockeggianti del precedente, salvo poi cambiare direzione intorno al nono minuto, trasformandosi nel classico esempio di progressive pomposo e sinfonico degli IQ, grazie anche alle chitarre, che richiamano fortemente i toni hackettiani di Wind & Wuthering. Ci si avvicina alla conclusione con Leap Of Faith, brano che parte un po' in sordina ma viene risollevato allo scoccare dei tre minuti da un trascinante tempo in 7/8, in cui spicca in particolar modo la bella parte solista di Holmes. Il compito di chiudere l'album è affidato alla quasi-ballata Came Down, episodio guidato in toto dalla melodia, senza particolari picchi di tecnica, ma capace di lasciare all'ascoltatore quella sensazione di piacevolezza per aver ritrovato un gruppo che sembrava non avere più granché da dire.

Dopo aver ascoltato Ever viene infatti da chiedersi se qualcuno si sarebbe mai aspettato dagli IQ, in quel preciso momento della loro carriera, una ripresa così importante. Probabilmente no, e al di là del valore indiscusso dell'album, per il gruppo (e per la gioia dei fan) si è trattato del punto di ripartenza che ha dato il LA ad una serie di lavori di prima qualità, qualità che si è mantenuta alta anche dopo l'abbandono delle scene musicali da parte di Martin Orford, stanco e scoraggiato dalla crescente diffusione della musica, e conseguentemente della pirateria, attraverso internet.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
91.33 su 3 voti [ VOTA]
ayreon
Lunedì 16 Luglio 2018, 17.30.33
4
sottovalutato non direi.usci' in un periodo in cui il new prog ancora non aveva smaltito l'uscita di fish dai marillion,i 2 dischi degli iq con menel erano un tentaivo di arrivare a qualcosa di commerciale si' ma con stile e comunque sono ottimi ,non a caso un pezzo come "human nature " lo fanno ancora spesso nei live ,"ever" alla sua uscita riabbracciò il ritorno di nicholls al meglio della sua forma ,e non dimentichiamo che l'assolo di Holmes nella seconda parte di "leap of faith" a mio avviso è quanto di meglio sentito dai tempi di "firth of fifth" di hackett
progster78
Lunedì 16 Luglio 2018, 17.05.16
3
Stupendo,sottovalutato e meraviglioso VOTO 90
Hard N' Heavy
Lunedì 16 Luglio 2018, 12.48.52
2
''ever'' è un album geniale bellissimo, le melodie gli arrangiamenti tutto qui si unisce in un modo perfetto che lasciano l'ascoltatore senza parole. Capolavoro assoluto del prog rock voto:99/100.
ayreon
Sabato 14 Luglio 2018, 12.16.32
1
è un disco da 100 e son contento di essere andato a febbraio a fontaneto d'agogna a vederli perchè ,in occasione del 25 simo anno di uscita,lo han riproposto per intero.
INFORMAZIONI
1993
Giant Electric Pea
Prog Rock
Tracklist
1. The Darkest Hour
2. Fading Senses
3. Out Of Nowhere
4. Further Away
5. Leap Of Faith
6. Came Down
Line Up
Peter Nicholls (Voce)
Mike Holmes (Chitarra)
John Jowitt (Basso)
Martin Orford (Tastiere)
Paul Cook (Batteria)
 
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