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23/09/10
THE HAUNTED + METHEDRAS + SUBLIMINAL CRUSHER
BLOGOS - CASALECCHIO DI RENO (BO)
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Dream Theater - Systematic Chaos
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( 4700 letture )
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PREMESSA
I Dream Theater con buona probabilità rappresentano uno dei gruppi più
discussi dell'intero panorama Heavy Metal. Da chi li venera
incondizionatamente, a chi li detesta a priori. Da questo scenario,
scaturisce la nostra decisione di sentire più d'una campana in merito a
quanto fatto dal gruppo di New York con l'ultimo album, Systematic
Chaos.
Ne è venuta fuori una triplice recensione. Buona lettura!
Prima Recensione di: Roberto Tirelli "Your Darkest Hour"
Nessuno penso sia capace di spaccare il pubblico quanto i Dream
Theater, e
sono sicuro che questo Systematic Chaos non farà certo eccezione. A
torto
o ragione? Beh, questo sarete voi a deciderlo, quello che vi posso dire
io
è che, per quanto mi riguarda, l'album in questione non è un lavoro
epocale,
ma di sicuro qualitativamente superiore all'ultima produzione del combo
newyorkese. Systematic Chaos è un album più che buono. Non regge il
confronto con i mostri sacri del passato (è davvero il caso di dirlo)
Images & Words su tutti. Probabilmente non è all'altezza nemmeno
del
passato più recente, Scenes From a Memory, ma, nonostante tutto, il mio
giudizio
è positivo. Non nascondo che l'album abbia dei cali nella sua
mastodontica
lunghezza (79 minuti scarsi di musica vi bastano?). Cali dovuti alla
recente crisi compositiva che ha attanagliato i nostri, e che li aveva
portati a scrivere molti pezzi (su Train Of Thought e Octavarium)
che
erano più di un semplice rimando alle bands alle quali si ispiravano.
Tracce
di questa “malattia”, sono ancora visibili: il singolo Constant
Motion ne
è la dimostrazione, dove i Metallica campeggiano sulle teste di
Petrucci e
soci come una spada di Damocle pronta a trafiggerli.
Fatte le giuste premesse, procedo ad una breve, e spero efficace,
analisi
dei pezzi che compongono Systematic Chaos.
In The Presence Of Enemies - Part I afferma che i Dream Theater sono
tornati a suonare prog metal scevro da contaminazioni di ogni tipo, il
prog
che li ha resi famosi. Molto buona la partenza del disco.
Forsaken è un pezzo molto catchy, dalle linee melodiche facili, di
presa
sicura insomma. Allo stesso tempo questa caratteristica può
rappresentare il
suo stesso limite.
Si scende di livello, come detto, con Constant Motion. Davvero
fastidiosa
la marcata somiglianza con i Metallica. Buono, comunque, il break
centrale.
The Dark Eternal Night se da un lato ci mostra, ancora una volta,
quanto
gli dei siano stati generosi con questi cinque musicisti in quanto ad
abilità tecnica, dall'altro lato aumenterà la schiera dei detrattori
che li
accusano di pure divagazioni prog fini a se stesse. Il pezzo più
pesante
dell'album: da brividi la parte strumentale.
Continua la saga sull'alcolismo scritta da Mike Portnoy, e questa volta
tocca a Repenteance, una raffinata ballad, a portarla avanti. Un
pezzo
lungo e articolato che si apprezza meglio di ascolto in ascolto. Ottimo
l'assolo di Petrucci. Da segnalare la numerosa presenza di ospiti come
voci
narranti, tra cui: Mikael Akerfeldt, Daniel Gildenlow, Neal Morse, Joe
Satriani, Corey Taylor e Steve Vai.
Con Prophets Of War tornano i Muse tanto cari a Portnoy, ma stavolta
la
riuscita sarà ben diversa rispetto a Never Enough, dove si era
davvero
rischiato il plagio. Promette molto bene in sede live.
The Ministry Of Lost Souls e In The Presence Of Enemies - Part II
dovrebbero essere nell'enciclopedia della musica alla voce: Come
scrivere
una suite di quindici minuti. Oggettivamente l'apice dell'album.
Melodia,
potenza e tecnica come in pochi sanno fare. Più magniloquente la prima,
decisamente più criptica la seconda. Da applausi a scena aperta
l'interpretazione di LaBrie.
Mi hanno colpito molto le tematiche affrontate nei testi, normalmente
ancorate alla realtà (Forsaken, Repentance e Prophets Of War,
quest'ultima un'efficace affresco sulla guerra), alle quali i Dream
Theater
hanno affiancato tematiche a dir poco fantasy (The Dark Eternal Night
ci
parla di un mostro, The Ministry Of Lost Souls è una struggente storia di
due
amanti, ed In The Presence Of Enemies è l'eterna battaglia tra bene e
male,
resa storia narrabile dalla caduta del nostro eroe e dalla conseguente
redenzione). Ulteriore appunto sulla lingua, molto “letteraria”, forse
come
mai in passato.
In sintesi, l'album migliore dai tempi di Scenes From a Memory.
VOTO Prima Recensione: 77
Seconda Recensione di: Luca Chieregato "Arakness"
Nonostante quanto state leggendo sia solo un intervento, vi assicuro che sono diverse volte che cancello il mio scritto, cambiando e ricambiando la forma del commento.
Ma attenzione: con questo non voglio dare ad intendere che le mie idee siano confuse, oppure che il mio giudizio sia variato in fase di stesura. Come ho scritto, è solo una questione di forma, e non di contenuto!
Eh sì, perchè come tutti sanno quando si parla di Dream Theater tutto ciò che in altro contesto risulterebbe semplice da spiegare, quì assume la forma del più complesso e articolato labirinto, dove una serie di variabili, solo all'apparenza insignificanti, acquista il peso di un macigno.
Dopo aver citato il preambolo più abusato da tutti i saggi colleghi sparsi per il globo, che, permettetemi, suona come un bel mettere le mani avanti, ora con la coscenza libera, posso finalmente sbilanciarmi; e visto che, come già detto, nel capo trovo non poche difficoltà, parto dalla coda: Systematic Chaos è semplicemente un discreto lavoro, che segna un bel passo in avanti rispetto ai due predecessori, ma ancora lontano anni luce dai fasti passati.
A questo punto, già vedo la maggior parte dei lettori esclamare: bella scoperta!
Invece, invito tutti ad una riflessione più sottile e mirata, girando l'interrogativo che frulla nella mia malata testolina: cosa ha distinto nel bene o nel male, la carriera dei newyorkesi da altri quotati gruppi?
La risposta è tanto semplice quanto esplicativa: il gran parlare.
In effeti, indipendentemente dal risultato finale, capolavoro (Awake o Image & Words), buonissimo lavoro (Scenes From a Memory, A Change of Seasons, etc...) o flop (Octavarium o Train Of Thought) che sia, i nostri sono sempre riusciti a catturare l'attenzione, rubando la scena.
Del resto, come un astuto politico professa, ciò che veramente conta è il vociferare.
So bene di non aver ancora sostenuto nulla di sconvolgente (semmai il contrario), ma come anticipo è mia intenzione compiere un ulteriore passo. A questo punto, per figure abituate, nel bene e nel male, ad avere i riflettori puntati, sempre benedetti dalle luci della ribalta, quale potrebbe essere la peggiore delle condanne? Seguendo la teoria dantesca del contrappasso, ritengo nulla di più sofferente se non l'indifferenza.
La mia nebulosa tesi inizia forse ora a prendere forma e convergendo finalmente verso un enunciato: che piaccia o meno i Dream Theater sono normali, e Systematic Chaos è il loro manifesto di normalità, quello che qualsiasi gruppo avrebbe potuto realizzare passando del tutto inosservato.
Allo stato attuale auspicare al quintetto un futuro contraddistinto da una stentata indifferenza da parte dell'opinione, è quanto di più azzardato e folle si possa osare.
Dunque potrei a questo punto partire con una analisi del disco, scrivendo che la nuova fatica dei Dream Theater ha alcune buone intuizioni, immerse in un mare di citazioni che rimbalzano dai Metallica ai Rush, passano per i Pink Floyd, fino ad accarezzare Muse e RadioHead; oppure, giustamente potrei apprezzare l'ottimo stato di forma di LaBrie, che sembra aver trovato una seconda giovinezza, come del resto rimanere estasiato dalle performance del funambolico Petrucci e del portentoso Portnoy, che per una volta sveste i panni del protagonista, mettendosi al servizio della brigata; o ancora potrei soffermarmi su Myung e Rudess, perchè sì bravi, ma eterei nel contesto...
Potrei dire ancora molto, ma nulla di meno o più di tutto ciò che è stato detto e ridetto, cadendo così nel nodo gordiano della tesi sopra espressa.
Lascio allora ad altri l’ardua sentenza, confinando i Dream Theater nel mio personale girone di normale indifferenza.
VOTO Seconda Recensione: 65
Terza Recensione di: Francesco Gallina “Raven”
Sicuramente in progresso rispetto agli ultimi due lavori oggettivamente criticabili, Systematic Chaos probabilmente creerà una diatriba invero abbastanza scontata tra i sostenitori ed i denigratori dei Dream Theater. Prendendo le mosse dal concept derivato dalla teoria enunciata dal titolo -lo studio dell’ordine apparentemente nascosto dei macro sistemi complessi ha aperto strade nuove alla comprensione della realtà, ma probabilmente non è il caso di affrontare questi problemi all’interno di una recensione, per di più contenuta per motivi di spazio-, Systematic Chaos presenta alcuni aspetti apprezzabili, come un certo ritrovato gusto della melodia, alcuni chorus molto indovinati, una minore complessiva presenza di parti eccessivamente prolisse, (comunque facenti parte del DNA di super gruppi metal-prog), ed un piglio generalmente più aggressivo che nel recente passato. Oltre al consueto lavoro di Petrucci e Portnoy, ed una certa buona vena di Myung e Rudess, è probabilmente LaBrie a cercare maggiormente quest’ultimo aspetto, ad esempio in Forsaken, per altro di impianto più easy-listening rispetto ai canoni della band. Sono comunque abbastanza lontani i fasti di Images and Words e personalmente non riesco a mandare giù che un gruppo così dotato deva scimmiottare talvolta Muse e Metallica (certe parti di Constant Motion), ma comunque rispetto alla media di quello che si sente oggigiorno un lavoro che va valutato, pur con più di una pecca, in maniera complessivamente positiva.
VOTO Terza Recensione: S.V.
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Solito furto e saccheggio di Genesis,Rush,Pink Floyd,Muse,Metallica....gruppo senza senso davvero,peccato perchè non sono stati sempre così.Comunque questo a parer mio è il peggior disco di sempre che abbia mai ascoltato e the dark eternal night mette davvero in imbarazzo |
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Molto meglio octavarium, ma superiore a train of thougth, al posto loro non avrei spezzato in due in the presence of enemies, l'hanno rovinata. Voto: 70 |
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Buon album, anche se preferisco il precedente. Bella la suite, anche se spezzarla in 2 ne rovina l'atmosfera, bellissima "The Ministry...", rovinata però da una sezione strumentale troppo pesante e fuori luogo (difetto che da troppi anni i DT si portano dietro...). 75 |
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Un album buono e ascoltabile in (quasi) ogni sua parte.. capolavori gli ultimi 2 pezzi. |
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Il migliore dei Dream Theater da Train of Thought. E' sempre un piacere ascoltarlo! |
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Ottimo lavoro. Dopo il deludente Falling to Infinity ed il modesto Train of Thought i "mostri" hanno composto un disco energico e si constant motion è un po' Metallica, ma va bene cosi. Lunga vita ai D.T. |
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Credo anchio sia ora di finirla di paragonare ogni album dei DT a I&W,Awake o SFAM.Insomma se vogliamo riascoltare quegli album basta rimetterli nel lettore e schiacciare Play che ce li abbiamo aposta.Io credo che fare album capolavoro non deve diventare un demerito per il futuro di una grande band,ma deve esaltarne solo le doti.Con questo voglio dire che si puo fare un album eccellente anche se non si raggiunge apici di capolavori del passato.Ed è cio che penso di SC,una netta ripresa a mio modesto parere rispetto al precedente.Confesso che quando ascoltai alla radio in anteprima il singolo Costant Motion non ne rimasi entusiasta,trovando troppo marcata l'influenza dei Metallica nella strofa.Ma col tempo ho imparato ad apprezzarla e nn è la prima volta che mi capita ciò ascoltando i DT.Poi è stata la volta di Forsaken,giuro che ero convintissimo si trattasse di un nuovo pezzo degli Evanences fin che nn ho sentito la voce di LaBrie.Ma il pezzo nonostante cio e che può risultare un po Easy mi piace molto,in oltre le melodie della Lee e soci non mi dispiacciono affatto.Poi hanno trasmesso In Presence Of Enemies Pt 1 di cui ne sono rimasto letteralmente folorato ed è stato lì che ho deciso che l'album lo dovevo assolutamente comprare.Quest'ultima è la grande chicca dell album con il suo inizio strumentale ove ho notato un ispirazione che non avevano da tempo.Trovo anche buona la formula "sendwich" adottata per aprire e chiudere l'album con questo capolavoro,un po come fecero i Pink con Shine On...per Wish You Where Here.Forse la seconda parte è ancora più bello con i suoi caratteristici cambi dove vi è tutto il loro inconfondibile stile.Credo che un pezzo così in un capolavoro come I&W o Awake nn avrebbe sfigurato.In mezzo troviamo la scura e interessante The Dark Eternal...con un midtime che a tratti rimanda a Dance Of....Repetence in pieno stile Pink Floyd con tanto di assolo Gilmoriano di John,un ottima ballad sperimentale,Prophet Of War che c'entra ben poco con il loro modo di fare musica ma che si fa apprezzare abastanza.Infine la epocale e struggente The Ministry Of.....un altra grande perla della loro magnifica carriera.In conclusione dico che ben che nn si raggiunge l'apice di lavori precedenti,questo disco è a mio avviso un altro capolavoro.Sicuramente il migliore del secondo segmento discografico.Personalmente lo metto dietro solo a Image,Awake e Scene.Grandi Dream!!!!!!!!! |
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Capolavoro prog, nonostante 2 tracks che non ritengo azzeccate, ma andrebbe comprato anche solo per le due "In The Presence of Enemies". Ha picchi di qualità eccellenti |
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Beh, sicuramente non si avvicina neanche a Images And Words, ma alcuni pezzi come l'opener e The Dark Eternal Night potrebbero diventare dei classici della band. In The Presence Of My Enemies part.I in particolare |
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è più aggressivo rispetto agli altri ma è discreto |
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mr raffo ha ragione.....e cmnq nn capisco questa mania di giudicare una band solo guardando il disco + bello....se una band esce facendo un capolavoro se gli album che vengono dp nn sono all'altezza vengono etichettati cm "mediocri" solo xkè nn sono a liv del capolavoro....dp I&W i DT sono stati crocefissi xkè nn facevano + niente al livello di I&W.....ora invece quei dischi tanto criticati vengono osannati cm le " perle dei DT".....a questo punto mi chiedo se i dischi dei DT prima di giudicarli li ascoltate 1 volta alla cazzo e poi gli sputate sopra tt le critiche possibili |
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Ad dire il vero a me piace molto questo album, l'unica pecca penso che sia Forsaken (sa un pò di coomerciale), cmq tutti i pezzi sono tutti molto belli sopratutto le ultime 2 The ministry of lost souls, e in he presence of enemies part 2 beh cazzo sono dei capolavori sia a livello strumentale e compositivo io a sto album do un bel 90 |
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Un album bruttino, pochi picchi dopo un pò annoia |
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Systematic Chaos è veramente un passo avanti rispetto al pesantissimo Train Of Thought e al noioso Octavarium. Alcune melodie sono davvero azzeccatissime, le strumentali sono spesso azzeccate... Ogni tanto si perdono nelle suite, ma una canzone come "The Dark Eternal Night" è veramente magnifica. |
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Chi conosce la musica, chi ne ha ascoltata tanta, sà che questi signori sono dei campioni di plagio ed in alcuni casi di vero e proprio copia-incolla. Comunque come musicisti sono dei grandissimi, nulla da dire, ma non possono prendere in giro la gente che non ha cultura musicale. Alcuni riffs sono presenti tali e quali in album diversi ma sempre gli stessi, ma ci prendono per fessi?! |
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Non importa, i commenti articolati dei lettori sono sempre benvenuti |
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sn d parte anke sui dream theater,xkè sn tra i miei gruppi metal preferiti e tra i pochi gruppi ke secondo me hanno mantenuto la qualità dei loro album sempre a un alto livello...oltre a loro mi viene da citare addirittura solo iron maiden e symphony x,i symphony al primo posto su tutti i gruppi d qualsiasi tipo d metal a mio avviso...veniamo a systemathic chaos..un buon album a mio avviso,e concordo soprattutto cn il primo recensore sul punto in cui dice ke nn è all altezza d images and words e aggiungo anke d awake,ke sn i miei preferiti...da metropolis part 2 in poi secondo me è il peggiore pero,insieme ad octavarium...e sn ank io infastidito dagli scopiazzamenti,soprattutto ai metallica..pero nn posso definirlo un brutto album cmq...la pecca maggiore? canzoni troppo e dico troppo prolisse!!!ki li ha visti a roma come me ha provato quanto è dura reggere in the presence of enemies sviluppata in entrambe la parti attaccate tra loro in una specie d medley se nn ero...bel pezzo,decisamente eccessivo pero unirlo in quel modo e proporlo dopo brani tipo sorrounded gia allungati dalla band a dismisura!!!! a mio avviso i dream theater devono ritrovare il songwriting piu coniciso ed efficace come lo era nel monumentale images and words!!! scusate tanto x la lunghezza!!!sn tr interessato ai dream theater! :) |
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ke dire???? i dream theater sono dei grandi!! tutti e 5 da petrucci a myung!!!!!hanno una buona tecnica, canzoni molto fantasiose!!!! l'ultimo disco è davvero bello!!!! |
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Non metto in dubbio la superiorità di Scenes From A Memory and Images & Words... Però signori cari, già entrati del XXImillennio chi se non i Dream Theater soppratutto hanno retto dal calo complessivo musicale?? il vero rock, il metal, il progressive fanno parte soppratutto del passato.. Ringrazio fortemente i DT per la loro generosità. Numero 1 dell'album sicuramente la numero 8... LaBrie favoloso... una salita davvero faticosa ed una discesa impossibile da controllare (apparte i Dream Theater).. è stupenda... il finale ricorda un pò le chiusure dei Queen ma ci stà.... e Poi La numero 6...Muse? può darsi.. ma molto di più... alla fine del terzo minuto inizia un qualcosa che solo i DT potevano inventarsi.. sono quele piccolo cose cha danno volume alla musica... Volevo scrivere anche un pensiero per quanto riguarda il malcontento generale sui soggetti in questioni... Si Octavarium forse non regge... però: Quali sono i bei film recenti? Il signore dgli anelli, million dollar b |
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All'ascolto di quest'ultimo album dei DT mi ha pervaso la stessa sensazione che avevo provato precedentemente ascoltando gli altri album...ad ogni primo ascolto di un loro album mi spavento..un po' deluso da una prima "lettura" mi abbandono ad altri capolavori metal...poi(ormai è automatico)riprendo in mano l'opera e la riascolto con calma...più e più volte...e ad ogni ulteriore ascolto riesco ad apprezzare il loro lavoro....fino ad amarlo in ogni sua parte..ogni loro album è un capolavoro imprescindibile;..come tutti ho canzoni che preferisco ad altre...ma il fascino della loro complessità,delle loro melodie, della loro tecnica sublime, delle loro riflessioni è ineffabile.racchiudono tutto nella loro musica: semplicità e complessità, crudeltà e amore, aggressività e dolcezza,serenità e oscurità. |
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Ho sempre ascoltato i DT dal primo lavoro e li ho sempre apprezzati. Più di una volta mi è capitato, all'uscita di un nuovo cd, di pensare che non c'era bisogno di chiamarsi Dream Theater per fare cose del genere. Ma sono anche straconvinto che nessun gruppo rischierebbe la faccia se non si sentisse rappresentato dalle cose che produce. Perchè non prendere atto che i DT fannno semplicemente quello che secondo loro ha valore? Si può dissentire, certo, ma da qui a dire che non hanno idee e clonano roba altrui ce ne passa. Quando i confronti con I&W vengono dal popolo metal li capisco e condivido ma, che lo continuino a fare i presunti addetti ai lavori è davvero triste. Le ragioni del cambiamento sono talmente ovvie che chi fa questo mestiere non si può permettere di ignorarle. |
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personalmente non trovo il disco bello. "passabile". Credo che i DT abbiano trovato la via per fare il botto a livello commerciale con i pezzi più duri e li si siano insediati in pianta stabile. Quando acquistai Change of season nessuno li conosceva. Ora sono tra i più quotati. Perchè allora Portnoy e soci si divertono con progetti più marcatamente prog come Transatlantic, Neal Morse, Osi etc...? Troppo metal per i Dream... Non mi piace come potrebbe |
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sono almeno 15 anni che ascolto ormai stufo i commenti di chi critica i DT. Adesso tutti apprezzano I&W, A Change of seasons, SFAM, ma ai tempi delle loro incisioni anche quegli album erano considerati mediocri. Non so cosa si vuole da una band che in vent'anni ci a deliziato con la sua tecnica e con le sue melodie inimmaginabili da una "normale" mente umana. Anche i Queen non hanno vita facile. Ad ogni nuovo album la critica era divisa....chissà perchè adesso sono un mito. |
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Non sono mai stato un grande fan dei Dream Theater, però non si può dire che questo disco sia brutto. Va bene, si sentono i Metallica, i Muse ed anche i Porcupine Tree in "Repentance", però il disco si fa ascoltare. Come ha gia detto qualcuno è sbagliato paragonare i dischi a quelli precedenti e, valutandolo senza pensare a I&W questo è un disco dignitoso, come non lo era Octavarium. Forse tagliando qualcosa sarebbe stato anche migliore. |
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Siamo alle solite,ogniuno giudica il lavoro dei dream confrontandolo con i precedenti..è sbagliato;è quasi ovvio che non verrà più fuori un Scenes from a Memory,ma è anche ovvio che il Prog (come genere) e quindi i gruppi che seguono queste correnti,vadano sempre sperimentando nuove strade e che quindi cambino,a volte deludendo i fan nostalgici..io trovo quest'album ricco di spunti nuovi e solo in alcuni pezzi riferimenti agli album precedenti..un buon album insomma..per una recensione completa, ci vorrebbe più spazio!! |
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Ok, confermo l'impressione iniziale: è un album bruttino. La personalità dei Dream si è persa tra le mille influenze che cercano di inserire nelle composizioni, con la speranza di evitare la noia. |
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Sinceramente non sono mai stato un grande fan dei Dream Theater,anche se ho riconosciuto sempre la loro immensa bravura. Mentre sto scrivendo sto ascoltando il loro ultimo lavoro " Systematic Chaos" e devo dire che gira nel mio stereo da un mesetto circa. Se questi sono i nuovi D.T. allora benvengano,perchè al di la che si parli di plagi di altri gruppi, questo rimane un grandissimo album! |
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Il 90 per cento dei commenti mi sembra provenire da un pubblico che più che ascoltare HEAVY METAL ascolti musica classica. Per l'ennesima volta i 5 di New York insegnano la musica infondendole emozioni sempre nuove e mai placate e meravigliosamnte assorbite da chi si abbraccia alle loro canzoni. Per tutti gli altri continuate ad ascoltarvi Beethoven e Mozart invece di sezionare ogni singolo riff, ogni singola nota, perfino ogni singola nota non suonata manco fossino cavie da laboratorio. Dream Theater Uber Alles!!! |
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Bruttino, ma mi servirà ancora tempo per il giudizio finale :-) |
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Beh ultimamente qualche prosciutto sulle orecchie dei DT fans l'ho visto, ma tu che ne pensi di Systematic Chaos? |
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Ma infatti io lo adoro... sono un grandissimo fan dei vecchi Dream... però il dubbio che forse abbiamo tutti il prosciutto sulle orecchie mi viene... |
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"Images & Words" è storia... a 15 anni di distanza sfido chiunque a dire che si annoia a sentirlo... Non penso si possa dire che lavori come quelli siano solo fumo... |
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Azzardo una considerazione: spesso si comprende il vero valore di una band nel momento dell'invecchiamento quando, messi da parte le irruenze e gli estremismi della gioventù, comincia a scrivere più con il cuore saggio e meno con la mano svelta. Il fatto che i Dream album dopo album non convincano tutti con le loro proposte mature, è forse il segno che anche gli album di gioventù altro non fossero che fumo con poco arrosto... ho detto forse. |
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Il mio commento nn era completo: volevo finire dicendo che se a questo disco togliessimo ipoteticamente "Constant Motion" e "Prophets of war" e le sostituissimo con ad es. "Pull me under" e "Lie" sarebbe un disco enorme, da applausi. Quindi ciò che manca forse a Petrucci e co. oggi per rinverdire i fasti del passato è scrivere un paio di brani epocali (una cosetta da niente insomma!!!). Rob sei un grande e fammi sapere le tue future recensioni! VOTO al disco: 65 |
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Il sogno si era già spezzato con i vari Tot, Octavarium ed in parte SDOIT; non me la sento di stroncare quello che nell'insieme si può definire un buonissimo disco. Il problema è che ci sono un paio di momenti molto bassi che fanno abbassare la qualità globale del disco. Spero per questo che il prossimo disco sia quello della completa rinascita!! |
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E' vero GGGerrryyy!!! (A proposito ti saluta Diego :)) Molto spesso i gruppi che sfornano dei capolavori, come quelli citati da te, diventano "vittime" del loro glorioso passato. Certo è che "SC", come ho già detto nella rece, resta il migliore degli ultimi 3 album.... |
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L'album non è per niente male a parte due tragedie colossali come "Constant Motion" (a mio avviso inspiegabile la sua pubblicazione su disco, per di più anche come singolo, visto che è un orrendo scimmiottamento dei Metallica, che c'entra anche poco con lo stile Dream Theater) e "Prophets Of War" (che inizia come "Bliss"). L'ascolto è godibile e ha anche dei picchi, sia melodici (la dolcezza di "Repentance" e la grinta di "Dark Eternal Night", le mie preferite), che tecnici (le due suite conclusive). Il problema dei Dream Theater è che "Image and words", "Awake" e "Scenes from a memory" non li rifaranno mai più, semplicemente perchè li hanno già fatti e anche perchè stanno pian piano invecchiando (forse nn così piano). Quindi i dischi a venire saranno sempre degli onesti prodotti di maniera con qualche intuizione suonati da dei mostri, a meno di qualche incrocio d'astri. Certo se al posto di quelle due vergogne ci fossero stati due pezzi tipo "Pull Me Under" e " |
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...come è giusto che la qualità è un parametro strettamente soggettivo, quindi non esiste il concetto di qualità in senso assoluto ma solo in senso relativo. |
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Certo che ognuno fa quel che vuole e , se ci riesce, si evolve. Il fatto è che, a nostro parere, in fatto di qualità assoluta questo è inferiore ai loro migliori lavori, tutto qui. |
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Sono contento di Systematic!ci sono delle linee sia di voce che strumentali stupende!su tutte James in TNOLS e ITPOE pt.2!strumentalmente da brividi in TDEN e nell'ultima,veramente un ottimo lavoro!per chi osa paraganoare i dream di oggi a quelli di 15 anni fa è un pazzo!non sono automi che fanno quello che vuoi a comando!grandi Dream |
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Non è il massimo...avrebbero potuto fare molto meglio! 60 |
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Ok Vince, nn temere che lo farò ;-) Ciao! |
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Ti ringrazio Rob, ma come ho già scritto, credo che non l'ho ricevuta per problemi che credo abbia il mio dominio di posta su virgilio. Ho digitato un'altra mail che non presenta problemi. Se vuoi, puoi scrivermi là per qualsasi comunicazione/insulto :-) |
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Ciao Vincenzo, per dovere di cronaca, volevo farti sapere che ti ho mandato una mail circa 10 giorni fa. |
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Ad ogni modo, non credo che sarei obiettivo, come lo siete stati voi, nel recensire un disco di un gruppo che odio, quindi, forse, è meglio che non scriva niente su Systematic Chaos (non vorrei far scappare qualche lettore alla concorrenza ;). Magari manderò una recensione di un classico a Thomas che, se vorrà e se sarà di suo gradimento, provvederà a pubblicare. Ancora grazie. Saluti. |
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16
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Francè, ho guardato ma non c'è niente, forse avete digitato male il mio indirizzo, o forse non mi è arrivata la vs. mail perchè l'antivirus l'ha presa per spam (in effetti è un problema che sto avendo spesso). Vi dò l'altra mia mail, ringraziandovi di cuore del pensiero (non c'ra nessuna polemica nel mio post, sia chiaro). |
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15
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Vincenzo, circa la paternità della triplice rece, noi volevamo farne una quadrupla, guarda la posta. |
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14
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In ogni caso mi fa piacere che ci sia in questa zine, l'oggettività giusta per recensire questo disco. Andando in giro per internet, ho letto certe recensioni davvero ridicole che sembravano scritte da parenti o dal manager di Petrucci. Il fatto è che la maggior parte dei vecchi fans dei DT si sta finalmente rendendo conto di quanto il gruppo americano li stia prendendo per il culo, e, ovviamente, per risollevarne le sorti, Labrie e soci tendono a fare sempre più musica per gli adolescenti dell'ultim'ora. |
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13
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Devo innanzitutto complimentarmi con la redazione per l'idea delle tre recensioni diverse (anche se ne rivendico la paternità ;) ) e per la professionalità dei tre recensori. L'album, come dice giustamente Arakness, è l'ennesimo polpettone citazionistico di gruppi che vanno per la maggiore al momento e dei soliti gruppi del passato (primi fra tutti i Pink Floyd). I Dream Theater sono un gruppo davvero indecente. Con le loro qualità potrebbero fare faville e, invece, si accontentano di essere dei semplici cloni di altri. Davvero vergognosi. Peccato, perchè Images and Word era un album ottimo (anche se non mancavano rimandi a pezzi prog del passato). |
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12
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Voglio dire... In "Prophets Of War", i Muse si sentono per il synth iniziale e la batteria di Portnoy soprattutto, ma non lo trovo fastidioso come in "Never Eneough", dove LaBrie giocava con gli effetti a fare il Bellamy... |
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11
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Anch'io se è x questo. |
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10
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I Muse io li sento molto meno rispetto ad "Octavarium"... |
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9
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L'assonanza di almeno un pezzo con i Metallica è evidentissima, i Muse sono spesso citati da un componente dei DT che li ammira, quindi....poi lo ripeto, meglio di gran parte della roba che esce ora, però.... in tema Prog Metal in questo momento preferisco i Suspyre. |
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8
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Per i motivi sopraelencati un album dei Dream Theater non è mai normale... |
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7
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Personalmente lo ritengo un bel disco, lo ascolto a ruota continua da quando l'ho preso e ad ogni ascolto mi piace sempre di più. per me è un 80. |
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6
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A me nn dispiace, il fatto di parlare di indifferenza e poi scrivere 3 recensioni, implica che tanto normale quest'album nn lo è. Si menzionano i tallica ed i Muse, va beh ma paragonare questi 2 gruppi al giorno d oggi poi, un pò di vergogna io la sentirei. certo che possedere il bagaglio tecnico del Teatro e sentirsi dire che questo platter è normale è davvero un bel paradosso......andiamoci ad ascoltare S. Anger o Absolution, 2 pilastri portanti di innovazione e tecnica.....ciao!!!! |
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5
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Alla fine i tre diversi punti di vista non sono poi così distanti, quindi in conclusione sembra possa affermarsi che si tratta di un discreto lavoro. A me però la prova di LaBrie non ha convinto molto. VOTO: 70 |
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4
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L'ho detto e lo ripeto, non la leggerà nessuno ;-) |
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3
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Ehm... forse sono stato un pò lunghetto... sorry :-) |
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In effetti Francè alla fine ci hai azzeccato solo tu... |
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Ma lo avevate detto solo a me di essere molto sintetico? :-) |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. In The Presence Of Enemies Pt. 1
2. Forsaken
3. Constant Motion
4. The Dark Eternal Night
5. Repentance
6. Prophets Of War
7. The Ministry Of Lost Souls
8. In The Presence Of Enemies Pt. 2
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Line Up
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- James LaBrie: voce
- John Petrucci: chitarra, backing vocals
- Jordan Rudess: tastiere
- John Myung: basso
- Mike Portnoy: batteria, percussioni, backing vocals
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