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Septicflesh - Mystic Places of Dawn
21/07/2018
( 703 letture )
They lasted as long as a spark shines
but their shining was so bright
that it was caught forever
in the spectre of time
What was a fact became a legend
what was reality became a faded canvas
in the mausoleum of civilizations


Uno degli elementi che più di tutti fa appassionare alcuni di noi alla storia è il mistero.
Se da un lato quell'impalcatura di nozioni in merito a fatti avvenuti centinaia se non migliaia di anni fa si regge su fonti rigorose e sviscerate in ogni misura possibile per accertarne l'autenticità, dall'altro più andiamo indietro (o sconfiniamo in momenti recenti ma confusi o controversi) e più la storia inizia ad assumere i tratti del mito. I miti sono legati a doppio filo al mistero, perché se di molti riusciamo ad immaginare -tra le righe- l'origine e il motivo per cui sono stati ideati (sia esso pedagogico o politico), di altri non riusciamo a tracciare correttamente la genesi, rimanendo così con quesiti forse irrisolvibili e limitandoci a speculare o ad apprezzarne il valore letterario.
Un paese che di miti s'intende -e non poco- è la Grecia. È sicuramente per questo che tre ragazzi -allora poco più che ventenni- decisero di impostare come tema cardine della loro neonata band proprio i miti e i misteri. Era il 1991 e nascevano così i Septicflesh, ad oggi uno dei gruppi metal più influenti mai usciti dalla penisola ellenica.

Mystic Places of Dawn è il loro primo full-length, pubblicato sotto Holy Records nel 1994, tre anni dopo la fondazione del gruppo e con qualche breve demo ed EP ad evidenziare la voglia di quei giovani di farsi sentire. La base della struttura del loro sound è un death metal melodico tirato, tagliente ma relativamente pregno di quei cliché che possono emergere in un approccio giovanile al genere. Ciò riguarda prevalentemente la costruzione dello scheletro ritmico dei pezzi, con la combinazione di passaggi possenti ma molto omogenei di drum machine e l'impostazione non sempre fantasiosa del riffing di Sotiris e Chris, soprattutto nei momenti più serrati.
Il basso di Spiros tende a seguire molto le chitarre ed è in tal senso più di mero supporto che un vero e proprio legante tra batteria e chitarre. Non mancano ovviamente alcune linee più riuscite (ci sono alcuni rari tentativi di progressioni quasi soliste), ma il buon Spiros non è mai stato un virtuoso dello strumento, anche se ciò non gli ha mai impedito di risultare fondamentale come frontman.
La vera differenza i Septicflesh la fanno sulle atmosfere, non solo perché la combinazione tra synth (suonati da Sotiris), le parti soliste sempre di quest'ultimo e gli arpeggi di chitarra (sia distorta che in clean effettato) è melodicamente molto efficace, ma anche per il setting che evocano. Non è solo melodia tesa a "smorzare" ed implementare l'anima aggressiva, ma c'è la precisa volontà di sconfinare in territori "gothicheggianti" dove quasi si afferra quel senso di mistero a cui accennavamo poc'anzi.
A coronare tutto troviamo l'interpretazione sentita di Spiros, che con un growling intenso (per quanto non troppo variegato nella tecnica), declama i curatissimi testi, riuscendo a risultare malvagio nelle parti aggressive e solenne in quelle più lente.

La produzione è quella che ci si potrebbe aspettare da un disco suonato da tre ragazzi che fanno death metal nella prima metà degli anni Novanta: tecnicamente povera ma più che adeguata a trasmettere il messaggio, pur nella sua imperfezione. Crescendo, i Septicflesh hanno poi virato su tecniche di registrazione più performanti, tanto che gli ultimi album hanno una presenza di layer intricati e ottimamente mixati, ma ventiquattro anni fa la situazione e le possibilità erano diverse. Allora i tre di Atene si ritrovarono nello studio di un altro ventenne (il poi più noto musicista e producer George Zacharopoulos) per mettere insieme un disco che, al netto di tutto, suona come ci si aspetterebbe. Il primo elemento caratterizzante è il citato uso -nemmeno nascosto- della drum machine, programmata in modo credibile (niente batteristi "elettronici" con troppe braccia e troppe gambe) e con dei samples che per quanto parecchio asciutti e compressi suonano cattivi al punto giusto (basti il muro che alzano con il blast beat quasi costante in Behind the Iron Mask). Fu usata una batteria vera solo per (Morpheus) The Dreamlord (tratta da un loro demo precedente), che effettivamente restituisce un sound più "vero" ma molto meno diretto, elemento che sarebbe quasi negativo non fosse che si tratta di un pezzo dall'incedere quasi doomeggiante (per tre quarti, poi accelera nel finale). Il resto del disco spicca per le chitarre ritmiche spesso equalizzate a V, con medie quasi inesistenti ed effetto zanzara (tanto che la "punta" del rullante spesso le copre completamente), le parti soliste sono invece più in evidenza e il basso, pur andando e venendo, si lascia sentire, soprattutto quando agisce nel registro più grave. Ben valorizzata invece la voce, che rimane sempre in primo piano e con un mix che permette di seguire adeguatamente i testi nonostante il citato uso pressoché costante del growl.

Mystic Places of Dawn è uno di quegli esordi che permettono di guardare oltre il suo essere acerbo e con qualche errore di gioventù. Non solo lascia apprezzare la sincerità dei Septicflesh di allora, ma mostra in modo quasi inequivocabile quelle potenzialità poi concretizzatesi nei quasi venticinque anni successivi. Da un lato, è facile parlare con il senno del poi, ma dall'altro, da un ascolto attento di questo esordio risulta abbastanza palese la qualità della proposta.

I was sailing in the sea of lethargy
upon an empty dream
when land appeared
and filled the endless horizon
White pillars from marble
deep into a garden
were shining like guiding stars



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
93.16 su 12 voti [ VOTA]
Septic Flesh
Venerdì 15 Marzo 2019, 5.59.05
9
Sicuramente il recensore voleva scrivere 97, ci deve essere un refuso. Per forza ci deve essere.
runuaci
Lunedì 20 Agosto 2018, 10.40.22
8
disco immenso,ma come al solito voto errato
Korgull
Giovedì 26 Luglio 2018, 19.30.55
7
Splendido esempio di come con pochi mezzi si possa fare un grande disco, qualche ingenuità ma maledettamente evocativo
ObscureSolstice
Lunedì 23 Luglio 2018, 23.09.51
6
Questi erano i Septicflesh. Esordio non da sottovalutare a livello europeo
Voivod
Lunedì 23 Luglio 2018, 16.23.08
5
Ottimo esordio e grande band...almeno per i primi 3 album! Ma questo è il mio preferito!
Alessio
Sabato 21 Luglio 2018, 13.33.14
4
Concordo con i commenti qui sotto. Grande esordio, per una grande band. Per me vale almeno 8,5 considerato che si tratta di un esordio. La recensione me la leggo con calma stasera. p.s. Ma non c'era gia una vecchia recensione di questo? O mi ricordo male? Grazie
paolo
Sabato 21 Luglio 2018, 13.13.57
3
Bellissimo album!
Aceshigh
Sabato 21 Luglio 2018, 12.56.23
2
Bellissimo esordio !!! Lo ascoltavo guarda caso non più di un mese fa. I Septicflesh negli anni sono cambiati abbastanza, ma già in questo album dimostravano di avere originalità da vendere. Una gran bella realtà i Septicflesh, e non potevano cominciare la loro storia in modo migliore. 85
Bloody Karma
Sabato 21 Luglio 2018, 11.18.17
1
il mio preferito insieme ad Ophidian Wheel. Ha un qualcosa di arcano e misterioso, che mi ha sempre affascinato. Per me un capolavoro.
INFORMAZIONI
1994
Holy Records
Death
Tracklist
1. Mystic Places of Dawn
2. Pale Beauty of the Past
3. Return to Carthage
4. Crescent Moon
5. Chasing the Chimera
6. The Underwater Garden
7. Behind the Iron Mask
8. (Morpheus) The Dreamlord
9. Mythos (I. Elegy / II. Time Unbounded)
Line Up
Spiros (Growl, Basso)
Sotiris (Voce, Chitarre, Synth)
Chris (Chitarre, Tastiere)
 
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