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69 Chambers - Machine
01/08/2018
( 566 letture )
Sono trascorsi ben sei anni dall’ultima uscita discografica degli svizzeri 69 Chambers e con tutta probabilità di loro ci eravamo già tutti dimenticati. Non tanto perché si avverta qualche grande carenza a livello qualitativo, ma più che altro perché la loro proposta non è di quelle capaci di lasciare segni di particolare peso nella memoria collettiva. Attivi addirittura dal 2001 e con due album alle spalle (War on the Inside, uscito nel 2009 e Torque, datato 2012), i Nostri hanno cambiato negli anni diversi membri all’interno della loro line-up, arrivando a presentarsi oggi con Nina Vetterli-Tremi alla voce e al basso, il marito Tommy Vetterli alle chitarre e Diego Rapacchietti alla batteria. Quello di Tommy Vetterli è un nome che farà drizzare le orecchie a molti appassionati di thrash, dato che il chitarrista fa attualmente parte dei Coroner e vanta un passato nei Kreator; ma anche Rapacchietti non è da meno, essendo anch’esso entrato a far parte dei Coroner in anni recenti. Insomma, l’esperienza non manca in casa 69 Chambers e questo progetto di stampo prettamente alternative metal, pur restando per ovvie ragioni di secondaria importanza, può contare su delle solide basi.

L’album si apre con un brano di per sé molto interessante, intitolato Deceleration, che mette subito le carte in tavola permettendoci di comprendere già quasi interamente con cosa abbiamo a che fare. La base strumentale dei 69 Chambers si presenta perlopiù solida e squadrata, con degli inserti melodici riscontrabili soprattutto nella voce calda e “morbida” della cantante Nina Vetterli-Tremi, capace di illuminarsi specialmente sui toni più bassi, ma molto gradevole anche su registri più alti. Come apprenderemo presto nell’ascolto del disco, il punto debole di quest’ultimo è rappresentato da una certa staticità e monotematicità di fondo, che rende i singoli brani un po’ troppo simili tra loro e fa sì che raggiungere i minuti finali nel pieno della nostra lucidità sia un compito più difficile del previsto. Ma a parte questi punti deboli va detto che l’album si fa apprezzare e così anche la prova dei singoli, autori tutti di una prestazione ben al di sopra della banale sufficienza. La parte iniziale dell’album ci fa trovare alcuni dei brani più ispirati: oltre alla già citata Deceleration, si fanno infatti notare in positivo F.Y.L. e la titletrack Machine (di cui in rete esiste anche un videoclip ufficiale), canzoni grintose e dotate evidentemente di una marcia in più rispetto alle altre. La più introspettiva Little Bird of Death nel suo piccolo si lascia ascoltare con sincero piacere, mentre Loaded Gun pur provandoci non riesce ad eguagliarla sul piano dell’intensità emotiva. Abbastanza fine a sé stessa è invece Who Am I, mentre Happiness e Métamorphose risollevano il tutto almeno sotto il piano dei bpm, con una sezione ritmica ampiamente sugli scudi. La parte finale della tracklist è purtroppo molto sottotono, specialmente negli episodi di Chemical Poetry e Quantum Wave, con una conclusiva Serpent of Hypocrisy che tenta e in qualche modo riesce a riportare in alto il tassello relativo alla qualità.

Machine è un album che tutto sommato si fa ascoltare con piacere, e che se non fosse per alcuni brani abbastanza superflui forse vivrebbe di una luce diversa. Ma a conti fatti non possiamo assolutamente lamentarci o ritenere fallita la terza prova in studio degli svizzeri 69 Chambers, dato che l’album ha dalla sua parecchi lati positivi e ci mostra una band in un ottimo stato di forma, che sa il fatto suo e che, pur non superando le aspettative iniziali, ci mette sul piatto esattamente ciò che da loro ci si poteva attendere. Un disco che farà felici gli appassionati di alternative metal, ma che per le sue caratteristiche di base e per i nomi coinvolti potrebbe essere apprezzato anche da ascoltatori abituati a sonorità più dure.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
72.5 su 2 voti [ VOTA]
tino
Martedì 9 Ottobre 2018, 8.56.08
7
confermo, gli ultimi rush sotto steroidi, bravo t baron a fondere così bene i suoi coroner con i canadesi, e brava anche sua moglie anche se vocalmente è il clone di geddy lee
tino
Lunedì 20 Agosto 2018, 12.39.58
6
mi è arrivato e l'ho ascoltato bene, è oggettivamente un ottimo disco. Per i fan (come me) dei coroner la produzione, la potenza di suono, le ritmiche, la chitarra (e gli assoli) e le atmosfere sono quelle di grin, il tutto miscelato con sonorità alla alice in chains (ultimi), metal alternativo moderno (lacuna coil, in this moment). La moglie alla voce oltre che brava agli strumenti ha un timbro interessante e gradevole, nei refrain melodici sembra il clone di geddy lee, e anche certe strutture e sonorità ricordano gli ultimi rush. Unico difetto per me una certa ripetitvità specie nei ritornello ma comunque un ottimo gruppo che purtroppo passa inosservato
tino
Domenica 5 Agosto 2018, 18.20.06
5
. Non sono molto diversi dagli ultimi coroner ma con un taglio più moderno dato dalla cantante e dalle sue interpretazioni, i due pezzi del disco che ho sentito, machine e soprattutto fyl dove sembrano i coroner più veloci sono ottimi
ObscureSolstice
Domenica 5 Agosto 2018, 17.54.04
4
Sai com'è...un chitarrista tra i migliori come lui...sono rimasto spiazzato. Aprendo la recensione ho guardato subito la copertina della bionda per vedere chi fosse, poi allargando la foto sulla sinistra per guardare tutto meglio, ho visto alle spalle i due figuri con la barba che fissavano...e sopratutto quello sulla destra non mi era nuovo...Vetterli....ed è pure il marito....mi sono sentito osservato....poi ho visto il tuo commento tino e ho razionalizzato tutto
tino
Domenica 5 Agosto 2018, 17.30.36
3
il gruppo esiste da più di dieci anni. Lo stile chitarristico (e ritmico) e il suono non è molto diverso da quello di grin. Niente di scandaloso anzi la moglie mistress è brava sia con la voce che con gli strumenti, a me non dispiacciono affatto.
ObscureSolstice
Domenica 5 Agosto 2018, 16.31.51
2
Ma non ci credo..dalla foto mi sembrava una faccia conosciuta il tizio sulla destra. Il mitico Vetterli dei Coroner dentro una band di questo tipo...bah, son curioso...ma nella maggiorparte dei casi: 1- figuraccia tremenda, 2- cambio di stile che non porta a niente alla propria carriera...Vetterli, ma dai...cosa mi combini...
tino
Mercoledì 1 Agosto 2018, 12.44.06
1
molto interessante, non sapevo che due terzi dei coroner facessero musica moderna con voce femminile, bella storia il singolo mi piace con quella chitarra alla faith no more
INFORMAZIONI
2018
Massacre Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Deceleration
2. F.Y.L.
3. Machine
4. Little Bird of Death
5. Who Am I
6. Happiness
7. Métamorphose
8. Loaded Gun
9. Chemical Poetry
10. Quantum Wave
11. Serpent of Hypocrisy
Line Up
Nina Vetterli-Tremi (Voce, Basso)
Tommy Vetterli (Chitarre)
Diego Rapacchietti (Batteria)
 
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