Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
La band
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

19/10/18
RISE OF THE NORTHSTAR
The Legacy of Shi

19/10/18
SACRAL RAGE
Beyond Celestial Echoes

19/10/18
EXXXEKUTIONER
Death Sentence

19/10/18
VALDUR
Goat Of Iniquity

19/10/18
SALIVA
10 Lives

19/10/18
EADEM
Luguber

19/10/18
THE STICKY FINGERS LTD.
Point of View

19/10/18
LANDMVRKS
Fantasy

19/10/18
WHITE WIDDOW
Victory

19/10/18
NORTHWARD
Northward

CONCERTI

17/10/18
TARJA + STRATOVARIUS
ALCATRAZ - MILANO

17/10/18
LUCIFER
VINILE - BASSANO DEL GRAPPA (VI)

17/10/18
CARNIVAL OF FLESH + RABID + DANNATI
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

18/10/18
CALIGULA`S HORSE + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

19/10/18
TAAKE + BÖLZER + SLEGEST
LEGEND CLUB - MILANO

19/10/18
FRACTAL UNIVERSE + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

19/10/18
VADER + ENTOMBED A.D. + GUESTS
REVOLVER - SAN DONA DI PIAVE (VE)

19/10/18
INJURY + VEXOVOID + BROWBEAT
LA TENDA - MODENA

19/10/18
CARCHARODON + KURT RUSSHELL + GREENPHETAMINE
L'ANGELO AZZURRO CLUB - GENOVA

19/10/18
CRYING STEEL + GUESTS
LET IT BEER - ROMA

Auri - Auri
03/08/2018
( 524 letture )
Come with me
The vast unknown awaits for us to see
Something so deeply hidden
Yet open before our eyes


Se c'è un trend che si sta confermando nell'ultima decade è quello dei “cicli di attività” dei Nightwish. La band finlandese pubblica infatti un nuovo disco ogni due o tre anni, e quest’ultimi vengono generalmente ripartiti in maniera uguale tra tempo passato a promuovere il disco in giro per il mondo e tempo passato in standby, a rilassarsi o a comporre nuovo materiale.
Ultimamente però il mastermind della band, Tuomas Holopainen, si sta dimostrando incapace di rimaner fermo e sta sfruttando i momenti di vuoto tra i vari album della sua band principale per dei progetti alternativi. Nel 2014 fu la volta di The Life and Time of Scrooge, scritto come sorta di colonna sonora ideale dell'opera di Don Rosa su Paperon de Paperoni, oggi tocca invece ad un album scritto a tre mani con la moglie Johanna Kurkela e il compagno di band Troy Donockley (entrambi già presenti anche nell'album su Scrooge). Il nome del progetto è Auri, così come l'omonimo album d'esordio, e il suo concepimento risale addirittura al 2011, una lunga gestazione che potrebbe anche però far presagire una -non scontata- continuità in un lontano futuro, magari favorita dal rapporto tra Holopainen e la Kurkela (che ha comunque una sua carriera come solista in Finlandia). Nulla che possa andare ad inficiare l'attività live di due carriere ben avviate, ma una simpatica valvola di sfogo tra “amici” che potrebbe ogni tanto proporre qualcosa sul mercato, specie tenendo conto di come la Nuclear Blast non si faccia problemi a pubblicare materiale Nightwish related, anche quando -come in questo caso- non si tratta di metal.

Ma veniamo all'album. Il suo nucleo concettuale è ispirato a The Kingkiller Chronicle, opera fantasy di Patrick Rothfuss (di cui Auri è un personaggio). Non si tratta esattamente di un concept album, ma di una serie di brani liberamente ispirati alle situazioni e alle atmosfere descritte nella saga. Il genere è un folk acustico che combina la perizia e l'esperienza di Troy Donockley nell'impiegare gli strumenti tradizionali irlandesi all'immancabile trademark compositivo e pianistico di Holopainen, che per l'occasione ha -relativamente- tenuto a freno la mania di creare centinaia di sottotracce, favorendo una resa più leggera e che permettesse alla voce di Johanna di emergere in modo chiaro. C'è dunque un'attitudine di fondo che ricorderà tantissimo le parti folk dei Nightwish da Dark Passion Play in poi, ma in una veste -come dicevamo poc'anzi- assolutamente non metal.
I pezzi sono ritmicamente piuttosto minimali, giocano su percussioni che svolgono una funzione perlopiù di accompagnamento (da notare l'uso del bodhrán proprio da parte di Troy) alle melodie che sono piuttosto articolate e si evolvono in pezzi con una struttura piuttosto pop (soprattutto nel modo di usare i ritornelli) e che si allontana dunque dall'idea di danzereccia ripetitività dei reel irlandesi. Siamo davanti ad un disco folk da meditazione o da viaggio, più che a qualcosa di adatto a contesti più festaioli.
Troviamo degli accompagnamenti più sostenuti, come la chitarra acustica ad accordi pieni suonata da Troy in brani come Aphrodite Rising, ma in generale a costruire le melodie ci pensano gli intrecci tra le uillean pipes, il pianoforte, la viola, il violino e talvolta gli organi (sentire la solenne Underthing Solstice). Ci sono poi a supporto diversi passaggi di flauto (soprattutto low whistle), ma il grosso degli strumenti melodici cerca sempre di alternarsi alle parti cantate di Johanna. La singer di Lumijoki si esprime qui esclusivamente in inglese (canta soprattutto in lingua madre nei suoi brani solisti) ed è autrice di una prova pulita e ben interpretata. In grado di passare dai delicati intrecci quasi recitati di I Hope Your World is Kind, ai momenti più pop di Night 13. Autentico trademark è rappresentato dall'uso abbondante dell'overdubbing per impostare controcanti armonizzati che arricchiscono un'interpretazione già gradevole per via del timbro piuttosto personale.
La Kurkela non è peraltro sola dietro il microfono: quasi a ricordarci della sua funzione di tuttofare troviamo alcune parti cantate anche da Troy, che dà il meglio di sé in Desert Flower, dove quasi ruba la scena a Johanna con il suo registro basso dal timbro caldo.

La produzione di Auri è molto ben realizzata, non a caso è stata poi mixata in Inghilterra, presso i Real World Studios (fondati da Peter Gabriel). Si tratta di un lavoro "stratificato ma non troppo" e permette quindi al mix di lasciar respirare tutti i vari strumenti, garantendone l'udibilità e soprattutto rispettando timbri e dinamiche. Il tutto costruito in modo che la voce rimanga comunque un elemento predominante ma contestualizzato.

Nel complesso Auri è la prova di un trio di ottimi professionisti, non solo nel comporre ma anche nell'arrangiare in modo efficace una moltitudine di strumenti. Si lascia ascoltare volentieri nei momenti di relax ma non raggiunge le vette di pathos del precedente progetto di Tuomas su Scrooge. Da ascoltare se siete fan dei momenti più folk dei Nightwish dell'ultimo periodo.


See far, far deeper that the mind's eye
Hear far, far deeper than the inner voice
Feel far, far deeper that the beating heart



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
89.66 su 3 voti [ VOTA]
Luky
Domenica 16 Settembre 2018, 16.45.59
4
Non male questo album.
Alba
Martedì 11 Settembre 2018, 5.03.51
3
Ecco qua mi trovi d'accordissimo!!! L'ho ascoltato volentieri e la mia canzone preferita è the space between dove Troy suona la chitarra anche e mi domando come mai non la suoni anche nei nightwish a parte dal vivo... la chitarra è il flauto in aggiunta su nemo rendono un capolavoro una canzone già bellissima di suo... Mi è piaciuto questo progetto alternativo speriamo che ne facciano altri in futuro nel frattempo ci sono i nightwish e le canzoni di Johanna kurkela in finlandese da ascoltare... lei è bravissima e anche se a mio gusto è un po' troppo sullo stile delle varie Giorgia, elisa e Laura Pausini lei riesco ad ascoltarla senza tagliarmi le vene, poi secondo me lei con questa vocina da elfo ci sta a meraviglia con questo stile folk dall'album... quindi speriamo di sentire altri progetti come questo!!! X il voto mi accodo a quello di Andrea e darei anche io 80
andrea
Lunedì 13 Agosto 2018, 19.33.30
2
sottoscrivo integralmente il commento di beta. album delizioso, intenso e sognante. con alcune punte di eccellenza assoluta. a mio parere, si merita un bell'80
Beta
Sabato 4 Agosto 2018, 17.21.38
1
Come al solito, Room ha fatto una recensione professionale. Sono d'accordo con quasi tutto quello che è stato scritto, però vorrei aggiungere una cosa: l'album ha una componente ambient/new age non indifferente (la quale, anzi, è forse predominante rispetto a quella folk e quella pop) e che lo differenzia nettamente dagli inserti folk delle canzoni dei NW. L'accostamento viene abbastanza automatico per via della presenza di Donockley e dei suoni dei vari strumenti, che sono gli stessi usati negli album dei NW (ovviamente ), ma trovo che sia un accostamento solo marginale. Più che agli amanti delle sonorità folk dei NW, io lo consiglierei a tutti quelli che ascoltano ambient e new age, in particolare artisti come Enya e Vangelis, suggerendo anche di far finta di non sapere chi sono i componenti. L'album in sè è veramente bello, uno dei più belli usciti quest'anno; molto atmosferico, uso sapiente dei synth e degli altri strumenti con un intreccio di generi difficilmente identificabile. La voce di Johanna è perfetta per questo genere etereo, è una specie di Enya in altra versione. I momenti più alti e più emozionanti trovo che si raggiungano in pezzi come The Space Between, Desert Flower e la già citata da Room Underthing Solstice. Momenti più ambient in Savant, See e The Name of the Wind. Voto 85.
INFORMAZIONI
2018
Nuclear Blast Records
Folk
Tracklist
1. The Space Between
2. I Hope Your World is Kind
3. Skeleton Tree
4. Desert Flower
5. Night 13
6. See
7. The Name of the Wind
8. Aphrodite Rising
9. Savant
10. Underthing Solstice
11. Them Thar Chanterelles (Feat. Liquor in the Well)
Line Up
Johanna Kurkela (Voce)
Tuomas Holopainen (Tastiera, Piano, Synth)
Troy Donockley (Voce, Chitarra, Uillean pipes, Bouzouki, Low Whistle, Flauti, Bodhrán)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]