Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Voivod
The Wake
Demo

Panni Sporchi
III
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

19/10/18
RISE OF THE NORTHSTAR
The Legacy of Shi

19/10/18
SACRAL RAGE
Beyond Celestial Echoes

19/10/18
EXXXEKUTIONER
Death Sentence

19/10/18
VALDUR
Goat Of Iniquity

19/10/18
SALIVA
10 Lives

19/10/18
EADEM
Luguber

19/10/18
THE STICKY FINGERS LTD.
Point of View

19/10/18
LANDMVRKS
Fantasy

19/10/18
WHITE WIDDOW
Victory

19/10/18
NORTHWARD
Northward

CONCERTI

17/10/18
TARJA + STRATOVARIUS
ALCATRAZ - MILANO

17/10/18
LUCIFER
VINILE - BASSANO DEL GRAPPA (VI)

17/10/18
CARNIVAL OF FLESH + RABID + DANNATI
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

18/10/18
CALIGULA`S HORSE + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

19/10/18
TAAKE + BÖLZER + SLEGEST
LEGEND CLUB - MILANO

19/10/18
FRACTAL UNIVERSE + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

19/10/18
VADER + ENTOMBED A.D. + GUESTS
REVOLVER - SAN DONA DI PIAVE (VE)

19/10/18
INJURY + VEXOVOID + BROWBEAT
LA TENDA - MODENA

19/10/18
CARCHARODON + KURT RUSSHELL + GREENPHETAMINE
L'ANGELO AZZURRO CLUB - GENOVA

19/10/18
CRYING STEEL + GUESTS
LET IT BEER - ROMA

Atrocity - Okkult II
03/08/2018
( 465 letture )
Okkult II è, appunto, il secondo sigillo e pubblicazione centrale di una trilogia, con cui gli Atrocity, band tedesca con molta esperienza alle spalle, intendono (forse) aprire un nuovo versante musicale, in questo frangente fortemente ispirato da una matrice che fa l'occhiolino al death metal. L'accento sul genere non è scontato; partiti essenzialmente come un gruppo gothic, il quartetto di Ludwigsburg si è progressivamente avvicinata all'industrial, per poi dedicarsi alle discutibili uscite discografiche aventi ad oggetto esclusivamente cover di canzoni dance anni 80, nonché prendere parte a progetti paralleli sotto il moniker Leaves'Eyes, con Live Kristine, con risultati altisonanti anche in quest'ultima esperienza. Insomma, una band che vista da fuori, senza essere approfondita, può dare l'idea di averle un po' provate tutte per cercare di consacrarsi al pubblico in un modo o nell'altro, ma che ha comunque sempre avuto dalla sua importanti case discografiche che hanno investito in questo progetto, perché, inutile girarci intorno, la band comunque si vende bene.

Gli Atrocity, come nelle precedenti uscite, anche con l'odierno Okkult II dimostrano di essere musicisti preparati, che conoscono quali tasti toccare per creare musica in grado di intrattenere l'ascoltatore, anche con quel tocco di “tamarragine” che a molti piace. La soluzione death metal della band tedesca non può proprio definirsi della prima ora; i suoni infatti sono molto puliti, forti di una produzione moderna e compatta, tanto che in diversi frangenti le sonorità hanno un sapore molto vicino al genere groove. Inoltre, il gusto per l'oscuro e il gotico emerge in diversi frangente, grazie a cori che si stagliano nel bel mezzo delle canzoni (come nella traccia di apertura Master of Darkness, Menschenschlachthaus, Bloodshed and Triumph, ma anche in altri pezzi), i quali però, a dire la verità, meritavano più accorgimenti e di essere sfruttati maggiormente, visto che talvolta sembrano essere messi lì, per puro gusto, sovente poco integrati con la canzone medesima e talvolta ripetitivi. Stesso discorso per le sezione in cui a stagliarsi fra gli spiragli del pattern sonoro è la chitarra solistica che in diverse circostanze emerge con soluzioni di slayerana memoria, ma con poco dinamismo e varietà.

A prescindere da questa pecche, Okkult II è comunque un disco piacevole, non proprio innovativo e studiato nei minimi dettagli, ma che si lascia ascoltare senza troppi intoppi, pur essendo un lavoro abbastanza monocorde e che non si distacca molto dal leitmotiv che si può assaporare nelle prime tracce. La prima parte del disco non è sicuramente quella riuscita meglio; sebbene ci sia molta intensità fra riff sostenuti e impetuosi blastbeat che fanno rimembrare i primi tempi in cui la band proponeva grind sotto il moniker Instigator (come in Shadowtaker), in questo primo frangente non si trova il meglio di questa produzione del “ciclo dell'occulto”. Nella seconda le cose migliorano di gran lunga, da Gates of Oblivion in poi gli Atrocity sfoderano le tracce migliori che si possono trovare in tutto il disco. Gli elementi death, groove, i cori e tutti gli altri elementi che contraddistinguono Okkult II danno l'impressione di essere maggiormente integrati fra di loro, con un risultato finale di spessore, anche laddove si cade nel catchy (come in All Men Must Die). E proprio grazie a questa seconda parte, la band riesce a sfangarla, facendo dimenticare una prima parte non proprio memorabile, che fa presagire un disco scarso di idee e di mordente.

Complessivamente, questo nuovo capitalo della trilogia Okkult II, si presenta qualitativamente sulla stessa linea della prima, sebbene le cose da migliorare sarebbero molte. Gli Atrocity, anche questa volta, ci presentano un lavoro di mestiere, discreto, orecchiabile ma che certo pecca per l'assenza di pezzi davvero memorabili, ma questo, non è di certo una novità assoluta. Il disco è proprio quello che ci si poteva aspettare dal quartetto tedesco, si spera nella terza parte per qualcosa di migliore.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
69 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Massacre Records
Death
Tracklist
1. Master of Darkness
2. Shadowtaker
3. Blood and Triumph
4. Spell of Blood
5. Menschenschlachthaus
6. Gates of Oblivion
7. Infernl Sabbath
8. All Men Must Die
9. Phantom Ghost
10. Devil's Covenant
11. The Golden Dawn
Line Up
Alexander Krull: (Voce, Tastiere)
Thorsten Bauer (Basso, Chitarra)
Pete Streit (Chitarra)
Joris Nijenhuis (Batteria)
 
RECENSIONI
73
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]