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Tankard - The Meaning of Life
03/08/2018
( 371 letture )
Con The Meaning of Life i Tankard fanno il loro ingresso negli anni Novanta, un decennio rivelatosi critico per molti nomi blasonati del thrash metal, confrontati ad innovazioni stilistiche improvvise quanto spesso infelici. Nulla di tutto ciò per i ragazzi di Francoforte, che con il quarto album proseguono convinti il cammino iniziato nel ’86 con Zombie Attack. Un cammino in ascesa, nel segno di una crescita tecnico-compositiva arrivata forse al coronamento proprio con il qui presente The Meaning of Life. Si perché se i Tankard sono principalmente conosciuti come gli assoluti apologeti della birra, celebrata con brani divertenti ed alcolici, non bisogna scordarsi che i Tedeschi suona(va)no un thrash metal di tutto rispetto. Un lato leggero e caciarone forse all’origine di una certa condiscendenza nei loro confronti, che li ha sempre tenuti lontani dalla prima classe. Ma tematiche birrose a parte, i Tankard sanno picchiare duro, come illustrato egregiamente da The Meaning of Life, che mostra chiaramente le facce della band.

L’iniziale Open All Night, malgrado un testo divertente e disimpegnato, è un brano muscolare e articolato, dove un roccioso mid-tempo che puzza già di anni Novanta lascia spazio ad una successione di riff tiratissimi sui quali il nuovo batterista Arnulf Tunn non tarda a manifestare le proprie capacità e dove l’ugola arcigna di Gerre si alterna ai possenti cori del ritornello. Stesso discorso per la seguente We Are Us con i suoi cambi di tempo, la tiratissima Dancing On Our Grave e la squadrata Mechanical Man. Si tratta di brani parecchio lunghi, spesso attorno ai sei minuti, costituiti da una vera e propria valanga di riff. Canzoni che coniugano immediatezza ad una prova compositiva notevole, che pur restando ancorate ad un canonico stilema thrash ottantiano si mostrano fresche, al passo con i tempi, con già qualche lontano sentore di quel groove che verrà. Si segnala anche l’introduzione di qualche melodia in più, come nel caso della lunga e strutturata Wheel of Rebirth e i suoi riff tecnici e melodici. Non mancano certo gli episodi più leggeri – leggasi “ignoranti” –, dove tutta la passione per la birra di Gerre e soci esplode con divertimento. Stiamo parlando di Beermuda, un thrash tirato che si che alterna ad un ritornello alticcio e rockeggiante, della becerissima Space Beer, forte di un refrain da cantare a squarciagola, e della breve e pessimista Wonderful Life. Scivolano infine senza sforzo le potenti ma lineari Always Them, Barfly e la title-track. Dal punto di vista lirico, emergono alcuni messaggi impegnati: la band attacca frontalmente il razzismo, gli abusi del genere umano, l’alienazione del sistema, o esorta semplicemente a essere sé stessi e a pensare con la propria testa. Non male, considerando che altrove, i Tankard parlano di birre spaziali sperimentali, lodano i bar e si lamentano se questi chiudono presto. La produzione secca e ruvida non è certo perfetta ma colloca l’album nella sua epoca, e rende il suono particolarmente aggressivo.

Per concludere, con The Meaning of Life la band di Francoforte dà un degno seguito agli acclamati Chemical Invasion e The Morning After, continuando fedelmente il proprio discorso musicale e testuale. Un lavoro per nulla originale o innovativo, anche nello stesso percorso dei Tankard, ma che comunque introduce quei pochi elementi in più che lo differenziano dai precedenti. E poi, non bisogna certo rivolgersi a questo genere di ensemble se si cercano sperimentazione e cambiamento. Band come i Tankard sono piuttosto chiamate a confermare la loro assiomatica proposta, evitando la fotocopia. The Meaning of Life è quindi da considerarsi come un lavoro di potente e godibile thrash metal, con forse l’unica pecca di essere un poco prolisso, arricchito da uno spirito ironico ma ancora lontano dalla caricatura.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
93.5 su 2 voti [ VOTA]
thrasher
Sabato 4 Agosto 2018, 15.01.57
2
Grande disco veramente.... e Live sono sempre il top
Galilee
Sabato 4 Agosto 2018, 12.54.23
1
Grandi Tankard. Questo è uno dei miei preferiti.
INFORMAZIONI
1990
Noise Records
Thrash
Tracklist
1. Open All Night
2. We Are Us
3. Dancing on Our Grave
4. Mechanical Man
5. Beermuda
6. The Meaning of Life
7. Space Beer
8. Always Them
9. Wheel of Rebirth
10. Barfly
11. Wonderful Life
Line Up
Andreas “Gerre” Geremia (Voce)
Andy Bulgaropulos (Chitarra)
Alex Katzmann (Chitarra)
Frank Thorwarth (Basso)
Arnulf Tunn (Batteria)
 
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