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Crossing Eternity - The Rising World
08/08/2018
( 354 letture )
Nonostante il fatto che la band sia stata formata solo nel 2017, non si può certo dire che i Crossing Eternity manchino di perizia. Almeno come somma delle esperienze dei singoli, dato che i tre elementi che costituiscono la formazione di questo gruppo rumeno/svedese sono personaggi molto noti, se non altro in un certo ambito. Berti Barbera, Manu Savu e Uffe Tillman non sono infatti gli ultimi arrivati, dato che il primo è un attore, cantante, compositore e presentatore televisivo molto noto in patria e attivo come cantante dei Voltaj ed ospite in album di Talisman, Phoenix e tantissimi altri, mentre il secondo è un chitarrista coinvolto negli stessi Voltaj ed in numerosi altri progetti che lo hanno reso famoso in Romania. Per quanto riguarda il terzo, il batterista svedese Uffe Tillman, in molti lo ricorderanno nella line up degli Isengard. È questa la squadra che, identificata con il moniker Crossing Eternity, mette ora sul mercato The Rising World.

Coagulati attorno alla figura di Manu Savu, compositore principe e promotore del progetto Crossing Eternity, i tre hanno dato vita ad un lavoro heavy con lati power estremamente professionale, con le radici nell’old school e negli anni 70, reso più “saporito” da qualche vago tocco psych e folk e dai toni generali molto solenni che nelle intenzioni degli interessati dovrebbe essere qualcosa di simile ad un viaggio seducente e spirituale, testi compresi. Questi vertono difatti sulla natura umana, sulle dinamiche dell’interazione tra esseri viventi e sul lato magico e fiabesco dell’esistenza. Quello che viene fuori da questo approccio è un CD estremamente sentito, sincero, molto meno intriso di virtuosismi rispetto a quello che avrebbe potuto essere, al fine di favorire il fluire del lato più sentimentale ed emozionale della scrittura e sicuramente molto ben fatto in ogni suo aspetto. L’impianto di base è quindi molto tradizionale, a volte addirittura standard rispetto ai modelli prescelti, ma impreziosito dalla ricerca di alcuni arrangiamenti più ricercati, anche acustici. Ed a venire fuori come elemento caratterizzante è l’uso degli strumenti a percussione (Barbera e Tillman) che rende alcune canzoni più interessanti. All’interno di questa forbice, le cui punte toccano da un lato la tradizione più classica del settore e dall’altro la sua ibridazione con elementi esterni, ad essere più rappresentative sono Crossing Eternity per quanto riguarda il primo aspetto e Kingdome Come -forse la punta di diamante del lavoro- per quanto attiene al secondo. Da annotare comunque anche Sand in the Sky, Journey to the End of Dreams e War of Gods, canzoni capaci di mostrare anche il lato più duro del gruppo.

Volutamente non pompato in sede di produzione per cercare di restare fedeli ad un certo modo di intendere la musica, genuino e immediato, The Rising World è un prodotto che mostra del buono, ma paga inevitabilmente dazio quando se ne analizzano gli aspetti relativi all’originalità ed alla probabile capacità di sopravvivere allo scorrere del tempo. Accanto alle qualità enunciate nel paragrafo precedente, cui si vanno ad aggiungere le buone prove esecutive dei tre interessati, si deve rilevare come la qualità delle canzoni, a dispetto di qualche picco più interessante, sia solo media ed i passaggi prevedibili e di maniera siano ben più d’uno. Ed anche in questa occasione a rendersi necessaria è una considerazione già fatta più e più volte, ossia quella relativa all’eccessiva lunghezza dell’opera. Tredici pezzi in scaletta sono davvero troppi rispetto al valore dei contenuti complessivi del prodotto, ed anche se probabilmente il numero è stato determinato dalla necessità di comunicare tutto quanto i membri del gruppo avevano dentro, dal punto di vista della fruizione pratica alleggerirlo di due o tre canzoni avrebbe condotto ad un risultato più snello ed assimilabile. Di conseguenza, anche più capace di restare nel tempo. The Rising World è alla fine un discreto album, ma nonostante l’evidente impegno profuso per la sua realizzazione, lontano dalla possibilità di incidere davvero sulla scena.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
45 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Rockshots Records
Heavy
Tracklist
1. Crossing Eternity
2. Ghost of a Storm
3. Sand in the Sky
4. High Above the Crown
5. Kingdome Come
6. Embrace Your Voices
7. Journey to the End of Dreams
8. Winter Poem
9. Haunted
10. Dreams Fall
11. Angles Cry, Rainbows Hide
12. Spirit of the Forest
13. War of Gods
Line Up
Berti Barbera (Voce, Percussioni)
Manu Savu (Chitarra, Tastiere, Basso)
Uffe Tillman (Batteria, Percussioni)
 
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