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Foredawn - Foredawn
10/08/2018
( 262 letture )
I Foredawn arrivano da Milano e, oltre a rappresentare una delle tante novità in ambito metal relative alla nostra penisola, contribuiscono a rimpolpare l’elenco di quei gruppi che pur annoverando tra le proprie fila una cantante donna non sono dediti alla branca gothic o symphonic, come suggerirebbe invece la tradizione. Difatti il loro sound è costituito da una miscela di alternative ed heavy metal, non disdegnando le influenze metalcore e nu metal degli anni che furono. La presenza di una voce femminile non passa certo inosservata artisticamente parlando, per cui è facile accostare la band agli Amaranthe per via dei ritornelli particolarmente catchy, o anche agli Halestorm, sia per l’attitudine heavy sia per la parentela tra cantante e batterista. Pur essendo attivi da poco come gruppo, i componenti dei Foredawn hanno già alle spalle una notevole esperienza maturata in progetti precedenti, riuscendo a presentarsi ufficialmente con un album omonimo ad appena un anno dalla loro formazione.

L’ intro Cliffs of Moher è costituito da un susseguirsi di arpeggi acustici che lasciano spazio da metà traccia in poi ad un crescendo dalla forte carica emotiva. Ancora non si è sentito nulla, ma l’impressione ricavata da questa manciata di secondi è che ci sono tutte le premesse per un lavoro in grado di presentare la band sotto una buona luce. Le impressioni vengono confermate dalla successiva Eternal Fight, in cui la voce della cantante s’insinua con decisione nella testa dell’ascoltatore e la sezione ritmica sprigiona un’intensità travolgente durante tutte le variazioni. Le influenze alternative e nu metal sono presenti in modo ancor più massiccio in Insidious Dark, non perdendo però una goccia del loro spirito heavy, rispecchiando la tematica oscura del brano, evidenziata anche nel video che accompagna il singolo. L’energia continua a farla da padrone in Stronger, in cui risaltano particolarmente le capacità vocali della cantante, mentre Tears Are Fallen e Buried Hopes sono sorrette da breakdown e fraseggi chitarristici che devono molto al metalcore di All That Remains e Bleeding Through. Altri episodi positivi sono l’accoppiata “notturna” Nightfire, primo singolo estratto dal disco, e Nightmare, le due canzoni in cui la miscela dei Foredawn inizia a far intravedere maggiormente pieghe gothic-oriented, dotate anche di un ottimo groove che contribuisce a rendere coinvolgente l’appeal dei brani. Il compito di chiudere in bellezza questo primo lavoro spetta alla cover di You Spin Me Round dei Dead or Alive. Originale l’idea non tanto nella scelta della canzone (essendo stata infatti già passata in rassegna da una miriade di artisti provenienti dai generi più disparati, da Flo Rida ai Dope, passando per Danzel ed Indochine), quanto nella modalità d’esecuzione, affrontando il brano stesso con una nuova impronta stilistica.

Ed è così che, tra refrain entusiasmanti, cambi di tempo repentini ed assoli frenetici, si arriva alla fine dell’ascolto di un lavoro che in poco più di un’ora ci mostra tutte le armi di cui dispone l’arsenale dei milanesi, e sono molte. Ciò è dovuto prima di tutto al fatto di riuscire a mescolare perfettamente tutte le varie influenze senza lasciare che una prevalga sulle altre, e ciò si riscontra in ognuno degli undici episodi. In secondo luogo al saper gestire con perizia ogni variazione stilistica all’interno delle composizioni, rendendo ognuna di esse godibile da ascoltare proprio per via di tutte le sue sfaccettature, dimostrando tra l’altro una buona preparazione da parte dei musicisti. Di contro si ha forse l’impressione di una troppa uniformità dei brani, dal momento che strutturalmente sembrano tutti molto simili tra loro, se non altro a primo impatto, e si renderà necessario più di un ascolto per distinguere chiaramente una traccia dall’altra. Si tratta comunque di un problema secondario, dal momento che l’unico ostacolo che i Foredawn si troveranno davanti sarà il riuscire a ripetersi nel lavoro successivo e se possibile migliorare ulteriormente, non tanto nell’affinare le proprie capacità, ma nel riuscire ad acquisire ancora maggior personalità e consapevolezza dei propri mezzi al fine di riuscire ad emergere del tutto e farsi largo tra i nomi della scena odierna. In un panorama musicale affollato ma precario come quello attuale la strada è ancora tutta in salita, ma i Foredawn hanno tutte le capacità per poter andare avanti, sperando che questo debutto sia solo l’alba della loro carriera.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
The Jack Music Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Cliffs of Moher
2. Eternal Fight
3. Insidious Dark
4. Tears Are Fallen
5. Buried Hopes
6. Nightfire
7. Stronger
8. I Stay Here
9. Signs
10. Nightmare
11. You Spin Me Round (Like a Record) - Dead Or Alive Cover feat. Emi (Wolf Theory/Mellowtoy)
Line Up
Irene Franco (Voce)
Mattia Stilo (Chitarra)
Riccardo Picchi (Chitarra)
Ivan Franco (Batteria)
 
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