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Dee Snider - For the Love of Metal
11/08/2018
( 1539 letture )
Torna con un nuovo album solista Dee Snider, leader della storica band hair metal Twisted Sister. Amatissimo dai fan per i suoi modi di fare diretti e tutto sommato onesti, sempre in prima fila in un’infinità di progetti musicali (più o meno riusciti) e non, questa volta scende in campo con For the Love of Metal, album che già dal titolo sembra essere una manifestazione di rispetto nei confronti di uno stile musicale e di vita tanto caro a Snider. Il tutto avviene in un modo abbastanza particolare per un disco solista: come riportato dallo stesso Snider, tutti i testi sono scritti da Jamey Jasta degli Hatebreed, che tra l’altro si è occupato anche della produzione, curata ed estremamente in linea con gli standard attuali. Scelta un po’ strana considerando la costanza con cui Dee ha svolto il lavoro di autore nel corso degli anni, accompagnata da una posizione di poco rilievo della band (più che altro si tratta di un gruppo di musicisti ospiti). Viene spontaneo chiedersi se quanto fatto da Snider sia sufficiente per rendere l’opera sentita e autentica o se alla fine il tutto risulti un qualcosa di preconfezionato e stucchevole.

La risposta a questo quesito emerge da sola nel corso dell’ascolto: l’intenzione di For the Love of Metal è quella di offrire agli ascoltatori la solita ottima prestazione di Snider, intensa e piena di personalità, il quale interpreta in maniera convincente dei brani che sembrano essere scritti per lui, brevi e orientati a un heavy metal, forse il più pesante nella carriera di Snider, orecchiabile e di facile presa, grazie a ritornelli incalzanti e a suoni decisamente moderni ed energici. Il tutto ovviamente studiato nei minimi dettagli da Jasta, desideroso di rilanciare Snider, secondo lui (e non solo) una delle migliori voci del metal. Sono state rilasciate mille dichiarazioni e mille aneddoti dal talentuoso vocalist riguardanti la registrazione di questo For the Love of Metal. A sessantatré anni Dee ha deciso di rimettersi in gioco, mettendo mano sul lavoro di Jasta, per rilanciarsi e per superare il lutto della madre: For the Love of Metal prendendo forma diventa suo, rispecchiando questa fase della vita. Ascoltandolo non può che essere così.

Lies Are a Business apre il disco con grande forza e rabbia, nel migliore stile possibile, con uno Snider veramente in forma, capace di muoversi nel migliore dei modi in un pezzo di puro heavy metal. Segue Tomorrow’s No Concern, una delle canzoni più rappresentative di For the Love of Metal. Come espresso da Dee, il testo calza a pennello con la sua vita:

I gave you yesterday
Tomorrow’s no concern
I gave you yesterday
You can keep it
Because today is mine

Snider, per la gioia dei fan, è concentrato sul presente e vuole dimostrare di essere ancora sul pezzo. Il livello è molto alto, sia dal punto di vista strumentale che nella parte cantata. Terza canzone è I Am the Hurricane, più lenta delle prime due, ma comunque breve e con ritornelli ritmati e ricchi di rabbia. Si prosegue con American Made, Roll Over You, I’m Ready, Running Mazes, Mask, Become the Storm e The Hardest Way: tutte canzoni heavy metal da circa tre minuti di durata, scorrevoli e accattivanti, forse troppo piatte e omogenee tra loro per qualità e struttura. In ogni caso c’è spazio per ritornelli godibili e per qualche riff e assolo di chitarra apprezzabile (tra queste vanno citate in particolare American Made e Become the Storm). Particolare sorpresa dell’album è Dead Hearts (Love the Enemy), canzone contro la violenza psicologica, in cui la voce graffiante di Snider duetta con buoni risultati con una quasi inedita Alissa White-Gluz in versione pulita. Ultimi minuti di heavy metal con la titletrack, For the Love of Metal.

Dee interpreta al meglio tutte le canzoni facendole sue, cantando sempre ad alti livelli in un disco lontano da quelli che l’hanno portato al successo, in cui oltre all’inconfondibile timbro restano ben pochi residui del passato. Al posto dell’ironia e dell’allegra carica dei vecchi Twisted Sister c’è spazio per composizioni più aggressive, rapide e a tratti cupe. Lo stesso vale per la parte strumentale, dove batteria, chitarre e basso suonano allineati agli standard attuali, ben registrati e godibili, ma senza troppi momenti in cui mettersi in mostra. Resta poco altro da dire: il disco funziona e non è una cosa così scontata. Non c’è spazio per l'auto-celebrazione o per qualche trovata revival. Tutto è inedito e scorre al meglio, divertendo sempre nonostante nel corso dell’ascolto ci siano momenti altalenanti o in cui cala leggermente l’attenzione. I fan di Snider troveranno pane per i loro denti in questa manciata di buone canzoni che girano intorno all’incredibile voce del loro beniamino. Del resto si tratta comunque di un buon album heavy, divertente e apprezzabile nonostante i suoi limiti, legati a una scrittura leggermente piatta, senza momenti particolarmente elevati e per il ruolo prettamente di contorno della band.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
56.6 su 5 voti [ VOTA]
Renna
Lunedì 17 Settembre 2018, 22.54.49
16
devo ancora ascoltare l'album, ho visto però American Made, la canzone non è meglio di altre, però la citazione della Napalm su Truman è da ovazione
Fabio Rasta
Lunedì 27 Agosto 2018, 16.36.22
15
14 di Obscure Solstice: puro vangelo. Ci ho messo qualche ascolto a fare l'orecchio a tutti quei super-suoni. DEE SNIDER impeccabile, anche se a tratti sembra un cavallo di razza col morso un po' tirato. Il disco è discreto e il chitarrista + che dignitoso, con stile personale. In + le canzoni mi pare siano sue e la maggior parte scorrerebbero anche bene. Peccato quei suoni...
ObscureSolstice
Sabato 25 Agosto 2018, 17.26.34
14
Probabilmente la scelta di certi suoni compressi e ammodernati è il voler aprire a sé e avvicinare molte piu' persone possibili come anche i piu' giovani e accontentare una cerchia più ampia rispetto a quella più ristretta, dopo l'esperienza Twisted Sister, anche se io penso che uno come Dee Snider non ha bisogno di certi espedienti. Poi nessuno lo può sapere, magari ha problemi economici, evabeh in quel caso... pero' la prossima volta mitico Dee una produzione un filino più naturale se è possibile, proprio perché "for love of metal", tu che sei un difensore in prima persona del metal e rappresentante, anche se questo disco poco ispirato sempre e comunque rispetto Dee Snider, animalaccio da palco. 60
Diego75
Sabato 18 Agosto 2018, 6.16.05
13
Snider al difuori dei twisted sister non e' mai riuscito a convincere al 100%...anche con tutta la buona volontà'...secondo me va solo bene bella sfera twisted sister...voto75
Mix
Venerdì 17 Agosto 2018, 13.13.04
12
L'ho preso ieri è lo sto ascoltando oggi. Certo un disco non si valuta dopo pochi ascolti però una cosa è certa, i suoni soprattutto quelli di chitarra mi sembrano un po' troppi compressi e omogenei . Le canzoni mi sembrano buone, prestazione vocale ottima e forse in questi casi non si tratta di un capolavoro , ma nemmeno di una ciofeca. Se Snider avesse contribuito in fase di scrittura le cose potevano andare anche meglio. D'impatto comunque è un ascolto piacevole.
Df800
Giovedì 16 Agosto 2018, 15.15.28
11
Robetta inutile
Angus71
Mercoledì 15 Agosto 2018, 9.57.00
10
A parte che non mi è ancora arrivato e la cosa mi innervosisce, sentito su spotify. Secondo me disco onesto. Dalle anticipazioni mi aspettavo , comunque, qualcosina in più. Alla fine, costruito sulla sua (immensa) vocalità. Comunque 2/3 bei pezzi. God save our Dee, lo aspetto dal vivo. Voto 70
verginella superporcella
Martedì 14 Agosto 2018, 16.20.57
9
mezza porcheria, classico disco di cui ci si dimentica dell' esistenza dopo 10 giorni. produzione iperpompata e fastidiosissima, suoni tronfi, chitarre ipercompresse, nessun pezzo memorabile, tanta pesantezza nel sound per nulla...insomma can che abbaia non morde, di ritornelli vincenti manco l ombra. il classico disco del 2018 costruito a tavolino per vender qualcosa, senza cuore, senza spirito, senza nerbo, senza pacca ne personalita'.
ObscureSolstice
Lunedì 13 Agosto 2018, 15.27.28
8
produzione abbastanza fastidiosa...devo riprovarci perché mi ha quasi infastidito nell'ascolto questa posticcia modernità...scusa grande Dee
Fabio Rasta
Lunedì 13 Agosto 2018, 14.19.02
7
Nic: thanks! /// Comunque mi hai incuriosito. DEE SNIDER è un grande e un ascolto se lo merita.
Nic
Sabato 11 Agosto 2018, 14.28.00
6
@Fabio Rasta: Sulla questione hair metal-Twisted Sister ho scritto così per non dilungarmi in presentazioni (non necessarie per un gruppo storico come questo) e mantenere uno stile abbastanza fluido nel testo. Ovvio che i Twisted Sister sono molto più che una band hair ma allo stesso tempo credo che questo aggettivo pur banalizzando riesca a rendere abbastanza l'idea (forse più da un punto di vista estetico che musicale). Poi ho evitato di parlare dei Twisted Sister poiché questo album secondo me va preso separatamente evitando paragoni. Con questo mi ricollego brevemente agli altri commenti: ho espresso una valutazione positiva sull'album perché comunque le canzoni ci sono (sono qualitativamente ben fatte, abbastanza coerenti e tutto sommato godibili) e la voce pure. Considerate che in "For the Love of Metal" Snider fa il suo lavoro di interprete, non l'autore e non c'è una band di supporto con un ruolo primario (come nei Twisted Sister). Non posso giudicare le intenzioni o le scelte di chi ha lavorato su questo disco. Non sarà sicuramente il disco dell'anno ma alla fine non è affatto male e scorre come si deve. Si poteva fare qualcosa in più (in termini proprio di personalità in generale) ma poteva andare ben peggio (e siamo pieni di esempi di casi simili con esiti non tanto buoni)
Enrisixx
Sabato 11 Agosto 2018, 12.18.09
5
Buon disco ma dopo un ascolto messo da parte
Bright Light
Sabato 11 Agosto 2018, 11.47.35
4
D'accordissimo con Invictus, non capisco come gente che ascolta metal da millemila anni (o almeno cosi dice) possa esaltarsi per un disco discreto come questo. Dee é un fenomeno, ma mancano le canzoni, e questo rende il disco una cosa carina che verrà presto dimenticata, se basta questo per fare il disco dell'anno...povero metal
InvictuSteele
Sabato 11 Agosto 2018, 11.35.33
3
Produzione ottima e canzoni potenti non significa qualità, spesso questi fattori ingannano, e non mi capacito del perché questo disco sia così pompato. Non è male, sia chiaro, resta un discreto prodotto, ma Io ci sento tre quattro pezzi ottimi e tutto il resto riempitivo. Sarà che ormai, nel metal tradizionale, se non originalità e freschezza almeno esigo canzoni fenomenali, ma è difficile che un disco simile possa sorprendermi. Voto 70 massimo.
Fabio Rasta
Sabato 11 Agosto 2018, 10.58.07
2
Se non fosse x il fatto ribadito + volte, che la Band fa solo da contorno, la recensione intriga assai verso un ascolto doveroso, così come il commento di Metal Shock, sempre orientato invece alle novità. Anche la parola Heavy, ricorre spesso, e dopo i JUDAS, mi è ritornata un po' di fiducia sul fatto che dai dinosauri (detto ovviamente senza offesa) possa provenire ancora dell' ottimo HM classico, ai giorni nostri, fatto tutt'altro che scontato. DEE SNIDER è un vero cantante, non solo un cantante Heavy Metal: ascoltare il favoloso duetto sul superlativo album del mitologico LESLIE WEST (Stll Climbing): la canzone si intitola Feelin' Good, e dimostra che DEE può cantare cosa vuole senza perdere il suo carisma e intaccare la sua natura. Unico appunto, senza polemica ma x dovere: Hair Metal x i TS non suona un po' riduttivo?...
Metal Shock
Sabato 11 Agosto 2018, 10.16.21
1
Ottimo disco del grande Dee: alla sua età è una bestia sia vocalmente sia fisico. Gran bel disco di heavy metal con passaggi veramente pesanti. Sono di parte ma per me è uno dei migliori dischi dell'anno.
INFORMAZIONI
2018
Napalm Records
Heavy
Tracklist
1. Lies Are a Business
2. Tomorrow’s No Concern
3. I Am the Hurricane
4. American Made
5. Roll Over You
6. I’m Ready
7. Running Mazes
8. Mask
9. Become the Storm
10. The Hardest Way
11. Dead Hearts (Love the Enemy)
12. For the Love of Metal
Line Up
Dee Snider (Voce)

Musicisti Ospiti:
Howard Jones (Voce nella traccia 10)
Alissa White-Gluz (Voce nella traccia 11)
Mark Morton (Chitarra)
Charlie Bellmore (Chitarra, Basso)
Joel Grind (Chitarra, Basso, Cori)
Tanya O’Callaghan (Basso nelle tracce 5 e 10)
Nicky Bellmore (Batteria)
 
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