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Deathspell Omega - Inquisitors of Satan
17/08/2018
( 1014 letture )
Dopo un esordio ancora acerbo e piuttosto claudicante, e un paio di split con i connazionali Mütiilation e la one-man band finlandese Clandestine Blaze del futuro vocalist Mikko Aspa, i francesi Deathspell Omega fanno il proprio ritorno sulle scene per l’ultima volta a line-up invariata con Inquisitors of Satan. Nonostante il minutaggio ridotto e più consono ad un EP (38 i minuti totali, come se non meno del suo predecessore), la seconda fatica dei transalpini dimostra già ampi spazi di miglioramento, fondamentali per spianare la strada al terzo full-length della band, l’intramontabile e noto Si Monvmentvm Reqvires, Circvmspice.

Inquisitors of Satan, uscito inizialmente solo in vinile 12" in edizione limitata a 350 copie e numerata a mano (il CD, pubblicato sempre dalla finnica Northern Heritage Records, arriverà solo nel 2003), si configura infatti come una release più studiata e corposa, anche se ancora evidentemente debitrice ad un certo black metal canonico di stampo norvegese, ultima tappa di un percorso che di lì a poco porterà i Deathspell Omega a stupire e sperimentare dando vita a quel black oscuro, dissonante e malinconico con cui il gruppo ha raggiunto la sua fama internazionale. Pur rimanendo quindi nel range della prevedibilità, senza mai annegare nella derivatività, i sette capitoli che compongono quest’album, apprezzabili nonostante la produzione largamente lo-fi, vedono susseguirsi uno dopo l’altro assaggi di black classico e quanto mai ortodosso (vedasi pezzi quali Desecration Master oppure Succubus of All Vices), ben accompagnati dagli strindenti vocals di Shaxul che, per quanto meno distintivi rispetto a quelli del più celebre successore Aspa, offrono all’ascoltatore una prova di scream coesa e ben eseguita, perversa nelle sua interpretazione delle nefande e blasfeme lyrics. Nonostante un basso poco valutato, la cui presenza fa capolino sin troppo di rado, la sezione ritmica può contare su un drumming rapido e consistente, come da tradizione affidato ad un misterioso e innominato membro (o da una drum machine, a seconda delle interpretazioni sul tema, spesso e volentieri ancora oggi oggetto di dibattito), dove non mancano né i doverosi blast beat né serrati passaggi in doppia cassa, a supportare con possente ferocia le chitarre glaciali e taglienti, i cui arpeggi sanno creare la malinconia tanto cara a casa Deathspell Omega e il cui riffing sa venire modulato sia nei passaggi più aggressivi e affilati, presenti sin dall’opener From Unknown Lands of Desolation, che in quelli più atmosferici, come nella titletrack Inquisitors of Satan o nella già citata Succubus of All Vices, senza disdegnare qualche tecnicismo in più, presagio di quello che verrà, in particolare nella successiva e conclusiva Decadence.

Sicuramente migliore e più coesa prova rispetto al debutto, Inquisitors of Satan rimane innegabilmente disco di passaggio, che tuttavia dimostra in tutta la sua durata-lampo le affinate capacità degli Deathspell Omega, maturati e sulla via verso album di successo, che raggiungeranno anche dopo l’arrivo, poco dopo l’uscita proprio di questo platter, del nuovo frontman Mikko Aspa. Una solida e onesta pietra di fondamenta per una carriera che, tutto sommato, forse nasce davvero proprio qui. Il cataclisma prende forma.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
69.66 su 3 voti [ VOTA]
ignis
Sabato 18 Agosto 2018, 12.18.31
1
Recensione molto utile, grazie! A quando la recensione dell'ultimo album?
INFORMAZIONI
2002
Northern Heritage Records
Black
Tracklist
1. From Unknown Lands of Desolation
2. Torture and Death
3. Desecration Master
4. Lethal Baptism
5. Succubus of All Vices
6. Inquisitors of Satan
7. Decadence
Line Up
Shaxul (Voce)
Hasjarl (Chitarra)
Khaos (Basso)
 
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