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Pig Destroyer - Head Cage
25/08/2018
( 1611 letture )
Forse uno dei migliori album grind dell'anno: una palude opprimente, le chitarre calibrate perfettamente tra incastri thrash e strutture tipiche grind; la batteria feroce sembra avvolgere tutto il patchwork restituendo un'atmosfera intensa, come fuliggine, presente?
Le tracce si divincolano tra umori ossuti e spigolosi, asciutti nei termini di resa e angolature più calde dove si ritrovano tutte le persuasioni thrash che i Pig Destroyer hanno sempre esplicitato senza troppe remore.

Un rilascio privo di insipidezze o piattezze sempre più comuni nel grind, un album che - nonostante la pesantezza di genere - ci offre un ascolto piacevole, appagante.
Ma: era il 2012 e questo è Book Burner.
Carico quindi su Head Cage delle aspettative molto alte: sono passati sei anni e ho la presunzione di pensare che il livello si sia ulteriormente alzato.
Sesto album in studio e primo album con il bassista John Jarvis, questo Head Cage (dal nome di uno strumento di tortura medievale) si presenta come un gioiellino del metal più estremo: l'attesa non è stata disillusa e la fiducia mai tradita.
Il rilascio è dinamico, viscerale: troviamo intrecci che vanno dalla melma pesante e indigesta del doom al vigore più ritmato del thrash; si sono spinti oltre i Pig Destroyer, hanno ampliato la loro tavolozza senza mai ripetersi, hanno inspessito la profondità della resa e di contro hanno alleggerito quel concetto stantio per cui il grind deve vestire solo blocchi di staticità e intelaiature granitiche.
L'aggiunta del bassista rende l'ascolto più coinvolgente e godibile: John Jarvis costruisce un tappeto sonoro lungo il quale il noise grindcore definito dalle riffate disturbanti delle corde riesce ad adattarsi senza ruvidità; il drumming ha una carica decisamente più personale: la scrittura dell'album che ha coinvolto in prima persona Adam Jarvis sin dall'inizio ha contribuito a rendere il pattern delle pelli molto organico, come dire: di pancia, sentito fin dentro le carni.
La sezione voci è una gran sorpresa: tra l'alienazione del vocalism di J.R. Hayes a cui siamo già abituati, ritroviamo in tutto stupore le voci di Richard Johnson e Kat Katz di Agoraphobic Nosebleed (nei brani Terminal Itch e Concrete Beats) e quella di Dylan Walzer dei Full of Hell (in Army of Cops).
Proprio il brano Army of Cops, primo singolo dell'album ha ricevuto pareri contrastanti: se da una parte i puristi del genere lamentano delle sonorità troppo nu, dall'altra la traccia presenta quello spunto creativo ricercato dagli stessi Pig Destroyer; la successiva Circle River propone un sound plastico e venature grind-'n-roll che rimarcano tutto l'ascendente hardcore del loro background; con le piste Terminal Itch e Concrete Beast torniamo a fronteggiare i muri insani e paranoici del loro tipico groove, il cameo al microfono di Kat Katz accentua la ricchezza compositiva di questo brano: il suo vocalism amalgamato a quello di J.R. Hayes descrive un'armonia rara nel genere.

Head Cage si chiude con House of Snakes, brano di una lunghezza inaspettata e insolita (7:07), ma che risulta comunque trascinante e mai ripetitivo; grazie ad una sapiente taratura di varietà degli elementi, che si muovono da ritmiche rapide e cadenzate a consistenze più addensate e magmatiche, questo pezzo ritrova una brutalità nuova e brillante, un'efficacia ficcante e mirata che insieme all'espressività di tutte le altre tracce mi spingono a inserire l’intero album nella lista dei migliori lavori grind del 2018: Head Cage richiama gli amanti del genere come sangue agli squali, con quell'ingordigia e quell’avidità che finora solo pochi gruppi sono riusciti a soddisfare e i Pig Destroyer sono uno di loro.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
75.66 su 3 voti [ VOTA]
Galilee
Martedì 28 Agosto 2018, 23.48.58
3
Ok, anche se non so quando riuscirò a recuperarlo. Non li conosco bene comunque. Di loro ho solo un paio dischi, Phantoms....e Prowler in... Entrambi ottimi.
Irastrana
Martedì 28 Agosto 2018, 23.21.43
2
Galilee, poi dimmi che ne pensi, vorrei sapere il tuo parere
Galilee
Martedì 28 Agosto 2018, 10.42.17
1
Grandi Pig. Bella recensione Ilaria. Quasi quasi me lo piglio...
INFORMAZIONI
2018
Relapse Records
Grindcore
Tracklist
1. Tunnel Under the Tracks
2. Dark Train
3. Army of Cops
4. Circe River
5. The Torture Fields
6. Terminal Itch
7. Concrete Beast
8. The Adventures of Jason and JR
9. Mt. Skull
10. Trap Door Man
11. The Last Song
12. House of Snakes
Line Up
J.R. Hayes (Voce)
Scott Hull (Chitarra)
John Jarvis (Basso)
Adam Jarvis (Batteria)
Blake Harrison (Electronic instruments)
 
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