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Marilyn Manson - Heaven Upside Down
30/08/2018
( 1084 letture )
E' difficile parlare dell'artista Marilyn Manson, scindendolo dal personaggio che negli anni lui stesso ha contribuito a crearsi: l'individuo diabolico, emaciato, a tratti inquietante che un tempo terrorizzava le famiglie degli Stati Uniti, bruciando Bibbie ed ispirando serial killers, si è oggi trasformato in un uomo di mezza età tutto sommato innocuo e con una visibile passione per la buona cucina; cosa resta, dunque, di questo personaggio, la cui fama sinistra e spesso ingigantita dai media ha più di una volta oscurato le sue qualità musicali, pur non indifferenti? Anche in questo caso, la risposta non è delle più agevoli: dal vivo il nostro mostra sempre più difficoltà, principalmente dal punto di vista vocale, mentre si dimostra ancora più che capace di dare spettacolo; in studio, viceversa, dopo un periodo abbastanza buio vissuto fra il 2007 ed il 2012, il Reverendo ha saputo stupire un po' tutti con il sorprendentemente valido The Pale Emperor, risalente al 2015: pur non essendo un capolavoro, questo album mostrava al mondo che il corpulento cantante dell'Ohio, specie se affiancato da un compositore abile come Tyler Bates, aveva ancora qualcosa da dire.

E' dunque logico comprendere perché Heaven Upside Down (inizialmente intitolato SAY10), decimo lavoro in studio di Manson, fosse piuttosto atteso: l'ex Anticristo Superstar avrebbe replicato la discreta performance del predecessore, o sarebbe ripiombato nella mediocrità che lo ha contraddistinto fin troppo a lungo, dopo The Golden Age of Grotesque? Fortunatamente per i suoi fan, la prima risposta è quella corretta; pur non trattandosi a sua volta di un album ai livelli dei capolavori registrati dal nostro negli anni 90, Heaven Upside Down è un buon lavoro, in grado di regalare momenti piacevoli ai suoi ascoltatori e di farci riascoltare, qui e là, la furia primitiva del Manson di un tempo, oltre a qualche sfumatura inaspettata. Le danze sono aperte da Revelation #12, una gradevole mazzata industrial dominata dalla chitarra e dalle tastiere di Bates, oltre che dalla voce effettata del cantante; pur non essendo il miglior brano del lotto, si fa apprezzare grazie a quel tipico mix di sonorità aggressive ed orecchiabili, divenute negli anni il vero marchio di fabbrica del nostro amico di Canton. Tattooed in Reverse ricorda maggiormente lo stile del precedente album in studio, con echi new wave che emergono prepotentemente nella strofa ed un eccellente uso del sintetizzatore; il vero pezzo da novanta di questo primo trittico, tuttavia, è WE KNOW WHERE YOU FUCKING LIVE, il cui inizio quasi ballabile evolve via via attraverso una delle classiche strofe acide mansoniane, prima di un ritornello sorprendentemente violento che farà (ed ha già fatto) la felicità dei fan dal vivo; uno dei migliori brani usciti dalla penna del Reverendo negli ultimi anni, senza ombra di dubbio! A seguire troviamo SAY10, originaria title-track dell'album che, a dispetto di un testo e di un titolo davvero un po' puerili, funziona a sua volta molto bene: la strofa è infatti sufficientemente maligna ed il ritornello abbastanza ben congegnato, da strappare applausi convinti, dopo la titubanza del primo impatto. Se KILL4ME convince complessivamente meno, a dispetto di un bell'andamento che pesca nel pop rock d'annata, Saturnalia è una delle tracce più spiazzanti di Heaven Upside Down: molto lunga ed apparentemente sconclusionata, ad un ascolto più attento rivela insospettabili influenze bowiane, oltre a sfumature elettroniche molto ben gestite e mai invadenti. L'importanza di Bates, del suo tocco e della sua produzione si rivela qui più prezioso che mai. JE$U$ CRI$I$ è più canonica rispetto alle due tracce precedenti, ma mantiene alto il livello dell'album grazie ad un ritmo coinvolgente ed a linee vocali ben interpretate dal Reverendo, la cui espressività, fortemente, non è mai venuta meno, al contrario della sua potenza vocale. L'immancabile dark ballad, Blood Honey, vede ancora una volta arrangiamenti impeccabili ed è irresistibile nel suo mood malinconico ed oscuro, mentre la title-track ripropone le atmosfere rock di KILL4ME, con risultati tutto sommato migliori. A chiudere le danze provvede Threats of Romance, pezzo altamente teatrale, con buonissimi riffi di chitarra e con palesi richiami ad Alice Cooper, vero padre putativo di Marilyn Manson fin dagli esordi.

Heaven Upside Down, come detto ad inizio recensione, è un buon disco: mostrando un ventaglio di influenze sorprendentemente variegato, che onestamente non ci si aspettava dal buon Brian nel 2017, scorre via in modo tirato e piacevole per tutta la sua durata, offrendo qui e là qualche pezzo degno dei bei tempi andati; certo, i suddeti bei tempi sono effettivamente andati, ma, d'altra parte, pensavamo davvero di aver perso il Reverendo per strada ormai molto tempo fa. Se The Pale Emperor è stato un insperato ritorno, Heaven Upside Down conferma dunque il discreto stato di forma dell'artista dell'Ohio, che sta probabilmente attraversando, quantomeno in studio, una seconda giovinezza; una parte importante del merito va ascritta a Tyler Bates, compositore, arrangiatore e produttore di comprovata abilità, che potrebbe davvero costituire, per Marilyn Manson, quel che fu all'epoca il geniale Trent Reznor. Come si suol dire, lo scopriremo solo vivendo; per il momento, limitiamoci a godere dei frutti di questa collaborazione.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
80.12 su 8 voti [ VOTA]
Ricky
Venerdì 19 Luglio 2019, 6.13.39
2
Disco che merita tantissimo, un grande ritiorno dopo le ottime seppure pvusioni piú blues di pale emperor, qui torniamo a giocare duro con SAY10, We know where you fucking live, tattoed in reverse. Il video con Depp merita l’inter album. 87!
Deathland
Sabato 25 Maggio 2019, 18.09.30
1
Un ottimo disco. Alla pari con il predecessore
INFORMAZIONI
2017
Loma Vista Recordings/Caroline International
Industrial
Tracklist
1. Revelation #12
2. Tattooed in Reverse
3. WE KNOW WHERE YOU FUCKING LIVE
4. SAY10
5. KILL4ME
6. Saturnalia
7. JE$U$ CRI$I$
8. Blood Honey
9. Heaven Upside Down
10. Threats of Romance
Line Up
Marilyn Manson (Voce)
Tyler Bates (Chitarra, Tastiere)
Twiggy Ramirez (Basso)
Gil Sharone (Batteria)

Musicisti Ospiti
Dana Dentata (Cori nella traccia 9)
Roger Joseph Manning Jr. (Clavinet nella traccia 10)
 
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