Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Selvans
Faunalia
Demo

Bullet Ride
The Choice
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

19/11/18
STRANABESTIA
Stranabestia

21/11/18
MADDER MORTER
Marrow

23/11/18
ACCEPT
Symphonic Terror – Live at Wacken 2017

23/11/18
SINBREED
IV

23/11/18
SONS OF LAZARETH
Blue Skies Back To Grey

23/11/18
EMBRYONIC CELLS
Horizon

23/11/18
CORPSESSED
Impetus of Death

23/11/18
UNEARTH
Extinction(s)

23/11/18
KALIDIA
The Frozen Throne

23/11/18
TRAGODIA
Before the Fall

CONCERTI

18/11/18
MYSTIFIER + MALVENTO + CRAVEN IDOL + GUEST
TRAFFIC CLUB - ROMA

18/11/18
SHINING (NOR) (ANNULLATO!!!)
CYCLE CLUB - CALENZANO (FI)

18/11/18
ELECTRIC WIZARD + UFOMAMMUT + HUMULUS
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

18/11/18
ATHROX + SCUM + COLONNELLI
FAQ - GROSSETO

20/11/18
SLAYER + LAMB OF GOD + ANTHRAX + OBITUARY
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

21/11/18
MUDHONEY + PLEASE THE TREES
LOCOMOTIV - BOLOGNA

22/11/18
MUDHONEY + PLEASE THE TREES
LARGO VENUE - ROMA

23/11/18
MUDHONEY + PLEASE THE TREES
SANTERIA SOCIAL CLUB - MILANO

23/11/18
METHEDRAS
THE OLD JESSE - SARONNO

23/11/18
CORELEONI + UNDERSKIN + REDEEM
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

CCCP - Fedeli alla Linea - Socialismo e Barbarie
06/09/2018
( 1271 letture )
Ogni opera d'arte, o comunque dell'ingegno umano, ha bisogno di essere inquadrata all'interno di un preciso contesto storico ed in un fluire di eventi per essere interamente compresa. Parlando di musica, esistono dischi frutto di un determinato passato, che sono stati capaci di influire sul loro presente e di cambiare in qualche modo la percezione di ciò che è venuto dopo. Se poi questi contengono sia elementi descrittivi irripetibili e peculiari del momento in cui uscirono e risultano anche un piccolo/grande archivio storico, che altri ancora (tristemente) moderni e capaci di parlare alla società contemporanea avendone individuato alcuni tratti peculiari interpretando quelli del suo tempo e prefigurandone alcuni sviluppi, si può parlare di capolavoro. Di quanto fatto dai CCCP - Fedeli alla Linea prima di Socialismo e Barbarie si è già occupata la recensione di 1964 - 1985 Affinità-Divergenze fra il Compagno Togliatti e Noi, che contiene al suo interno tutti gli elementi necessari per arrivare a questa lettura con le necessarie informazioni, laddove non già possedute. Prima di affrontare i contenuti musicali dell'LP, però, è necessario aggiungere alcuni altri elementi preliminari.

Come accade ancora oggi spesso quando un gruppo di nicchia che si costruisce una solida fama underground passa ad una major -ma in maniera molto più estremistica trattandosi di un ambiente come quello punk emiliano, dai fortissimi connotati etici e politici- l'abbandono della Attack Punk Records da parte della band (per ulteriori approfondimenti si veda la serie Italia Hardcore Punk, in particolare le puntate 1 e 2) provocò fortissimi risentimenti nei loro confronti da parte della frangia più pura del movimento Punk e questo nonostante la presenza in formazione di Carlo Chiapparini, ex Anna Falkss, R.A.F. Punk e coinvolto direttamente nella Attack Punk Records. Inutile tornare a posteriori su questo aspetto della vicenda, anche perché valutare l'accaduto compiutamente da questo punto di vista ci porterebbe inevitabilmente OT, anche considerando le grandi titubanze della band fino alla firma con la Virgin. Tuttavia, sono ancora interessanti le dichiarazioni rilasciate da un evidentemente più convinto Giovanni Lindo Ferretti al momento dell'uscita del disco:

Il nostro rapporto con la casa discografica non è mutato sostanzialmente passando dall'Attack Punk alla Virgin, pur se riconosciamo la notevole diversità presente sul piano dell'organizzazione e la distribuzione dei nostri prodotti. Resta il fatto che noi realizziamo dischi e quando decidiamo di farne uno portiamo il master e la copertina alla Virgin, che si occupa di stamparli e distribuirli, proprio com'era con l'Attack Punk. Non siamo, d'altra parte, mai stati legati ideologicamente al circuito indipendente.
(Lindo Ferretti ad Alberto Campo, giornalista di Rockerilla, nel numero 83/84 del Luglio/Agosto 1987 contenente, per la cronaca, anche articoli su Death SS e Celtic Frost).

E prima ancora:
Noi in quattro anni siamo cresciuti e anche il numero dei nostri sostenitori, ma l'Attack Punk non è cresciuta. Mi spiego meglio: essendo restata piccolina, poca gente ci lavora e le richieste sono tante, le cose da fare in una casa discografica sono tante (produzione, promozione, pubblicità, seguire i gruppi, etc. etc.) e un nucleo ristretto di persone non può fare tutto.
(Da una intervista a G. Moyet di "Vinile" -1986/87 ca.).

E ciò chiude la questione dal punto di vista della band.
Andando al disco, già il titolo si poneva in un certo modo. Evidente parafrasi in positivo di quel Socialismo O Barbarie presente nello Juniusbroschüre di Rosa Luxemburg, ("ci piace la presenza nella società tanto di elementi di socialismo quanto di elementi di barbarie"), l'album segnava uno stacco per alcuni versi molto netto rispetto al passato, già annunciato dal singolo Oh! Battagliero/Guerra e Pace che tanto disorientò i loro seguaci della prima ora, -45 giri "due canzoni e un proclama" letteralmente imposto dal gruppo alla casa discografica e poi inserito nella ristampa su CD dell'opera- ma anche la riconferma dei profondissimi legami con la cultura di una certa società sovietica. A partire dalla copertina, su cui spiccano la linea di montaggio della Fiat 124, modello di grande successo a cavallo tra la fine degli anni 60 e la prima parte degli anni 70, ma prodotto in U.R.S.S. molto più a lungo come Lada Zhiguli in quel di Togliatti (la città) ed ancora costruita in Ucraina ed in Egitto, ed il logo del gruppo restituito in salsa Fiat degli stessi anni. In basso a destra, poi, Fatur-artista-del-popolo-italiano è intento a torturarsi con una tavola chiodata. A venire fuori in maniera evidente, però, sono anche delle aperture/affinità verso/con un mondo islamico che proprio in quegli anni cominciava ad essere massicciamente presente in Europa con annessi e connessi. Ed anche qui, in parte, i testi e le musiche di Socialismo e Barbarie prefigurarono scenari che poi si sarebbero sviluppati ed atteggiamenti occidentali con cui oggi abbiamo giornalmente a che fare. Nulla di più sovietico, comunque, di A Ja Ljublju SSSR, un adattamento dell'inno nazionale del Paese di Lenin su cui è stato "appoggiato" un testo firmato Ferretti/Zamboni con lo scopo dichiarato di conservare il feeling retorico di quello che, in definitiva, resta un inno nazionale anche in questa versione. E lo resta così tanto che quando fu eseguito in terra sovietica, i militari presenti scattarono tutti sull'attenti non appena ne riconobbero le prime note. Surf rock che risuona inizialmente con Per Me Lo So, una delle poche canzoni composte con lo scopo di essere inserite nell'album appena prima dell'inizio delle registrazioni. Tutto molto semplice: un surf concepito per essere trasformato in un punk-rock rustico e villano che ricorda quello dei Ramones e svolge il suo compito nel giro di poco meno di due minuti e mezzo. Ancora più corta Tu Menti, scritta tempo prima come atto di ossequio verso i Sex Pistols -più o meno nel periodo immortalato da Live in Pankow- ma mai venuta alla ribalta o tenuta in considerazione per i concerti, se non in occasioni molto sporadiche. Il testo, nonostante venga ricondotto a mero omaggio alla band di Rotten & C., contiene soprattutto dei rimandi e delle citazioni riferibili ad atteggiamenti e modi di essere e di dire dei giovani del tempo, per poi virare su suoni e storie più fosche in occasione del ritornello. Uno dei momenti più noti dell'album è poi quello rappresentato da Rozzemilia, ideale prosecuzione ed evoluzione di Emilia Paranoica che è, nonostante qualche possibile fraintendimento, anche una dichiarazione di amore per la terra che ha dato i natali al gruppo. Prendendo le mosse da una dichiarazione dell'Arcivescovo di Bologna che parlava di "città di gente sazia e disperata" in una accezione palesemente negativa, quelle stesse parole, interpretate da Ferretti in modo diametralmente opposto, diventano un vanto. Per la precisione "un vanto che si possa sostenere che gli emiliani sono sazi, un vero piacere. La disperazione, se vuoi, è invece una qualità antropologica, come la paranoia". La canzone, corta e irriverente come solo certe cose Punk possono essere, esplode letteralmente sulla voce di Ferretti e su un testo al vetriolo.

Dammi una mano, dammi una mano, ad incendiare il Piano Padano

L'effetto fisico di Stati di Agitazione è ancora intatto. Ansia, battito accelerato, senso di non possesso delle contrazioni muscolari, scarsa lucidità mentale; raramente un titolo è stato così aderente alla canzone che marchia. Brano (?) concepito in realtà per poter concedere a Danilo Fatur/Josè Lopez Macho Frasquelo, "l'artista del popolo" che si esibiva col gruppo durante i live di mettersi in luce, è concepita a monte proprio con questo scopo, partendo dalla registrazione del respiro di Fatur cui vennero sovrapposti "a strati" gli altri strumenti, fino a concludere con la voce. E tale e tanta è l'agitazione (appunto) prodotta da quei quasi cinque minuti di alterazione della coscienza, che gli spiazzanti ricordi di un'infanzia cattolica di un Ferretti fino a quel momento apparentemente lontano da quel mondo una volta adulto -ricordi che poi ritorneranno prepotentemente nella sua vita già a partire dal periodo immediatamente posteriore a questo album- servono anche a riportare il battito alla giusta cadenza ed a resettare la mente per proseguire nell'ascolto. Il solenne ed al tempo stesso anticipatore di suoni futuri Manifesto è un altro di quei brani composti molto tempo prima del disco e mai inseriti altrove. Il pezzo si muove con la stralunata non-classe tipica del gruppo tra citazioni maoiste, dell'eroe popolare Tayung e leniniste ribaltate.

I Soviet più elettricità
Non fanno il Comunismo
Anche se è un dato di fatto
Che a Stalingrado non passano


L'intermezzo Hong Kong, un semplice augurio di buon ritorno a casa ad una terra che si apprestava a rientrare tra le braccia amministrative della Cina, fatto poi concretizzatosi nel 1997, lascia rapidamente spazio a Sura. Ascrivibile ad Ignazio Orlando, questa preghiera quasi integralmente strumentale era una parte importante degli spettacoli live per il suo fondersi con gli elementi scenici del gruppo. Le uniche parole inserite sono quelle della Sura CIX - Al-Kâfirûn (I Miscredenti), riguardante il rifiuto del sincretismo religioso e dell'alternanza dell'adorazione tra dei ed Allah proposta dalla tribù Quraysh insediatasi alla Mecca ai tempi di Maometto, per ragioni più che altro economiche. Siamo già ad Oriente, quindi, quando le note di Radio Kabul cominciano a risuonare. Sofferta nelle parole e nelle note, esprime anche una lacerazione interna alla band, che poco dopo la pubblicazione dell'album la descriveva così nelle parole di Lindo Ferretti:

esprime ciò che di peggio può succedere a un comunista dei giorni nostri. Un popolo viene massacrato perché è barbaro, arretrato e si presta a giochi politici estranei a suoi interessi. Il fatto è che sta dimostrando di volerci credere sino in fondo. Pensate, poi, che noi sosteniamo la causa dell'islamismo e vi renderete conto di quale trauma nasconde Radio Kabul.
(Ancora dall'intervista di cui sopra)

E proprio il tema di quell'Islam che stava cominciando in quegli anni a rappresentare un fenomeno importante in Europa insieme all'immigrazione africana nella sua generalità, viene affrontato dalla conclusiva Inch'Allah - Ça Va, con la presenza anche di Ben Ayeid Abderraouf. Ciò specialmente per quanto attiene a quella Africana, insediatasi in buona parte in quella Francia colonialista in cui gli emigrati potevano usare la loro stessa lingua. Da qui l'uso del francese nel testo. Facente parte del lotto delle canzoni scritte appena prima di entrare in studio, si basa su un ritornello proposto da Fatur al ritorno da un suo viaggio, sviluppato ed integrato da citazioni di Victor Hugo e sulla preoccupazione per fenomeni di razzismo becero che già allora -siamo nel 1987- rappresentavano un problema poi diventato intollerabile ai giorni nostri.

Meravigliosamente indigesto anche dopo così tanti lustri dalla sua uscita, Socialismo e Barbarie era un ponte steso tra l'Emilia e le Repubbliche Asiatiche ed islamiche inglobate nell'U.R.S.S. -perché a quelle facevano riferimento culturalmente i CCCP e non tanto all'U.R.S.S. nel suo complesso- passando dalla Berlino turca e punk di Kreuzberg. Molte altre considerazioni potrebbero essere fatte su questo step evolutivo dei C.C.C.P - Fedeli alla Linea e su quanto sarebbe accaduto dopo, ma basta aggiungere ancora qualche parola degli interessati per inquadrare l'essenza intera dell'album:

Il titolo si prendeva gioco del dilemma "socialismo o barbarie", per cui o si era socialisti o si ricadeva nella barbarie, mentre la nostra percezione era che il socialismo facesse parte della barbarie e che noi indubbiamente fossimo barbari.

Tutto il resto è conseguenza dell'assunto.



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
77.28 su 7 voti [ VOTA]
Kuix79
Sabato 13 Ottobre 2018, 21.26.15
27
Secondo solo ad Affinità e Divergenzè...in tutti i sensi. Ennesimo Capolavoro post punk di Ferretti e Co.!
Raven
Mercoledì 3 Ottobre 2018, 13.52.59
26
Non lo ha frainteso, è voluto.
JC
Mercoledì 3 Ottobre 2018, 13.51.31
25
Non il migliore disco dei CCCP, ma comunque storia. Una precisazione alla nota sul titolo: se é riportata correttamente allora la band ha evidentemente frainteso il senso di Socialisme ou barbarie. Tale slogan (che sarà negli anni 50 il nome di una rivista e di un gruppo politico troztkista) va letto in primo luogo in senso anti stalinista, ovvero: o si realizza il socialismo (e l'assunto é che i paesi staliniani siano capitalismo di stato) o, in un modo o nell'altro, ci aspetta solo la barbarie. In questo senso mi pare che lo slogan sia stato una facile ma realistica profezia.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 3 Ottobre 2018, 13.40.12
24
Mi sanno tanto di cose goliardiche universitarie. Ma il sempre eccellente Monsieur Raven se ne è innamorato...
essai
Martedì 25 Settembre 2018, 13.47.13
23
essai
Ilnuraminis
Venerdì 14 Settembre 2018, 7.08.04
22
CAPOLAVORO!
jeffwaters
Giovedì 13 Settembre 2018, 18.08.15
21
Opera d'arte...
Area
Giovedì 13 Settembre 2018, 9.32.23
20
Mai seguiti più di tanto... non mi dispiaceva qualche classico tipo "Sono come tu mi vuoi" o "Le qualità della danza". Non ho mai apprezzato il modo "particolare" di cantare di Ferretti. Alla fine della fiera li conobbi tramite i LItfiba. Comunque ringrazio CCCP e CSI per aver creduto nei Marlene Kuntz.
ObscureSolstice
Giovedì 13 Settembre 2018, 1.52.08
19
Lindo no non mi sta sui maroni, per un tempo l'ho seguito ma era solo dettato dalla sua follia. Dopo la sua e' divenuta incoerenza coi suoi varianti stati d'animo. Uno col nome CCCP non se lo puo' permettere. Anche se le canzoni rimangono. Sei tu sei tu sei tu chi può darti di più
No Fun
Giovedì 13 Settembre 2018, 1.06.44
18
@Duke non ti piace il religiosissimo Lindo che già negli anni ottanta diceva che solo i religiosi potevano insegnargli qualcosa? E che poi disse che il suo maestro era Ratzinger?
duke
Mercoledì 12 Settembre 2018, 20.42.40
17
noiosi come tribuna elettorale....
Alex Cavani
Lunedì 10 Settembre 2018, 18.21.33
16
@No Fun Ah ecco, allora tutto nella norma ahah, se mi avessi detto che esisteva un qualcosa di simile mi sarei fiondato alla ricerca immediatamente! Comunque sì, l'avevo citato nella prima rece dei CSI, perchè per me quello è un capolavoro totale. Spero che venga recensito un giorno da Raven
No Fun
Lunedì 10 Settembre 2018, 18.19.43
15
@Alex, ho scritto male, intendevo che l'ideale sarebbe avere un dvd, ma no non credo esistano, dovrebbe esserci un documentario sul tubo, qualche video come quello con Amanda Lear... poi boh... Il dvd di cui parli me l'ero già segnato da prendere dopo che l'avevi citato forse sotto una rece dei CSI
Alex Cavani
Lunedì 10 Settembre 2018, 18.08.04
14
@No Fun Ma ne esistono di dvd live dei CCCP? Perchè qualche videuzzo l'ho visto in giro, ma non ho mai trovato nulla di ufficiale (me neanche bootleg o altro), sarebbe bellissimo poter vedere qualcosa di "integro". L'unico dvd che consiglierei ad occhi chiusi a chiunque è quello che accompagna il live "La terra, la guerra, una questione privata", uno dei miei dischi preferiti in assoluto di sempre, ma parliamo già di CSI...
Hard N' Heavy
Lunedì 10 Settembre 2018, 17.57.19
13
@Alex Cavani @No Fun grazie ragazzi
No Fun
Lunedì 10 Settembre 2018, 17.06.09
12
@Hard N Heavy, quoto @Alex Cavani, anche secondo me è il migliore dei CCCP, non l'ho citato nel post sotto perché è una raccolta ma i CCCP le cose migliori le facevano live. Meglio ancora sarebbe prendere un dvd per capire la follia del gruppo. Se poi ti fa cagare ti offriamo una birra.
Alex Cavani
Lunedì 10 Settembre 2018, 17.01.12
11
@Hard N' Heavy "Live in Punkow" è il mio disco preferito dei CCCP, quindi io ti dico di sì a prescindere: i suoni sono belli rozzi, nessun ritocco e tutto genuino. In certi punti riesce davvero a trasmetterti la carica che un live di questi ragazzi poteva darti. E poi ci sono delle chicche, come la siglia di Aiazzone e le due tracce finali nascosta che ancora oggi sul web non si trovano. Prendilo subito!
Hard N' Heavy
Lunedì 10 Settembre 2018, 16.53.41
10
ciao a tutti, voglio un consiglio sui cccp, la feltrinelli ha Live In Punkow che faccio lo compro? sono indeciso, vi prego aiutatemi anche tu Raven. Grazie a tutti
No Fun
Domenica 9 Settembre 2018, 20.08.47
9
@Obscure, ah ah ti sta proprio sui maroni il Lindo! Guarda, adesso è diventato religioso regionalista di destra però non è che prima non lo fosse, basta ascoltare la canzone "Madre" che è una preghiera (bellissima) alla madonna. Lo stesso "comunismo" era vissuto da lui in modo religioso, come fosse la religione della sua regione, con le case del popolo al posto della parrocchia. Solo che quella religione è crollata. Però è una personalità forte ed eccentrica che è stata importante per certa musica italiana, non è un rosicone, quindi pensavo potesse non dico piacerti ma avere rispetto sì, cioè a me di difendere il Ferretti importa niente, mi ha solo incuriosito il tuo "attacco". Ah, secondo me comunque i migliori dei CCCP sono gli EP "compagni cittadini fratelli partigiani " e "ortodossia II" e l'album "canzoni preghiere danze del secondo millennio" (dove c'è anche "Madre").
ObscureSolstice
Sabato 8 Settembre 2018, 20.43.29
8
il logo e' uguale a quello della Fiat. Ma loro sono punk sovietttt..col portafogli nella tasca destra. Certo, tutto il resto è conseguenza dell'assunto...di tutto quello che ha assunto Lindo Ferretti per blaterare cio' fin quando gli e' servito e usato come uno sgabuzzino...l'ho visto una volta, era un relitto. Ora voglio vedere il fenomeno che ha dichiarato mentendo, che non parla e non e' una band di politica. Tu menti (cit.)
Kai Shiden
Venerdì 7 Settembre 2018, 21.16.54
7
Altro capolavoro, Raaaaaadioooooo Kaaaaaaaabuul!
Stef
Venerdì 7 Settembre 2018, 15.30.46
6
Con il senno di poi direi che la barbarie stia ampiamente dilagando..ma voglio essere ottimista e' un momento passera'... forse meno sanguigno ed aspro nella resa timbrica di "Affinita' Divergenze" e' sicuramente una sua evoluzione sopratutto nella maturita' dei testi, la denuncia tramite un mezzo artistico della protervia sociale ed inviduale non era e non e' una novita' ai CCCP va' il merito di aver proposto, e riscuotendo anche notevole attenzione, la loro visione.
Fabio Rasta
Venerdì 7 Settembre 2018, 10.13.15
5
Vi sono molte persone che considerano FERRETTI (vedasi commenti Affinità-Divergenze...) una sedicente sorta di profeta o divulgatore politico o quant'altro di simile. Secondo me non ha mai preteso ad ambire a tale impegnativo ruolo, ma, nei suoi testi, e soprattutto nelle prime composizioni, si limitava a descrivere,con la sua particolare ironica sagacia, situazioni cui chiunque poteva assistere nell'Italia, e + nella fattispecie nell'Emilia, di quegli anni ambigui di passaggio. Detto ciò, questo disco mi è sempre piaciuto meno del precedente, in quanto musicalmente meno ispirati, e con testi + intellettuali e meno sanguigni. Tutto il disco, a parte alcuni ovvi episodi, mi ricorda + un incomprensibile articolo di Lotta Comunista, che un anatema di un gruppo di ragazzi ispirati dal Punk. Va detto che io sono un caprone e che se si mettono di fila 3 parole difficili vado subito in confusione. E pur concedendomi i miei limiti, mi sento di affermare che, pur essendo un disco valido, non vale quanto il precedente.
Alex Cavani
Venerdì 7 Settembre 2018, 10.10.09
4
Il mio primo disco acquistato dei CCCP, in un negozio di Modena nascostissimo che ormai non esiste più purtroppo... Quanti ricordi legati a questi pezzi, tra i miei preferiti sicuramente "Tu menti" e "Rozzemilia", quasi hardcore nella sua asprezza. Recensione bellissima e impeccabile e voto quasi ininfluente, come tutte le opere dei CCCP che, opinioni politiche a parte, in quanto vere opere d'arte (almeno secondo me), vanno prese e godute come tali.
oxox
Venerdì 7 Settembre 2018, 9.19.30
3
Una palese presa per il culo alla Fiat pregando Allah? una barbaria.. Sembra la barzelletta su Cimmino
No Fun
Giovedì 6 Settembre 2018, 23.49.56
2
La frase citata da Raven alla fine, dice tutto, è il commento definitivo su questa band geniale.
Nòesis
Giovedì 6 Settembre 2018, 23.04.37
1
Primo voto mio, disco che ascolto da anni ed ogni volta è emozionante come la prima. Qua c'è dentro tutto e il suo contrario, esattamente come la personalità del Ferretti. Assieme a Ko del Mondo e Tabula nel podio olimpico della sua produzione
INFORMAZIONI
1987
Virgin Records
Post Punk
Tracklist
1. A Ja Ljublju SSSR
2. Per Me lo So
3. Tu Menti
4. Rozzemilia
5. Stati di Agitazione
6. Libera me Domine
7. Manifesto
8. Hong Kong
9. Sura
10. Radio Kabul
11. Inch'Allah - Ça va
Line Up
Giovanni Lindo Ferretti (Voce)
Massimo Zamboni (Chitarre)
Carlo Chiapparini (Chitarra)
Ignazio Orlando (Tastiere, Basso, Drum machine)
Danilo Fatur (Artista del popolo, Cori)
Annarella Giudici (Benemerita soubrette, Cori)
 
RECENSIONI
95
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]