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Attila - Soundtrack To a Party
07/09/2018
( 410 letture )
Attila: flagello di Dio? Storico condottiero noto perché dovunque passasse con le sue truppe non crescesse più l’erba? Alter ego di Diego Abatantuono? Senza dubbio questo nome richiama tutto ciò, ma per gli amanti del metal core / modern metal è anche e soprattutto il monicker di una delle band più irriverenti, sfacciate e fuori dagli schemi della scena. Monicker dunque appropriato soprattutto se prendiamo in considerazione la prima parte della carriera della band, selvaggia, acre e rozza, con la parvenza di un unico scopo: far casino e creare scompiglio.L’album preso in questione è non a caso il secondo della band, che nella sua trivialità va già a profilare alcuni degli stilemi della band, poi affinati e imbellettati per giungere a una versione 2.0 – sempre impudente e svergognata ma più edulcorata a livello di sound e produzione- degli Attila con il loro ultimo lavoro Chaos, passando per album come Rage e A Guilty Pleasure.

Fronz e compagni non te la mandano a dire: spudorati e fieri di esserlo, non sanno cosa sia il perbenismo e per loro non esistono mezze misure o mezzi termini, fra insulti, provocazioni e parolacce.
Sono infatti una band molto discussa e criticata da numerosi detrattori, ciò nonostante non si può negare che abbiano avuto il loro ruolo e abbiano saputo dire la loro musicalmente.Soundtrack to a Party mischia hardcore, metal core e deathcore con sprazzi di nu metal e ha una produzione primordiale forse scelta appositamente per dare questo aspetto al lavoro o forse per carenza di mezzi; fatto sta che l’impressione di una registrazione in presa diretta ben accompagna le distorsioni acide e la voce caustica del singer Fronk (detto non a caso Fronzilla in quanto icona di irriverenza). Abbiamo inoltre una melodia che pare distorta e si alternano armonie e dissonanze spicciole e d’impatto, così come lo sono i soli di chitarra. Le linee vocali sono spesso estremizzate e velocissime alternando acuti e screaming graffianti a suoni gutturali.

Le sonorità elettroniche vengono inserite come cornice –in maniera piuttosto rozza e non corredate di tutti i suoni digitali attuali- e ne abbiamo il primo esempio nell’intro Let’s Start The Party. Non abbiamo presenza di vera e propria voce pulita che verrà abbracciata solo successivamente, piuttosto un cantato/parlato punk hardcore così come l’attitudine che si palesa fin dal primo pezzo One Night Stand. La folle Soda in a Watercup dà evidente prova dello stile ibrido di questo lavoro fra deathcore, metal core e nu metal , così come la cattivissima Deuce Deuce. Breakdown taglienti sparsi a manciate con apice sul pezzo You Looked a lot better Last Night dove non mancano anche cori in pieno scuola hardcore. Menzione d’onore per Belligerent, il cui titolo già rende l’idea della baldanza dei nostri nella loro guerra al perbenismo, cosi come il testo e la musica sono rappresentativi del loro essere totalmente in your face.

Per concludere, il disco si rivela un lavoro significativo per la carriera del gruppo e più in generale audace per quanto riguarda la sperimentazione nel mescolare vari generi, con esiti dall’ascolto né scontato né facile. Infatti se gli Attila attuali sono decisamente più orecchiabili, questo lavoro pur d’impatto necessita di un ascolto molto più attento per essere compreso. In ogni caso accademia sia prendendo in considerazione la band che la NWOAHM e la scena modern metal ancora aggrappata a un’attitudine e a una produzione old school.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2008
Statik Factory Records
Metal Core
Tracklist
1. Let’s Start The Party
2. One Night Stand
3. Belligerent
4. Soda In a Water Cup
5. Deuce Deuce
6. Lemme Get a Newport
7. Sunset and Death Threats
8. Unbelieveble
9. What Would Kimbo Slice Do
10 . You Looked a Lot Better Last Night
Line Up
Chris “Fronz” Fronzak (voce)
Chris Linch (Chitarra)
Kalan Blemh (Basso)
Bryan McLucre (Batteria)
 
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