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Destruction - Metal Discharge
07/09/2018
( 674 letture )
Per un amante del thrash old school gli anni novanta sono stati veramente un'ecatombe senza precedenti: i Metallica partorivano Load e Reload, cambiando totalmente genere e deludendo pressoché ogni fan non incline al cambiamento, gli Slayer pur mantenendo un'identità propria sperimentarono nuove sonorità avvicinandosi al groove mentre i Megadeth seguivano la rotta imposta dai Metallica, partorendo uno dei dischi più piatti -per non dire altre volgarità- di sempre, ovvero Risk (il quale aveva pure una copertina orrenda). In Germania le cose non andavano meglio, in quanto anche i Kreator si avvicinarono ad altri generi, producendo un album controverso come Endorama (anche se già con Outcast si sentivano pesanti cambiamenti). Band come i Destruction, dopo lo scarso successo avuto con Cracked Brain (1990) reagirono in maniera differente, ovvero si misero in silenzio per tutto il decennio in attesa di momenti migliori. Questi ultimi sarebbero arrivati all'alba del nuovo millennio attraverso il cosiddetto Revival Thrash.

Potremmo stare ore a parlare degli album usciti in questo periodo, ma non è questo il luogo, siamo qui a parlare dei Destruction, ovvero di una delle band che fanno parte dei Big Four teutonici assieme a Tankard, Sodom e Kreator. Dopo quindi dieci anni di silenzio i nostri ritornarono alla grande nel 2000 con All Hell Breaks Loose prodotto dalla Nuclear Blast. Un album roccioso violento e brutale che preparava il terreno a The Antichrist, vero capolavoro della band assieme ad Eternal Devastation (1986). All'interno di quest'opera troviamo tutto quello che saranno i Destruction da qui in avanti, ovvero riff aggressivi e taglienti, poca tecnica ma al tempo stesso tanta, tanta violenza. Il sound proposto era veramente pieno ed ostico, portava l'ascoltatore a dover procedere con cautela elaborando pian piano il sound corposo e moderno che il disco proponeva; replicare un tale album dunque era impossibile, le aspettative verso il loro successivo lavoro erano però aumentate data la qualità delle loro ultime produzioni.

Metal Discharge paga dunque il fatto di essere uscito dopo due dischi ottimi, di cui uno un vero e proprio capolavoro del thrash. Fare di meglio era impossibile e la band, conscia di questo, procedette dunque all'interno di un sentiero battuto e fece quello che sapeva fare meglio, ovvero spingere l'acceleratore a mille e produrre riff che ti si piantano diritti nel cervello. Esempio lampante è la terza traccia del disco, Ripping the Flesh Apart che nonostante sia la più lunga del lotto riesce ad essere fresca ed energica grazie proprio ad un riff granitico. Quello che è il punto di forza del disco, ovvero la costruzione ritmica, ne è anche il punto debole. Tre album in quattro anni hanno portato Schmier e soci ad una carenza di idee pure su quel lato dove la band ha sempre dimostrato la sua forza: la prima traccia, ovvero The Ravenous Beast, dimostra perfettamente ciò che intendiamo dire, cioè che mentre la si ascolta si ha una fastidiosa sensazione di déjà-vu persistente, il che è un peccato. La produzione inoltre a differenza di The Antichrist è più grezza nei suoni. Questo può far piacere ai fan di vecchia data ma il sound manca proprio della pienezza che caratterizzava The Antichrist e che lo rendeva così infernale. In stato di grazia invece Schmier a livello vocale, abrasivo e tagliente come un rasoio. Difficilmente lo ritroveremo a questi livelli in futuro.

Nel disco bonus troviamo delle demo e delle cover, ben fatte e curate quelle di Whiplash, classico dei Metallica e quella di Killers degli Iron Maiden. In definitiva Metal Discharge è un disco altalenante, ricco di ottime tracce e scorrevole nella sua durata ma al tempo stesso rivela in parte la mancanza di idee che avrebbe colpito la band con Inventor of All Evil.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
78 su 3 voti [ VOTA]
Area
Martedì 11 Settembre 2018, 15.03.05
3
In quell'epoca ormai distante che fu la metà degli anni 2000 non era raro imbattersi nel video di Ravenous Beast ai tempi di Rock TV durante lo speciale settimanale dedicato ai video metal. Praticamente da qui partì il mio interesse per questa band, tra le poche del genere non americane insieme ai Tankard a convincermi fino in fondo. Imparagonabile ai classici degli esordi sia per sound diverso che per produzione resta comunque un buon album con cui cominciare.
Antonino
Martedì 11 Settembre 2018, 10.38.29
2
Per me è il secondo disco più bello dal 2000 in poi, sotto a spiritual genocide
Bestial Invasion 98
Venerdì 7 Settembre 2018, 23.45.34
1
D’accordo con la rece, un disco discreto ed inferiore sicuramente a The Antichrist, ma sicuramente migliore dei 3 successivi secondo me. Voto 70
INFORMAZIONI
2003
Nuclear Blast
Thrash
Tracklist
1. The Ravenous Beast
2. Metal Discharge
3. Ripping the Flesh Apart
4. Fear of the Moment
5. Mortal Remains
6. Desecration of the New Age
7. Historical Force Feed
8. Savage Symphony of Terror
9. Made to Be Broken
10. Vendetta
Line Up
Marcel Schmier (Voce, Basso)
Mike Sifringer (Chitarra)
Marc Reign (Batteria)
 
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