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Satan - Cruel Magic
07/09/2018
( 1234 letture )
Squadra che ri-vince non si cambia: così devono essersi espresse le menti (o la mente) che tirano le fila di una band di assoluto culto, una di quelle di cui non si può dare per scontata la popolarità ma sicuramente l’importanza che a suo tempo rivestì all’interno della scena. Segnatamente, ci riferiamo ai Satan e li descriviamo come squadra ri-vincente poiché con il loro ritorno in pista nel 2013 in rigorosa formazione originale hanno riscosso ampi consensi in ogni dove per una doppietta che, a parere di molti, rappresenta quanto di meglio mai realizzato dai tempi del celeberrimo Court in the Act (contando anche gli album usciti sotto Blind Fury e Pariah). Ecco perché era impensabile fermarsi una seconda volta e, dopo Atom by Atom, abbiamo tra le mani il terzo lavoro post reunion, intitolato Cruel Magic: inutile spiegare il genere in questione, esso come prevedibile non è mutato e ha riconfermato la sopravvivenza di una sorta di cimelio storico, un “ritrovamento” che può solo fare del bene all’intero heavy metal grazie alla propria atavica semplicità e al ritorno verso le radici di questo suono. I cinque provenienti da Newcastle upon Tyne chiaramente non sono più dei fanciulli e i conti con l’età tocca anche a loro affrontarli, ma nel complesso si dimostrano abbastanza performanti ed è per questo che da parte nostra era lecito aspettarsi molto di più, almeno a livello di songwriting.

La copertina dell’LP è ormai una sicurezza, con il nostro magistrato della morte stavolta intento a prelevare (oppure immergere) un corpo dall’interno di una vasca già “riempita” a dovere: realizzata dal fedele Eliran Kantor, la cover è stata definita con stupore dal chitarrista Russ Tippins “opera d’arte inquietante ed abbastanza stridente” affermando inoltre che l’artista non avrebbe seguito i testi presenti in Cruel Magic come ispirazione. Infatti, a scanso di equivoci, nonostante il moniker farebbe legittimamente pensare ad altro, i Satan hanno sempre trattato di argomenti sociali ed impegnati anche politicamente, lasciando il demonio e i suoi orpelli sullo sfondo, relegandolo a mera personificazione del Male esistente nel mondo. Un esempio di ciò lo troviamo nella penultima traccia, Ghosts of Monongah, dedicata alla strage dell’esplosione all’interno della famosa miniera in Virginia. Fedeli alfieri della NWOBHM dal 1979, gli inglesi non sono mai riusciti a ritagliarsi un posto nell’Olimpo accanto a Maiden, Priest e Saxon e questo perché probabilmente dalla loro discografia il meglio che si può estrapolare non può raggiungere in termini di pathos e composizione i limiti celestiali fissati dai suddetti gruppi; diciamo che le pietre di paragone adatte possono essere band quali Angel Witch e Grim Reaper, senza mancare per nulla di rispetto alle loro onorate carriere. Cruel Magic purtroppo registra un passo indietro rispetto ad Atom by Atom per una ragione molto semplice, sarebbe a dire la percepita mancanza di energia e/o convinzione: è stato prodotto il classico album di mestiere, cosa che i Satan ti piazzano senza la minima fatica data la loro esperienza, nel quale sono inserite poche e parsimoniosamente abbozzate idee. Alcuni pezzi addirittura spariscono dai radar nel tempo di trenta secondi dall’ascolto a causa della propria inconsistenza o della riproposizione di vetuste soluzioni senza mordente. La produzione sicuramente non aiuta in tal senso risultando fin troppo scarna, ma fortunatamente qualche piccolo bagliore c’è e ci riferiamo a My Prophetic Soul, cavalcata maideniana che finalmente tira fuori il meglio da ogni singolo componente: Brian Ross si conferma ottima ed evocativa voce, anche se in questo platter non si è dimostrato troppo costante e in alcuni frangenti ha peccato di intensità; Tippins e Ramsey fanno coppia fissa da secoli e sfoderano un paio di riffoni niente male; la sezione ritmica fa il suo con il basso di English sugli scudi (il quale, ricordiamo, condivide con Ramsey da ventotto anni la conduzione degli Skyclad). Altre composizioni gradevoli possono essere ricercate in Legions Hellbound e nella title track, ma sfortunatamente svolgono il ruolo di lievi eccezioni in contrasto con un encefalogramma quasi piatto, mantenuto alle soglie della sufficienza unicamente grazie ad esigui contributi di uno piuttosto che dell’altro (un’armonia ben scritta, un cambio di tempo particolare, ecc.), senza alcuna continuità. La differenza tra questo Cruel Magic e il suo predecessore sul livello compositivo è ai limiti dell’imbarazzante e colpisce un calo simile proprio nel momento in cui la band si accasa presso un’etichetta importante come la Metal Blade la quale, presumiamo, si sarebbe aspettata ben altro risultato.

La vena creativa è esaurita? Serve una nuova pausa? Fosse così non ci sarebbero più dubbi sulla fragilità insita nei Satan e avremmo un’ulteriore motivazione del perché la loro carriera sia stata talmente altalenante. Tuttavia i dati di vendita o di accoglienza live dei nuovi pezzi potrebbero smentire clamorosamente le nostre tesi, al che i Nostri continueranno per altri dieci anni a produrre hard ’n’ heavy di media caratura e ciò sarà nient’altro che cosa buona e giusta. In un periodo prolifico come quello contemporaneo, in cui stiamo vedendo molte ottime uscite (Rainier Fog l’ultima in ordine di tempo), ignorare Cruel Magic è possibile, addirittura consigliabile per chi non dispone di numerose ore da dedicare all’ascolto; se invece difficilmente vi addentrate in territori che nulla hanno a che fare con indumenti in pelle rigorosamente attillati, stivali a punta e borchie, date anche voi una possibilità al nuovo disco dei Satan. Senza sperarci troppo però.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
76.5 su 6 voti [ VOTA]
Nòesis
Venerdì 14 Settembre 2018, 11.13.09
13
Ma infatti non è che ho ragione io oppure hai ragione tu, rispetto il tuo punto di vista e ti chiedo di fare altrettanto, fossi anche l'unico a pensarla in questo modo, senza sparate come quella con cui ti sei presentato. Sull'ultimo dei Monstrosity che dire, un ritorno a cinque stelle se non di più
STE
Venerdì 14 Settembre 2018, 10.07.38
12
Invece a me...e a questo punto A NOI... visti i commenti tutti molto positivi sul nuovo lavoro dei SATAN il disco è piaciuto ed è rimasto impresso fin dal primo ascolto! Se hai voglia di fare un giro sulle riviste specializzate vedrai che le recensioni son state tutte + che positive T assicuro che non sono un fan sfegatato dei SATAN e anzi fino a pochi giorni fa l'ho considerati un buon gruppo ma secondario rispetto ai migliori della scena, ma con questo disco davvero si sono imposti a mio parere come una delle migliori produzioni dell'anno in ambito metal classico. Inoltre credo che, indipendentemente dal genere e dai gusti personali, bisogna sempre dare un valore assoluto alle opere del quale si parla e in questa ottica ho citato TREMONTI che a mio modesto parere non può assolutamente valere 25 punti in + di SATAN! A sto punto sarei curioso di conoscere il tuo giudizio sul nuovo MONSTROSITY...
Nòesis
Giovedì 13 Settembre 2018, 10.28.02
11
E invece ti sbagli alla grande perché l'heavy classico, vero o non vero che dir si voglia, è il mio genere preferito. Semplicemente con Cruel Magic mi è capitato di dover ascoltare anche tre volte una singola canzone prima di ricordarmi qualche passaggio, sintomo di scarsa varietà e poche idee (secondo i miei canoni ovviamente). So di essere tra i pochi a pensarla così ma tirare in mezzo recensioni di altri generi per avvalorare la propria tesi non può stare in piedi: Tremonti fa una specie di mix tra rock e metal moderno ed ha una cultura/background incompatibile con quello dei Satan, sono due mondi diversi e non ha senso conforntarli se non sulla base di gusti personali
STE
Mercoledì 12 Settembre 2018, 10.57.00
10
Come puoi ben leggere a tutti i lettori l'album è piaciuto molto e fosse stato un disco di media qualità non mi sarei permesso di commentare la recensione. Tremonti c'entra perchè l'hai recensito tu con l'esorbitante voto 85 che a mio modesto parere non merita ed in ogni caso non può in alcun modo essere considerato superiore all'ultima fatica dei gloriosi SATAN! Mi son riferito al VERO HEAVY METAL come genere seminale in quanto i SATAN a questa corrente appartengono e da essa derivano...ed un recensore dovrebbe essere imparziale e capire il reale valore di un'opera prima di parlarne male o stroncarla per puro diletto o difformità con i propri gusti, deduco lontani dalle sonorità originarie del VERO HEAVY METAL!
rik bay area thrash
Martedì 11 Settembre 2018, 20.14.17
9
A me l'album è piaciuto. Molto vario e ben prodotto. Buoni i suoni delle guitar e della batteria. È nel classico trademark satan e in pieno trip n.w.o.b.h.m. per quanto riguarda la voce di ross a me non dispiace affatto. Non avrà un gran range, ma piuttosto che fare vocalizzi 'inopportuni' meglio tenersi nella 'mediana'. Sarà poi che a me piace un certo 'sound' in stile primi eighties, cioè nell' esplosione della n.w.o.b.h.m. .... bei tempi e questo album ne è parte integrante (imho)
Alessio
Martedì 11 Settembre 2018, 16.41.50
8
Massimo rispetto per recensore e il suo pensiero. Però devo dire di non condividere , per me l'album è molto buono e si lascia capire ed ascoltare già dalla prima volta. Classico stile Satan un po' cupo e voce quasi inespressiva ma inconfondibile. Io vado oltre per il momento e dico che è anche un pelino in più di Arom by Atom. Heavy onesto e sincero. Un 78.
Nòesis
Martedì 11 Settembre 2018, 10.07.46
7
Domanda da un milione di dollari per STE: cos è il vero heavy metal? Seconda domanda: che c'azzecca Tremonti con i Satan?
STE
Martedì 11 Settembre 2018, 9.01.04
6
Uno che dà 85 a TREMONTI e 60 a SATAN si commenta da solo!
STE
Martedì 11 Settembre 2018, 8.58.24
5
Se ad un recensore non piace il VERO 'HEAVY METAL....è inutile che scriva di METAL!
lucignolo
Lunedì 10 Settembre 2018, 15.52.47
4
Recensione,che al di la dell'album in questione,mi sembra un pò pesantina e non gli renda merito,ma il voto purtroppo ci sta....e pensare che le anteprime mi avevano fatto un ottima impressione.Suono pulito e scarno,senza fronzoli e orpelli,primi iron maiden,semplice arriva dritta agli orecchi......purtroppo la voce in alcuni brani risulta un pò mono-tono e non prende il volo...i brani,alcuni molto belli altri che si attorcigliano su di se e risultano "pesi" all'ascolto (ma credo sia per l'uso di tonalità quasi dissonanti o minori....non trovo il termine corretto) vedi Cruel magic o Ophidian, Who among us dopo un bellissimo intro si perde rendendosi la vita complicata,peccato davvero,Ghosts of Monongah e Mortality vedi sopra.Ripensandoci 60 è troppo poco,almeno un 70 se lo merita tutto.
freedom
Lunedì 10 Settembre 2018, 9.39.02
3
A me piace molto. Vado per un 75.
brus
Sabato 8 Settembre 2018, 18.55.50
2
Boh a me questo nuovo lavoro piace molto di più rispetto ai 2 precedenti. Ci ho trovato delle piccole contaminazioni "thrash" nell'arrangiamento di alcune songs ma il loro sound è inconfondibile. Brian Ross ha una voce interessante ma sono d'accordo nel ritenerla monocorde come dice Invictus. Piccola curiosità, voce a parte, il sound, le trame di chitarra e gli arrangiamenti mi ricordano di brutto una nostrana band degli anni 80, gli Steel Crown
InvictuSteele
Venerdì 7 Settembre 2018, 23.35.13
1
Mah, sinceramente non vedo un calo così evidente rispetto ai lavori precedenti. Questo è il classico disco alla Satan, uguale a tutti gli altri, riff linee melodiche e cambi di tempo, e voce monocorde. I Satan fanno dischi tutti uguali, inutile negarlo, ma sono pur sempre di qualità. Dalla reunion Life Sentence resta il migliore di tutti, complice qualche ritornello azzeccato e di maggior piglio. Questo qui lo metto sullo stesso piano di Atom by atom, cioè un buon lavoro. Voro 72
INFORMAZIONI
2018
Metal Blade Records
Heavy
Tracklist
1. Into the Mouth of Eternity
2. Cruel Magic
3. The Doomsday Clock
4. Legions Hellbound
5. Ophidian
6. My Prophetic Soul
7. Death Knell for a King
8. Who Among Us
9. Ghosts of Monongah
10. Mortality
Line Up
Brian Ross (Voce)
Steve Ramsey (Chitarra)
Russ Tippins (Chitarra)
Graeme English (Basso)
Sean Taylor (Batteria)
 
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