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Discharge - Disensitise
10/09/2018
( 454 letture )
Anche solo citare il nome Discharge significa avere ben presente che, qualunque cosa si vada a recensire, si è al cospetto di uno dei pochi ensemble che ha realmente vissuto sulla propria pelle e indirizzato inesorabilmente tutto il movimento hardcore e punk dalla fine degli anni ’70 ai giorni nostri; una band che ha tracciato molti confini e cancellato parecchi limiti sociali ma che, come tutti nella vita, dopo 30 anni di carriera ininterrotta ha dovuto fare i conti con instabilità interne e contrattuali, che con questo Disensitise si fanno marcati visto il passaggio dalla storica Clay Records alla sorniona e arrembante Vile Records ma soprattutto vista la sostituzione dietro il microfono del leggendario singer Cal con un’altra vecchia volpe del panorama punk inglese quale Tony “Rat” Martin, (Arbitrater,The Varukers,The Vile). Se nel 1986 con il controverso Grave New World la band inglese aveva provato strade a lei non realmente adatte e totalmente distanti da successivi capisaldi come Massacre Divine, Shooting Up The World e l’omonimo Discharge, con questo Disensitise e l’impronta del nuovo agguerrito singer i pionieri hardcore punk dello Staffordshire tornano più marci e convinti che mai: forti di una nuova linfa vitale e proiettati verso una visibilità mainstream da leggenda vivente che non avevano mai realmente considerato, la band inglese spara una dietro l’altra 14 cartucce di piombo hardcore fuso a un primordiale thrash metal, che non lasciano nessuno spazio all’originalità (e va benissimo così…) e che trasudano genuinità e voglia di rilancio sotto ogni punto di vista.

Si parte a stecca con la doppietta Blood Of The Innocent/CCTV, dove il metal punk la fa da padrone, con lo stesso ritmo praticamente per tutta la durata dei brani, l’assolo è breve e acidissimo, la voce sguaiata ma sempre sotto controllo, la sezione ritmica fisicamente al top con un Rainy al basso sempre pronto a coprire la mancanza di una chitarra sotto gli assoli del fido compare Bones, palesemente divertito a non aver perso un grammo del marciume sonoro che l’ha sempre contraddistinto. Si continua senza tregua con la punkeggiante What Method What Madness, tanto semplice e scolastica e ripetitiva nella sua esecuzione quanto coinvolgente ed efficace al punto giusto da far scaricare l’adrenalina accumulata fin’ora. L’album è un macinare ossa ininterrottamente, e se They Lie You Die richiama orde incazzate con un hardcore thrash privo di compromessi o esitazioni, Becomes Again And Again risponde all’appello con un punk thrash ignorante, fiero di essere ciò che è stato, è e sempre sarà. I brani si attestano tutti su una lunghezza che oscilla tradizionalmente tra i due e i tre minuti (con la sola eccezione di Persuasion = Power, dal ritmo inconfondibilmente punk ottantiano) e si basano praticamente su due o tre riff ciascuno, rimanendo quindi ben in testa all’ascoltatore, soprattutto nei ritornelli da cantina e ubriacatura violenta: quindi una dopo l’altra si susseguono Spoils Of War, Web Of Disadvantage e il suo “S.O.D. style”, l’accoppiata Ignorance Your Surrender/Kept In The Dark che richiama, sotto steroidi illegali e andati a male, i Motörhead più diretti e intransigenti, una You Have The Gun degna dei primissimi Onslaught e una thrashosissima Will Deceive You, a formare un quartetto di brani centrali che mostra i muscoli di una manipolo di “vecchietti” che la sa così lunga da insegnare ancora per altri 30 anni in fatto di hardcore, punk e thrash. Chiudono l’album una godereccia Beginning Of The End, da party saltellante, e una massiccia No Return, degna conclusione di un platter che trasuda ignoranza da ogni solco marchiato a fuoco in testa a suon di pugni.

Al giorno d’oggi l’hardcore punk mischiato al thrash crossover è diventato quasi una cosa standard tra le nuove leve (fra tutti Toxic Holocaust e Power Trip ed è la base del ritmo inattaccabile che crea un ottimo coinvolgimento: dove oggi ci sono molti cloni, una volta spiccavano su tutti The Exploited, Amebix, Hellbastard ed Extreme Noise Terror, guidati da chi c’è sempre stato, non ha mai mollato e ha saputo non affondare o perdersi per poi non saper più ritrovare il sentiero tracciato per tutti gli altri e i Discharge rappresentano proprio tutto ciò.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2008
Vile Records
Hardcore/Punk
Tracklist
1. Blood Of The Innocent
2. CCTV
3. What Method What Madness
4. They Lie You Die
5. Becomes Again And Again
6. Spoils Of War
7. Persuasion = Power
8. Web Of Disadvantage
9. Ignorance Your Surrender
10. Kept In The Dark
11. You Have The Gun
12. Will Deceive You
13. Beginning Of The End
14. No Return
Line Up
Tony “Rat” Martin (Voce)
Tony “Bones” Roberts (Chitarra)
Ron “Rainy” Wainright (Basso)
Dave Bridgwood (Batteria)
 
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