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Camel - Nude
15/09/2018
( 485 letture )
Nude è il primo disco degli anni 80 pubblicato dai seminali Camel. La band britannica era stata -già negli anni settanta- protagonista del movimento prog rock, potendo vantare uscite di altissimo livello come Mirage, Camel, e Breathless, oltre a dischi più sottovalutati ma meritevoli d’attenzione, come I Can See Your House From Here, consolidando così, nonostante i numerosi cambi di formazione, una buona fetta di pubblico e di credibilità artistica.

Nude, come dicevamo poc’anzi, inaugura il decennio ottanta dei Camel. L’intero disco racconta di una vicenda realmente accaduta in Giappone, nella quale il protagonista, un tale di nome Hiroo Onoda, viene arrestato su un’isola a trent’anni dal secondo conflitto mondiale, credendo che la guerra sia ancora in corso. L’album dimostra come i Camel siano in realtà un gruppo capace di cambiare pelle ad ogni uscita, risultando sempre piuttosto ispirati. Il concept in sé è piuttosto strano, poiché buona parte dei brani è strumentale, quindi più che raccontare la vicenda, i Nostri ne hanno idealmente steso una colonna sonora, in cui ciascun pezzo diventa una sorta di tappeto sonoro posto a descrivere ogni momento della vicenda.
Inoltre la musica appare, sin dalle iniziali City Life e Nude quasi pop, sia per una questione di minutaggio ridotto, sia per la produzione curata, laccata, nitida in ogni passaggio. Ma soprattutto è la musica a essere particolarmente ispirata, condensata in melodie che vanno dal cantabile al nostalgico, ma anche a momenti di pura classe strumentale progressive, aggiornata ad un songwriting snello, fresco e piacevole.

La performance dei singoli musicisti è esemplare: ogni brano è costruito con precisione millimetrica, ogni assolo, melodia o tappeto ritmico è frutto di un labor limae dettato dall’esperienza di quasi dieci anni di attività. Non c’è spazio per una dimostrazione di muscoli o per sbrodolamenti strumentali onanistici. In altre parole, i Camel dall’alto della loro perizia sciorinano quindici tracce col pilota automatico, dove non viene mai detto più del necessario, centrando il connubio tra finezza e tanto, tanto mestiere.
Nel caso specifico l’album, per quanto relativamente più semplice da approcciare rispetto a quanto fatto in passato, Nude rivela una serie di piacevoli sorprese, dovute anche alla gran classe dei musicisti coinvolti, dimostrandosi coinvolgente e capace di riservare diversi momenti emozionanti, scorrendo via con estrema facilità.
Focalizzandoci sulla musica, che in questo caso va presa come un fluire di sensazioni tenui, a tratti confortevoli e cullanti, ma anche -soprattutto nel finale- stranianti e cupe, dai toni chiaramente disillusi e drammatici.
Buona parte dei brani presenti sono stati composti da Latimer, impegnato in una vera e propria prova di maturità artistica e costantemente protagonista alle sei corde, alle tastiere o ai fiati, tra momenti più o meno brillanti. Colin Bass e Andy Ward sono esaltati da questa produzione nitida e pop: il primo è sempre presente e puntuale con giri di basso profondi e caldi, arrotondando i passaggi da eventuali spigoli. Dietro le pelli, la prova di Andy Ward è nella media, porta a casa il risultato seguendo gli stilemi tipici del prog, tra rullate secche e stacchi più complessi e ragionati, come ci aspetterebbe da un musicista navigato. Insomma una prova apprezzabile, ma senza eccessi di personalità. Nude sarà l’ultimo album che vede la partecipazione del batterista e fondatore dei Camel, che si ritirerà proprio dopo il tour di supporto al disco (lesioni ai tendini causate da un tentato suicidio), decretando il primo, anche se provvisorio, scioglimento della band britannica.

Senza dilungarci troppo sul contenuto del disco, l’album seppur ben suonato e infarcito di spunti di interesse, manca di una o più tracce davvero memorabili, che s’impongano nella mente dell’ascoltatore, cosa che nei capitoli precedenti della loro discografia capitava a iosa. Dopo quasi un decennio di musica sempre ad alto livello è anche difficile mantenersi al top: è probabile quindi che i Nostri abbiano optato su qualcosa di più lineare, consolidando definitivamente quanto detto di buono in precedenza, senza prendersi troppi rischi, ma ribadendo una piacevole conferma in termini di coerenza artistica e stilistica. Un disco senza dubbio da riscoprire, sebbene non sia un capolavoro.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
91 su 1 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Lunedì 17 Settembre 2018, 18.27.49
6
Ottima recensione, Monsieur Papi, eccetto per quel "sebbene non sia un capolavoro" che la chiude. Non mi trova d'accordo e sono contento che altri lo abbiano sottolineato: Nude è un capolavoro, come tutti gli album dei Camel. A parte che sanno fare concept album come quasi nessuno, la fluidità, unita alla sempre eccellente ispirazione e alla perfetta esecuzione, ne fanno senza dubbio uno dei capolavori del prog. Latimer, oltre a mio avviso, essere un eccellente chitarrista, è un grandissimo compositore e ha ottime idee. Non hanno avuto il successo che meritavano. Non fa niente. Rimangono tra i più grandi del progressive e ascoltarli è sempre una emozione. Au revoir.
Jo-lunch
Sabato 15 Settembre 2018, 19.29.07
5
Poetici, malinconici, prog rock di elevatissima caratura, mai banali, semplicemente sublimi. Saluti a tutti.
InvictuSteele
Sabato 15 Settembre 2018, 15.48.49
4
Band unica, la mia preferita in assoluto in ambito prog. Mi accodo ai precedenti commenti, album sublime, quasi tutto strumentale, un concept da bravidi. Voto 83
JC
Sabato 15 Settembre 2018, 14.12.31
3
Ennesimo capolavoro dei Camel. Come in tutta la loro discografia, anche in Nude c'è quella vena di poetica malinconia, accompagnata sempre da melodie sognanti. Per me sono il migliore tra i gruppi progressive regalatici dagli anni '70. Sempre piacevoli, mai cerebrali.
ayreon
Sabato 15 Settembre 2018, 13.53.27
2
meno male che ci siete voi a parlarne,questo è un CAPOLAVORO ,un concept di struggente e malinconica bellezza,e ,se non vado errato ,c'è un guitar solo finale ( mi sembra in"drafted " ) che,almeno per me,è tra i più belli della storia del rock,languido ,vibrante e toccante come solo il grande Latimer sa fare . Ora mi aspetto anche delle rece su "dust and dreams" e "Harbour of tears",sempre lunga vita ai camel
Hard N' Heavy
Sabato 15 Settembre 2018, 13.25.58
1
mi dispiace ma per me questo album è un masterpiece che altri si sognano di fare, Prog Rock Strumentale di classe & melodia. voto 91/100
INFORMAZIONI
1981
Gama/Decca
Prog Rock
Tracklist
1. City Life
2. Nude
3. Drafted
4. Docks
5. Beached
6. Landscapes
7. Changing Places
8. Pomp & Circumstances
9. Please Come Home
10. Reflections
11. Captured
12. The Homecoming
13. Lies
14. The Birthday Cake
15. Nude’s Return
Line Up
Andrew Latimer (Chitarra, Flauto, Tastiera, Voce)
Colin Bass (Basso, Voce)
Andy Ward (Batteria, Percussioni)
 
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