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Pulverized - Monuments of Misanthropy
17/09/2018
( 753 letture )
E qui il Cile si sente tutto.
L’ho riascoltato più volte, Monuments of Misanthropy, per cercare di cogliere esattamente quel dettaglio che tanto ti lascia addosso il sapore sudamericano, ma niente, non riesco a isolarlo.
Eppure: nonostante la forte influenza old school americana dei primi anni ’90, nonostante il classico assalto death tradizionale, la grande natura del metal estremo cileno non viene tradita né alterata.
I Pulverized nascono in quel di Santiago nel 2006 e solo oggi, dodici anni dopo, possiamo finalmente ascoltare il loro primo full-length: sei brani feroci e incontrollabili, fortemente debitori del sound di quella che è stata la grande scuola americana, sei brani gravidi della gloriosa rabbia ispanica, quella che veste fiamme e pazzia.

Monuments of Misanthropy ci propone liriche che parlano di vita, di moralità sociale, di cristianesimo; i testi in inglese e spagnolo vestono un songwriting reattivo e potente che enfatizza la brutalità del rilascio.
Le chitarre eseguono riff ben eseguiti: nessuna punta di creatività o particolare inventiva, ma le melodie dense e caotiche riescono a mantenerci in quel piacevole equilibrio precario tra malvagità e familiarità di suoni, il mood generale è quello del frullo continuo e costante, quasi fosse un muro di insetti in volo; le sezioni ritmiche si muovono agilmente tra mid-tempos e passaggi più rapidi e fulminei.
Il drumming è febbricitante, seppur estremamente sensato, i suoni delle pelli sono asciutti e poco estroversi – che mi si passi il termine -, come a volerti dire che quella è zona sua e tu no, tu non puoi entrarci.
Vocalmente l’album è una buona prova gutturale: il growl è profondo, un po’ pasticciato, certo, ma è un pudding che non infastidisce, realizza bene il vecchio stile classic death, è ben bilanciato sulle linee melodiche, rende giustizia a quel songwriting così ben compiuto.

Monuments of Misanthropy è prodotto in modo molto lucido (troppo?), è un mixaggio brillante, vivace. Forse è proprio qui che viene un po’ meno l’influenza sporca e primitiva del death old school ma, rinnovo, quel sapore marcato rabbioso sudamericano riesce a non farti soffermare troppo su questi sofismi a volte un po’ troppo cavillosi.

Insomma, questi Pulverized confezionano un lavoro ben fatto, senza chissà quali alte pretese, poca inventiva, tanti crediti ai giganti del death, ottimo il retrogusto ispanico e una carica e una voglia di esserci davvero lodevoli. Non un must-have, ma un why-not-have.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
38 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Krucyator Productions
Grindcore
Tracklist
1. Devoción
2. Consumed by Ignorance
3. In the Depths of Insanity
4. Cadáveres
5. Aniquilación genética
6. Profecía-Flagelo-Extinción
Line Up
Claudio Anacona (Voce)
Andrés Valdés (Chitarra)
Pablo Valdés (Chitarra)
Guillermo Fuentes (Basso)
Leonardo Taiba (Batteria)
 
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