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Entombed - Serpent Saints - The Ten Amendments
( 5060 letture )
Non se la sono passata molto bene gli Entombed ultimamente. Nonostante la mezza delusione di Inferno e il gravoso abbandono dello storico chitarrista Uffe Cernlund non abbiano mai messo in pericolo l'esistenza della band, l'attesa per l'uscita di questo nuovo disco è stata lunga e tormentata. Più volte annunciato e rimandato, Serpent Saints - The Ten Amendmends è giunto nei negozi proprio quando qualcuno cominciava a chiedersi se il platter avrebbe mai visto la luce. E ai timori di molti la band di Stoccolma risponde come di consueto facendo la voce grossa: Serpent Saints è il grido di rabbia di chi può dire "ci siamo ancora", è l'artiglio sfoderato dalla bestia messa all'angolo, la conferma dello stato di forza di un gruppo bisognoso di ritrovare se stesso, di guardare avanti. Ma prima di muovere il primo passo verso il futuro, LG Petrov e soci hanno deciso che sarebbe stato meglio dare uno sguardo al passato nel tentativo di recuperare quegli elementi che hanno reso i quattro svedesi una vera e propria istituzione nel death metal.
L'ultimo nato in casa Entombed risulta infatti teso alla ricerca della concretezza e del sound roccioso di Morning Star, dell'irresistibile groove di quel mostro di album che risponde al nome di Wolverine Blues, della carica stoner di Uprising e soprattutto della genuinità e della ferocia tout-court del seminale Left Hand Path.
Occorre subito dire comunque che il risultato, pur non deludendo le attese di chi si aspettava il riscatto post-Inferno, non è tale da porre Serpent Saints nell'olimpo riservato ai sopraelencati (capo)lavori. Un ottimo album, questo si, incazzato e divertente, in grado di assestare colpi micidiali (la titletrack e Masters of Death sono due brani da antologia entombediana) ma anche di registrare qualche battuta a vuoto (qualcuno mi spieghi a cosa serve una Love Song For Lucifer). Il death 'n' roll e i riff motorheadiani sono sempre ben presenti e giocano un ruolo importante nell'economia del disco (Thy Kingdom Coma, Ministry), così come i granitici mid tempo (Amok, In The Blood) e le sferzate death old-style (The Dead, The Dying And The Dying To Be Dead e Warfare, Plague, Famine, Death) che servono a rendere il platter vario e sempre interessante.
La prestazione dei due nuovi innesti che compongono la sezione ritmica (Nico Elgstrand al basso ed Olle Dahlstedt alla batteria) mi è sembrata sufficientemente compatta e coesa col classico sound della band e questo lascia ben sperare anche per un futuro prossimo non troppo instabile; per ora ci si può ritenere più che soddisfatti di un lavoro che presenta qualche ombra (da ricercarsi in un autocitazionismo a volte troppo marcato) ma anche parecchie luci.
Bentornati Entombed.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
66.50 su 63 voti [ VOTA]
themadavenger
Giovedì 7 Marzo 2013, 19.02.05
5
Album molto bello. 73 mi sembra un voto anche troppo punitivo mentre mi trovo abbastanza d'accordo eccetto per qualche particolare con la recensione. A me l'album è sembrato più che ottimo. Senza alcun dubbio eccellente e uno dei migliori post Wolverine Blues.
Galilee
Giovedì 28 Febbraio 2013, 9.37.57
4
Non amare il periodo post Clandestine significa non aver capito gli Entombed. E' come dire di apprezzare gruppi come tiamat, Paradise lost , Anathema ascoltando solo i loro debut Album. Comunque gran disco, un riassunto di tutto ciò che han fatto. Un paio di brani sono già dei classici. voto 80/100
Enrico
Lunedì 13 Giugno 2011, 13.21.30
3
Perbaccolina! c'è Masters Of Death che è da orgasmo!
Enrico
Lunedì 13 Giugno 2011, 12.33.37
2
Mah.. voto un po basso penso che 80 se lo merita tutto.
El Feroce
Giovedì 5 Luglio 2007, 10.55.53
1
gli Entombed che fanno ancora dischi? Senza Nicke e adesso anche senza Uffe? Io mi sono orgogliosamente fermato a Clandestine. Hail Stockholm Death Metal!!!
INFORMAZIONI
2007
Candlelight Records
Death
Tracklist
1. Serpent Saints
2. Masters Of Death
3. Amok
4. Thy Kingdom Coma
5. When In Sodom
6. In The Blood
7. Ministry
8. The Dead, The Dying And The Dying To Be Dead
9. Warfare, Plague, Famine, Death
10. Love Song For Lucifer
Line Up
Lars Göran Petrov: vocals
Nico Elgstrand: bass
Alex Hellid: guitars
Olle Dahlstedt: drums
 
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