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Panni Sporchi - III
24/09/2018
( 836 letture )
Uno squarcio violento, un improvviso boato quasi assordante: se dovessimo descrivere metaforicamente il nostro impatto con il nuovo album dei Panni Sporchi, probabilmente useremmo espressioni non molto distanti da queste. III, ecco il titolo del disco pubblicato in maniera indipendente a metà febbraio, segna il ritorno della band emiliana dopo una doverosa rinfrescata tra le sue fila in seguito a diversi anni di scioglimento, dovuti alla volontà di alcuni componenti di dedicarsi ad altri gruppi e a progetti esterni. Quello dei nostri è un percorso iniziato nei primi anni Novanta dalla bassa modenese, con numerosi cambi di line-up e virate stilistiche più o meno marcate che hanno portato alla pubblicazione di altri due album, ovvero il debutto Tumble Dry e il full-length Panni Sporchi. Esattamente come nel secondo disco della carriera, datato 1998, III vede in formazione Luca "Il Pazzo" Melloni e le sue harsh vocals taglienti, marcando cambiamenti stilistici al microfono rispetto al tessuto più old school-oriented degli esordi. A restare del tutto invariata è la scelta di adottare non una ma ben due chitarre, impreziosendo la proposta e conferendo sostanza sia all'attività in studio che a quella live.

Queste le premesse che suggeriscono almeno parzialmente lo stato attuale della band a vent'anni esatti dall'ultima prova in studio di registrazione. Ritornare con un inedito dopo decenni di silenzio può non essere semplice, a volte, proprio a causa del lungo stop che può portare ad un deterioramento delle idee compositive: nel caso dei Panni, però, il proseguimento dell'attività live nel corso degli anni ha fatto sì che l'entusiasmo e la grinta del gruppo non si spegnessero, facilitando così anche l'ingresso dei nuovi componenti della formazione. Coi sette nuovi brani, la combo della provincia di Modena ha rimesso in moto la macchina della creatività ripartendo da dove l'avevano parcheggiata, ma con la volontà di percorrere strade stilisticamente diverse. Degna di menzione, innanzitutto, la produzione fresca e moderna a cura della dysFUNCTION Productions, capace di dare una marcia in più a pezzi thrash ma dal sound (appunto) attuale, curato con attenzione in ogni dettaglio. Rispetto ai lavori precedenti, III appare più maturo e consapevole, strizzando volentieri l'occhio a produzioni odierne d'oltreoceano. Il periodo di pausa dalla scrittura dei pezzi ha fortunatamente evitato alla band di incappare in ripetizioni di quanto già proposto in passato, guardandosi bene dal restare fossilizzata nelle proprie idee dell'epoca: lo stop è servito per evolvere, per darsi lo slancio in avanti necessario partendo da una base tanto storica quanto solida. Il sound di per sè accattivante è supportato pienamente dall'ottima prova vocale del Pazzo, aggressiva e intensa: le linee sporche e graffianti conferiscono insieme al sound globale un'attitudine alternativa al thrash suonato dal gruppo. Come si accennava sopra, inoltre, il punto forte della proposta musicale della band è caratterizzato dalla presenza della doppia chitarra, la cui efficacia è rintracciabile in tutte le canzoni del disco. Il cantato in italiano è accompagnato da riff il cui passaggio dal trascinato allo scattante è davvero molto intrigante, con una padronanza tanto della ritmica quanto della solista: un chiaro esempio è rappresentato dalla opener Il Suono del Caos, pezzo dai tratti cupi che acquista strumentalmente corpo e forma col passare dei secondi. Sempre riguardo allo spessore strumentale di III, occorre menzionare la presenza di numerosi assoli di chitarra (posti verso la fine dei pezzi) in grado di arricchire brani già di per sè validi: è il caso, tra tutti, del singolo Il Fondo al Pozzo e della lunga prova molto riuscita su Respira a Fondo, brano più duraturo della tracklist (3.35 minuti). Oltre alle chitarre in sè, anche la sezione ritmica è consistente: nell'appena citata Respira a Fondo è evidente come spicchi qualitativamente il legame tra basso, batteria e tutti gli altri elementi, cosa rintracciabile anche nell'aggressiva quanto melodica Senza Forma. Con una durata media che oscilla tra i due e i tre minuti (salvo il picco menzionato sopra) il disco scorre davvero molto in fretta, con canzoni dirette e toste che temperano il tutto con inserti, cori in pulito e riff più melodici e meno opprimenti. A brani più grevi come Il Suono del Caos e Senza Forma si alternano soluzioni più armoniose rintracciabili ad esempio in Parallele Sviste, pezzo che su tutti dà maggiore spazio alla melodia.

Tralasciando pochi aspetti quali la ripetitività di alcune scelte, la durata limitata del platter e l'azzardo di slegare in maniera troppo netta dal contesto del brano la prima metà dell'ultimo ritornello di Pecore e Dei (un salto melodico, quasi acustico, davvero improvviso), III dei Panni Sporchi si conferma dopo numerosi ascolti un album qualitativamente ben riuscito, che segna una notevole svolta artistica rispetto alle precedenti produzioni della band. Vedremo che cosa ci riserverà il quintetto nei prossimi anni, sperando che i trascorsi tumultuosi e le interruzioni di carriera siano ormai solo un vago ricordo.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
75 su 2 voti [ VOTA]
Alessandro bevivino
Domenica 7 Ottobre 2018, 19.23.58
1
Ciao Anna Rosa "Annie" Lupo, questi Panni Sporchi li ho ascoltati su YouTube dopo aver letto la tua recensione. Mi sono piaciuti, sono veraci.
INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Thrash
Tracklist
1. Il Suono del Caos
2. In Fondo al Pozzo
3. Parallele Sviste
4. Pecore e Dei
5. Respira a Fondo
6. Senza Forma
7. Tra Fango e Polvere
Line Up
Luca "Il Pazzo" Melloni (Voce)
Emiliano Gozzi (Chitarra, Voce)
Valerio Borghi (Chitarra)
Simone Frassinelli (Basso)
Lorenzo Dodi (Batteria)
 
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