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Anaal Nathrakh - A New Kind of Horror
28/09/2018
( 1604 letture )
The old Lie: Dulce et decorum est
Pro patria mori.
(Wilfred Owen, Dulce et decorum est)


1917, Ypres, Belgio. Le forze britanniche dispiegate nella regione sono coinvolte nell’assalto alla linea ferroviaria posta alle spalle delle linee tedesche, con l’intenzione di prendere il controllo della base di Bruges. Nel corso della feroce battaglia di trincea, i soldati videro dense nubi sgorgare dai proiettili caduti ai loro piedi, ed avvertirono un odore acre nell’aria. All’irrefrenabile impulso al grattamento seguirono, nei giorni successivi, la comparsa di orrende vesciche e lesioni sul corpo dei soldati e, in alcuni casi, emottisi -ovvero tosse sanguinolenta. Tioetere di cloroetano, meglio noto come gas mostarda o iprite: 0.15 milligrammi, diffusi in un litro d'aria, sono in grado di uccidere in circa 10 minuti. Solo in quell’occasione, le vittime furono più di duemila. Sono queste -e non solo- le fattezze dell’orrore delineato dagli Anaal Nathrak che, con questa release, intendono denunciare anzitutto e perlopiù le nefandezze scatenate dal genere umano su sé stesso mediante un tono drammatico che tradisce tuttavia più di un pizzico di humor nerissimo.

Il platter è dischiuso -seguendo le orme del precedente lavoro- da una introduzione atmosferica che ci ghermisce per trascinarci nell’abissale e magmatica trama musicale dei nostri. Ad aprire le danze è la ben nota Obscene As Cancer, già messa a disposizione del pubblico come singolo. La struttura del brano è quella a cui i nostri ci hanno -ben- abituato da un paio di full-length a questa parte: una sezione ritmica macchinica ed impenetrabile sullo sfondo di un riffing furente e schizoide, confluenti in un refrain estremamente orecchiabile e della presa immediata. La successiva The Reek Of Fear è una perla black/death in cui breakdown avviluppati in suggestioni industriali sono inanellati a blast beat micidiale. Su tutto si stagliano vocalizzi frenetici ed insani, quasi disumani. In Forward!, ulteriore singolo del platter, a scandire il ritmo dei beats impazziti -eppur chirurgicamente definiti- è il suono di una mitragliatrice, che ci fa sprofondare ancora una volta sul fronte di un conflitto perpetuo. Sebbene si possa rimproverare al brano una certa esagerazione della componente industrial -che qui rasenta il dubstep- e deathcore dei Nostri e dunque un parziale depotenziamento dell’impianto complessivo del brano, quest’ultimo risulta comunque efficace e godibile, se contestualizzato nella tracklist. Ad esso fa seguito quello che probabilmente rappresenta l’acme del lavoro ovvero l’esplosiva New Bethlehem/Mass Death Futures, il cui nucleo tematico incide in maniera diretta sull’attualità. Il brano è difatti dedicato alla nuova guerra fredda, combattuta a colpi di proclami digitali -e meno velate minacce di annichilimento- in particolare dalla Russia di Putin. Tutto ciò è veicolato mediante un’intelaiatura sonora che mostra il fianco a ritmiche serratissime e micidiali, appena adombrate dalla componente tastieristica, che fanno da sfondo al refrain migliore del disco. The Apocalypse Is About You! è invece una densissima sferzata grind/black assimilabile alle sfrenate cavalcate apocalittiche di The Whole of the Law. Nel tratteggiare a tinte sulfuree il canovaccio della propria creazione, i Nostri non disdegnano la partecipazione di ospiti illustri: è il caso del vocalist Brandan Schieppati -ben noto per la sua militanza con i Bleeding Through- che prende parte alle linee vocali della distruttiva Vi Coactus, ondeggiante tra l’assalto frontale dei beats impietosi, chorus melanconici ed istanti lievemente più dilatati, affidati allo spoken word ed all’afflato più industrial del sound degli Anaal Nathrak. Non bisogna tuttavia tralasciare neppure l’estrema incisività dell’ugola ferina di V.I.T.R.I.O.L, in grado di squarciare e tormentare i timpani dell’ascoltatore in una tortura a un tempo deliziosa e terrificante, come avviene del resto, in particolare, in Mother Of Satan, nella quale urla tormentate ed allucinate sopravanzano isterici fraseggi chitarristici. Incubi industriali, sfuriate deatheggianti e persino camei sinfonici trovano posto in The Horrid Strife, brano coinciso e trascinante. Drammatici cori operistici, beats stringenti ed iperveloci animano Are We Fit For Glory Yet? (The War To End Nothing), brano probabilmente più bombastico lotto, regalandoci una conclusione in grande stile degna della combo.

Al termine dei convulsi poco più di trenta minuti che compongono A New Kind of Horror, il fan dei più recenti Anaal Nathrak avrà ben pochi dubbi: la formazione ha ormai, con poche variazioni sul tema, confezionato da anni una formula efficace, in grado di coniugare estreme bestialità e furore con un gusto sopraffino per la melodia, in grado di rendere i brani persino cantabili, e la recentissima uscita non fa eccezione. A margine di una limatura del minutaggio e di un gusto più orientato per le soluzioni core ed industrial contemporanee, soprattutto nella prima porzione del full-length -e che in parte ne “addomesticano”, per dir così, il mordente- ci troviamo dinanzi ad un lavoro assolutamente apprezzabile dal primo all’ultimo minuto, privo di filler o di brani scadenti. Il che, per una band che sfiora il ventennio di storia nonché la decima release, è un’indiscutibile nota di merito. Per tali ragioni l’ascolto di A New Kind of Horror può essere consigliato senza riserva alcuna a tutti gli amanti delle contaminazioni industriali ai quali -al netto dell’attenuazione dell’abrasività malvagia del passato- farà trascorrere degli ottimi quarti d’ora.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
84.8 su 5 voti [ VOTA]
Morlock
Giovedì 4 Ottobre 2018, 11.50.57
8
Ho ascoltato 2 volte il disco e devo dire niente male amche se alla lunga un pò stanca cmq sia siamo ben oltre la sufficienza anche se ben lontani dal capolavoro In the Constellation of the Black Widow!
Alessio
Lunedì 1 Ottobre 2018, 19.07.58
7
Ascoltato diverse volte, chiaramente giustifica tutti i pareri positivi qui sotto e l'ottima ( come sempre) recensione di Costanza, davvero esaustiva e completa, gia a partire dall'introduzione. Tornando all'album e al netto di ciò che ho scritto al primo, penso di poter dire che oltretutto mi sembra il migliore degli ultimi 3 - 4. Nessun cedimento dall'inizio alla fine, anzi nella seconda parte c'è un crescendo...ottime le schizzate finali di Mother of satan e The Horrid Strife. 80 tondo tondo, massacro apocalittico.
God of Emptiness
Sabato 29 Settembre 2018, 13.31.32
6
A me piacciono tantissimo, questo lo torvo davvero un album ben riuscito senza stravolgere troppo il loro sound marchio di fabbrica. Sfondo bellico nelle tematiche me lo fa apprezzare ancor di più. Voto 80
Korgull
Venerdì 28 Settembre 2018, 19.44.24
5
O li ami o li odi. Io li amo. Credo che il primo commento spieghi tutto
gianmarco
Venerdì 28 Settembre 2018, 11.44.43
4
manca quella di the whole of the law .
Nattleite
Venerdì 28 Settembre 2018, 9.28.20
3
@Jan Hus: non temere, quella degli A Forest Of Stars è "in lavorazione"
Jan Hus
Venerdì 28 Settembre 2018, 9.10.57
2
Infatti, furore e melodia, che delizia. A proposito, Costanza, non farci perdere la recensione anche del nuovo A Forest Of Stars. E speriamo che questi non si mettano a simulare messe ortodosse, sennò sai anche qui che delirio di sapienza.
Alessio
Venerdì 28 Settembre 2018, 9.10.20
1
Come ho detto sotto la news, magari non sorprendono più come anni fa...ma fanno sempre dischi validi. Il loro grind black industrial non fa prigionieri e la cosa più fica e che anche nei buchi strumentali c'è sempre qualche campionatura che non ammette la pausa momentanea. Di sicuro una garanzia a prescindere dalla proposta che non tutti riescono a reggere. Hanno il loro stile e non è cosa da poco. Lo prenderò.
INFORMAZIONI
2018
Metal Blade Records
Industrial
Tracklist
1. The Road To…
2. Obscene As Cancer
3. The Reek Of Fear
4. Forward!
5. New Bethlehem/Mass Death Futures
6. The Apocalypse Is About You!
7. Vi Coactus
8. Mother Of Satan
9. The Horrid Strife
10. Are We Fit For Glory Yet? (The War To End Nothing)
Line Up
V.I.T.R.I.O.L (Voce)
Mick Kenney (Chitarra, Basso)

Musicisti Ospiti:
Brandan Schieppati (Voce)
Danny the Complete Lunatic (Chitarra)
 
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