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Psychotomy - Aphotik
04/10/2018
( 401 letture )
Gli Psychotomy sono una band di origine veneta che milita nelle file dell’underground italiano dal 2010 a questa parte; la cosa più atipica di questa formazione nostrana è che ben due interpreti su tre che compongono il terzetto sono donne: I.B. alla chitarra L.D.R. alla seconda chitarra e voce, alle quali si aggiunge M.V alla batteria che accompagna questo duo completamente dedito al death metal dalla matrice più classica.
Preceduto da uscite più thrash-oriented, Aphotik è ufficialmente il secondo full lenght pubblicato alla fine di settembre dalla band e il primo a vedere il passaggio definitivo alle sonorità death/doom.

La band si ispira visibilmente a importanti interpreti dell’era old school quali Incantation, Immolation e Morbid Angel, pertanto, ci si può ben immaginare quale possa essere il risultato finale del lavoro fatto da questo terzetto tutto nostrano: la formula adottata dagli Psychotomy è un continuo e pedissequo alternarsi di violente e graffianti sfuriate alle quali si contrappongono elementi doom, con riff dissonanti e cadenzati volti a creare un’atmosfera impenetrabile, malevola e trascinante.
All’interno della tracklist troviamo canzoni di ottima fattura quali la doppietta iniziale, in grado di definire bene le linee guida del sound della band; L’intro e la immediata Kenosis sono i classici pezzi d’assalto con riff rapidi e ben amalgamati, ai quali si aggiunge una melodia assorbente, quasi finalizzata a preparare l’ascoltatore alla successiva Evidence of Tyranny, dove, oltre al lato aggressivo, emerge di più l’anima lugubre della band.
Altrettanto buone sono anche altri sporadici episodi quali Beyond Eternal Omega, con il suo arpeggio in apertura molto orecchiabile, il quale, in un progressivo crescendo si infrange un muro sonoro ruvido e graffiante; la mediana Blood Red Kvlt, in cui gli elementi classici vengono riarrangiati in modo convincente e la traccia conclusiva Lethe, con le sue melodie iniziali acide e dissonanti.
Gli episodi salienti si contano sulle dita di una mano, il resto è un anonimo citazionismo fine a sé stesso e che alla lunga si rivela stancante. La band, suffragata da indiscutibili capacità tecniche, si lascia troppo trasportare nelle mani del classico, risultando talvolta troppo ripetitiva e cadendo in una cieca emulazione di quei mostri sacri sopracitati.
Nessuno qui interviene per criticare la scelta di approcciarsi a qualcosa di più classico (ci mancherebbe solamente) ma è innegabile che in Aphotik a emergere in modo prepotente sono i punti deboli della band e non la personalità della medesima che, contrariamente, si va ad annacquare in qualcosa di già sentito e risentito.
La strada della tradizione è rischiosa e ricca di ostacoli e senza dare vita a qualcosa di proprio e, soprattutto, riconoscibile, è davvero difficile riuscire a produrre qualcosa di impressionante e, spiace dirlo, ma questo è quello che è successo con questo disco.

Aphotik è un prodotto discreto, in cui la capacità tecnica indiscutibile dei tre componenti della band non è stata sufficientemente accompagnata dalla vena creativa dei medesimi. Gli Psychotomy sono rimasti del tutto assorbiti dalle proprie muse ispiratrici senza riuscire a distinguersi.
Un vero peccato.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
82.33 su 3 voti [ VOTA]
Infernale
Venerdì 5 Ottobre 2018, 13.27.54
2
Secondo me la recensione va a banalizzare troppo un disco che in realtà i suoi punti di originalità li ha. Per esempio, oltre a Immolation/Incantation a me ha ricordato a tratti anche gli Ulcerate. Non sarà l'album più innovativo del mondo ma il sound è comunque personale. A me è piaciuto molto, per me è almeno da 75.
Dany71
Venerdì 5 Ottobre 2018, 12.52.38
1
Contrariamente all'esperto recensore a me in ambito Death tutto può passare per la testa ma non quella di trovare "del suo" in generi come questi, iperinflazionati. Bellissima e gradita sorpresa questo trascinante full suonato e prodotto veramente come si deve. Nessun calo, parti cadenzate coinvolgenti, muri sonori spessissimi, ritmica a supporto da manuale. A mio gradimento il meglio lo trovo negli ultimi due brani che, almeno a me, fanno indendere che il gruppo ha già molte idee in cassetto......brave/o..... chi di voi ha il poster di R.Vigna appeso in camera? 😉 voto 81
INFORMAZIONI
2018
Everlasting Spew Records
Death
Tracklist
1. Intro – Kenosis
2. Evidence of Tyranny
3. Witness of Void
4. Blasphemous Inception
5. Blood Red Kvlt
6. Ascent Through Malevolence
7. Conjuring the Abyss
8. Beyond the Eternal Omega
9. Lethe
Line Up
L.D.R. (Voce, Chitarra)
I.B. (Chitarra)
M.V. (Batteria)
 
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