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Mitochondrion - Archaeaeon
05/10/2018
( 308 letture )
I Mitochondrion si formano nel 2003 in Canada, terra che ha sempre dato grandi soddisfazioni in ambito estremo. Dal thrash al black/death passando per il death metal più tecnico, per qualche misterioso motivo, i canadesi hanno sempre avuto un occhio di riguardo per sonorità singolari e che riuscissero a farsi notare. E i Mitochondrion non potevano essere da meno.

Dopo il rilascio di due demo, l’omonimo nel 2005 e Through Cosmic Gaze dell’anno successivo che misero in guardia gli ascoltatori di musica estrema, è nel 2008 che i quattro si presentano al grande pubblico con Archaeaeon (ma il titolo completo sarebbe Archaeaeon: Eternal Age Of The Ancient Ones: Fornix Ferreus Scientiae Mortis) in modo del tutto indipendente. Come ha fatto dunque, un gruppo pressocheè noto solo negli ambienti più underground del metal estremo ad ottenere contratti con Dark Descent Records, Profound Lore e ad essere tra i gruppi più acclamati e apprezzati dagli ascoltatori di musica estrema? Risposta banale per certi versi: qualità e personalità. Sin dalle prime note del disco è impossibile non venir letteralmente risucchiati dal sound dei canadesi, in continuo movimento tra l’essere un muro sonoro ed un vortice, il tutto sempre e comunque sotto la guida del caos. Essendo un gruppo composto da musicisti provenienti da realtà come Auroch (altra splendida realtà canadese) e Hierophant, è normale trovare un sound che graviti tra quelle influenze, ma è altrettanto notevole come i nostri siano riusciti a dare una dimensione unica al progetto. Non si ha a che fare con delle copie di suddetti gruppi, tutt’altro; con Into the Pit of Babel si viene trascinati in un contesto sonoro pieno di sfaccettature, in cui il black/death di scuola Ross Bay incontra altre influenze e soluzioni. Si passa dal caos cosmico a momenti più eterei, con arpeggi, effetti sulle chitarre e tastiere.
Insomma è un vero e proprio viaggio tra dimensioni diverse, inesplorate e complesse già dalle prime battute e che continuano a muoversi per tutta la lunga durata del disco. Interessanti anche gli effetti sulle chitarre, non meri orpelli, ma utili al songwriting come in Agonizing (In The Shadow of the Hammerblow) e Infernal Weapons Summons; nonostante delle scelte sicuramente particolari, il lavoro non perde mai il tocco brutale e diretto che pervade per tutto il disco: la scelta delle voci è sicuramente in linea con quanto detto, e si viene quindi accompagnati da un growl principalmente gutturale ma che cambia di continuo andando a sovrapporsi a scream e ad urla vagamente più “umane” (l’urlo slayerano in Oath of Defiance). C’è poi il lavoro dei musicisti, in grado di saper suonare praticamente tutto: death, thrash, black e doom (137 Death’s Hendecaratia, tra le gemme del disco). Oltre all’ottimo lavoro delle chitarre c’è anche quello della batteria; Karl Godard è infatti funambolico e in grado di rendere interessanti anche i momenti più tranquilli (Oath in Defiance) senza mai esagerare. Inutile dire quanto sia efficace nelle situazioni più violente.

Archaeaeon è sicuramente un album complesso, non di immediata comprensione e che richiede tanti ascolti prima di essere metabolizzato. I canadesi hanno preso il metal estremo e lo hanno rimodellato a loro piacimento riuscendo a diventare in poco tempo un punto di riferimento se non una certezza. Gli echi dei maestri sono riscontrabili (in alcuni punti sembra di sentire i Conqueror) ma mai così tanto da indebolire il carattere del disco. A distanza di dieci anni, possiamo dirlo: tra le migliori uscite dell’ultimo decennio.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
70 su 2 voti [ VOTA]
Immolazione
Domenica 7 Ottobre 2018, 0.44.53
3
Disco molto bello, anche se il loro capolavoro è Parasignosis. Bravo anche il recensore, penso che Marco abbia colto tutti i punti essenziali dell'album. 83 meritato pure secondo me.
JackFrusc
Sabato 6 Ottobre 2018, 10.43.12
2
Quoto in parte Pacino, è un album dove il caos lo fa da padrone e a tratti è quasi inascoltabile, ma sale con gli ascolti se si riesce a superare l’iniziale diffidenza. Molto meglio il secondo per me questo è da 75
Pacino
Sabato 6 Ottobre 2018, 8.06.15
1
Li ho provati in quanto ho letto commenti lusinghieri su questa band. Caos, tanto caos, ma senza costrutto (almeno per me). Voto 57
INFORMAZIONI
2008
Autoprodotto
Death / Black
Tracklist
1. Chapter 11
2. Into The Pit Of Babel
3. Agonizing (In the Shadow Of The Hammerblow)
4. Eternal Contempt Of Man
5. Infernal Weapons Summons
6. Oath In Defiance
7. Descent...
8. Wraithlike
9. Akashic Predation
10. 137 (Death's Hedecaratia)
11. Organum Exitus
Line Up
Austin Haines (Voce)
Jon Kunz (Chitarra)
Zak Carter (Chitarra)
Raymond Figueroa (Basso)
Paul Chrismer (Batteria)
 
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