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Therapy? - Cleave
12/10/2018
( 1565 letture )
Tra le varie uscite discografiche di quest’anno, l’estate del 2018 verrà ricordata anche per il ritorno in studio di registrazione dei Therapy? dopo tre anni d’assenza. Ritorno importante sia per la band di cui si tratta, sia perché Cleave segna il quindicesimo sigillo in quasi trent’anni di carriera, traguardo non indifferente e raggiunto solo da pochissime formazioni. Questa in particolare ha saputo destreggiarsi tra le molteplici influenze che annoverava nel proprio repertorio, partendo dal punk e l’alternative metal, passando per il grunge fino al noise, non disdegnando qualche risvolto pop, riuscendo comunque a mantenere sempre un suono caratteristico e ben distinto. La loro proposta si è mantenuta bene o male sulle stesse coordinate lungo tutto l’arco della loro attività, raccogliendo il consenso dei fan all’epoca della doppietta di metà anni Novanta Infernal Love e Troublegum (quest’ultimo divenuto un cult con il passare del tempo), e trovando riscontri positivi tutt’ora, un po’ per l’indole irriverente che in una band punk ed alternative è sempre meglio avere, un po’ per la coerenza dimostrata attraverso la loro carriera nonostante i vari alti e bassi. Anche in questo caso quindi si assiste alla prosecuzione della formula e si nota una certa eterogeneità tra i brani della tracklist, come da prassi nella loro discografia. Ai fan di vecchia data renderà particolarmente felici un ritorno al suono degli album storici del trio nordirlandese, avvalendosi tra l’altro dello stesso produttore di Troublegum Chris Sheldon ed anche se per forza di cose l’album sarà diverso, farà sicuramente piacere sentire quella freschezza di fondo che era il punto di forza degli esordi. Guardando la cover si vede una sedia che brucia in riva al mare e, volendo cimentarsi in un gioco interpretativo, si potrebbe vedere il fuoco come lo spirito della band che non si è mai affievolito, senza spegnersi nonostante tutta l’acqua che c’è attorno. Oppure si potrebbe vedere il mare stesso come il simbolo della società, ed il bicchiere vuoto tenuto in mano come la singola persona a cui viene dato da bere secondo i dettami della società stessa, ma tante sono le interpretazioni possibili e sarebbe molto facile travisare il significato della cover, onde per cui meglio concentrarsi sull’aspetto strettamente musicale.

A partire dal singolo Wreck It Like Beckett si nota subito come l’attitudine spigolosa e la voglia di criticare la società americana non manchino all’appello, posizionandosi a livello di sonorità come una via di mezzo tra un brano degli Helmet ed un loro vecchio cavallo di battaglia. Nella successiva Kakistocracy la rabbia si manifesta sin da subito, alimentata durante il break da un drumming forsennato e da un giro di basso claustrofobico, atti a sottolineare la drammaticità del testo. Il singolo principale Callow è guidato da una batteria sostenuta alla quale si aggiungono un ritornello punk easy listening e una chitarra con un particolare gusto melodico sia nei riff sia durante l’assolo. Altre tracce di impronta punk sono Expelled e soprattutto Crunk, figlia in particolare di Rancid e Ramones, dove per un attimo viene accantonata la negatività, se non a livello di testi quantomeno musicalmente parlando, ed i toni si fanno meno pesanti. Succes? Success Is Survival già dal titolo sembra rispecchiare in pieno la filosofia del gruppo, interessata a mantenere l’obiettivo sulla propria strada da percorrere più che a raggiungere il successo e la fama. Altro episodio riuscito è Save Me from the Ordinary, che partendo in sordina riesce alla fine a passare a pieni voti, merito di una sezione ritmica robusta e dei riff di chitarra dal sapore orientaleggiante. Mentre I Stand Alone si rivela poco più di un filler è con la conclusiva No Sunshine che i Therapy? mandano a segno un altro colpo, costruendo una canzone piena di cambi di tempo e di sensazioni emotive tangibili grazie all’ottima interpretazione vocale di Andy Cairns, supportato dal magnifico effetto dei cori che danno il via ad una seconda parte di brano eccellente. In mezzo alle due tracce troviamo una cattivissima Dumbdown che non aggiunge né toglie nulla al valore complessivo dell’intero lavoro.

Se quest’ultimo album prosegue sui binari precedenti comporta che di per sé non ci sia molto da segnalare, salvo il maggior ritorno al sound degli anni Novanta, ma in fin dei conti non si stravolge nulla di quanto sentito nei lavori più recenti. Quello che emerge è quindi sì la coerenza dei Therapy?, i quali non deluderanno i fan nemmeno questa volta dimostrandosi come sempre affidabili, ma anche come riescono a rimanere attuali e reggere nel miglior modo possibile lo scorrere del tempo. Il loro obiettivo non è realizzare un altro capolavoro, ma perseverare in quello che sanno fare meglio, sopravvivere andando avanti con continuità, dimostrando che la loro terapia funziona ancora. Invecchiati nel fisico, ma non nello spirito, e questa non è mai una cosa da poco.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
93.83 su 6 voti [ VOTA]
Barbabinott
Venerdì 26 Ottobre 2018, 9.07.04
4
Ritorno spettacolare dei Nord irlandesi, tutto funziona a meraviglia, dai suoni alla produzione fino alle canzoni, intrise di ritornelli catchy di facile presa. Bravissimi, come sempre!
JC
Martedì 23 Ottobre 2018, 21.38.51
3
É un signor disco. Non é il mio genere, ma questo é un disco fatto veramente bene. Bei suoni, belle canzoni, testi interessanti e una copertina che costringe a riflettere. 90.
Alessio
Venerdì 19 Ottobre 2018, 14.21.33
2
E pensare che questi signori qui parecchi anni fa suonarono in un parco pubblico vicino casa mia...erano i tempi di Nowhere. Non pensavo fossero ancora in giro. Buon per loro. Nonostante non era e non è il mio genere mi erano simpatici.
Metal Shock
Domenica 14 Ottobre 2018, 13.56.20
1
Avevo perso di vista il gruppo da anni, ma il singolo mi aveva destato curiosità e ascoltato il disco completo devo dire di aver ritrovato la band che nei primi tre dischi, e non so quanti ep, mi fece innamorare, e che si tempi vidi dal vivo in un concerto che ancora oggi ricordo con piacere. Più che buono il disco, ed anche canzoni come I stand alone e Dumbdown che il buon Fabio trova filler o passabile le trovo molto piacevoli. Diciamo un 83!!
INFORMAZIONI
2018
Marshall Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Wreck It Like Beckett
2. Kakistocracy
3. Callow
4. Expelled
5. Success? Succes Is Survival
6. Save Me from the Ordinary
7. Crutch
8. I Stand Alone
9. Dumbdown
10. No Sunshine
Line Up
Andy Cairns (Voce)
Michael McKeegan (Basso, Cori)
Neil Cooper (Batteria)
 
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