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Deicide - Scars of the Crucifix
13/10/2018
( 1297 letture )
Genio e sregolatezza. Così mi piace definire Glen Benton, capace di scrivere capolavori del death quali Deicide, Legion, Once Upon the Cross, The Stench of Redemption e, allo stesso tempo, di commettere svarioni incredibili (Insineratehymn, In Torment In Hell), il tutto condito dai suoi comportamenti e dichiarazioni al limite dell’assurdo e del grottesco, che lo hanno fatto diventare il perfetto stereotipo del metallaro satanista adoratore del demonio. Insomma, o lo si ama o lo si odia, con lui le mezze vie non esistono. E così, esattamente come era stato capace di dare alla luce due dischi che definire orribili è poco, ecco che insieme al fidato Steve Asheim (a parer mio il vero leader dietro le quinte e il collante umano della band) e, per l’ultima volta, a Eric e Brian Hoffman, riesce a risollevare le quotazioni di un gruppo che era già stato dato per spacciato.

Diciamocelo chiaro, Scars of the Crucifix non è l’album migliore uscito dalla penna di Benton e Asheim, ma è esattamente ciò che i Deicide avevano bisogno per scacciare via la crisi di fine secolo che attraversavano. Per poco meno di mezz’ora veniamo travolti da un death metal satanico, oscuro e ferale come non succedeva dall’ottimo Serpents of the Light. Tutti i membri della band offrono una prestazione più che degna del loro nome: Glen mentre percuote il basso ci vomita addosso le solite invettive blasfeme con inaudita ferocia, Asheim è impeccabile (come sempre), rivelandosi estremamente funzionale e versatile, mentre i fratelli Hoffman eseguono riff ed assoli ispirati ed azzeccati come non se ne sentivano dal 1997. Nonostante questo album rispecchi in tutto e per tutto il sound che ha reso famosi i floridiani, si può notare un’evoluzione stilistica degli assoli, i quali abbandonano la casualità armonica e acquistano un retrogusto neoclassico e melodico, quasi un preludio a ciò che si ascolterà due anni più tardi sul monumentale The Stench of Redemption. Le canzoni alternano momenti più ragionati ad altri dove la velocità prende il sopravvento, con la produzione che riesce a valorizzarle ancora di più: nitida e curata ma tutt’altro che raffinata, perfetta per un disco death metal targato Deicide.

Il platter si apre con il quel capolavoro della title-track, una delle migliori canzoni mai scritte dai deathster di Tampa: l’incrociarsi delle chitarre in apertura è dannatamente azzeccato e rimanda la memoria ai tempi d’oro della band. Il ritornello poi è semplicemente devastante, da ruggire a pieni polmoni. Tutte le altre canzoni, pur non raggiungendo la perfezione di Scars of the Crucifix , si mantengono su un ottimo livello, al punto che risulta estremamente difficile dire quali siano le migliori: meritano sicuramente di essere menzionate Fuck Your God per il ritornello ferocissimo, l’accoppiata Enchanted Nightmare/Go Now Your Lord Is Dead che concentra in due minuti a testa tutta la furia blasfema dei Deicide e The Pentecostal, ottima closing track aperta da uno dei riff più belli dell’intero album e che si conclude con una outro di pianoforte assai sinistra ed inquietante. L’unico critica che vorrei fare riguarda invece l’uso, a mio parere eccessivo, che il cantante fa delle doppie linee vocali in growl e in scream, alla lunga monotone e leggermente fastidiose.

Scars of the Crucifix è insomma un bel dito medio a tutti i detrattori che ormai davano i Deicide morti e sepolti: al contrario, si dimostrano rivitalizzati e nuovamente pronti ad infiammare i palchi di tutto il mondo. Purtroppo sarà anche l’ultimo album con i fratelli Hoffman, cacciati in malo modo (provate ad indovinare da chi…) e da allora mai più in buoni rapporti col frontman dalla croce rovesciata marchiata a fuoco in fronte. Ma come abbiamo già detto prima, con il buon vecchio Glen non esistono vie di mezzo.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
77.6 su 5 voti [ VOTA]
lisablack
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 21.13.18
18
Buna serata anche a te..
duke
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 21.03.34
17
sorry..a replicare....
duke
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 21.02.54
16
ciao lisa ....sei sempre la prima ha replicare....buona serata...
lisablack
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 21.01.47
15
Ma davvero?? Chissà' perché..
duke
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 20.55.28
14
una zozzeria di disco...
gianmarco
Martedì 16 Ottobre 2018, 2.21.50
13
non vedo l'ora di leggere la recensione di overtures of blasphemy , a me è piaciuto.
God of Emptiness
Lunedì 15 Ottobre 2018, 11.25.56
12
Secondo me meglio questo di Stench of Redemption. Gli do un bel 83. Scars of the the Crucifix e Fuck yuor God sono inni al male \m/\m/
JackFrusc
Domenica 14 Ottobre 2018, 23.38.19
11
Posso dire una cosa che non c’entra nulla? Avete rotto i coglioni coi titoli dei dischi puntati. Grazie dell’attenzione
Punto Omega
Domenica 14 Ottobre 2018, 10.34.15
10
Questo disco è sempre stato ingiustamente bistrattato, sono felice che sia stato rivalutato
Alessio
Sabato 13 Ottobre 2018, 18.23.07
9
@Soulreaper, se farai una rece sui grandi Vital Remains, sarai il mio mito. Grande, buon lavoro!
Soulreaper
Sabato 13 Ottobre 2018, 17.12.28
8
@Zoss il mondo è bello perché è vario: di veri svarioni i Decide per me hanno fatto solo quei due, poi con S.O.T.C. e soprattutto The Stench si sono ripresi alla grande. L'unico del nuovo corso che non mi piace molto è Till Death Do Us Part, il resto lo trovo molto godibile (soprattutto To Hell With God, secondo me troppo bistrattato), anche se non è al livello dei primi quattro e di Stench
Soulreaper
Sabato 13 Ottobre 2018, 17.08.24
7
@Alessio in effetti sono solo 2/3 anni che vengo su Metallized e solo qualche mese che ne sono redattore, quindi potrebbe essere come dici tu. Per B.A.T.S. trovo anch'io sia piuttosto basso, ma per via di regole interne una recensione viene riscritta solo in casi eccezionali e purtroppo questo non lo è. Per quanto riguarda i Vital Remains, se non me li frega qualcun'altro, ho intenzione di portarli come rispolverati (non nell'immediato)! Ah, grazie mille, fa sempre piacere ricevere complimenti, soprattutto per uno come me alle prime armi!
Alessio
Sabato 13 Ottobre 2018, 16.44.25
6
@Soul, oddio...Io mi ricordo che c'era comunque in passato , cosi come altre che ora mancano ( Vital remains per fare un nome..). Comunque si penso anche io che non verrà riscritta. Fà più comodo tenerla così ai fini di "acchiappare" letture e commenti..Ma in verità è un vero peccato, nonchè ingiustizia verso un album storico e acclamato. Senza polemica. Dimenticavo, la tua di rece invece mi piace. Ciao!
Zess
Sabato 13 Ottobre 2018, 16.30.35
5
Per me è uno svarione pure questo album (come tutta la loro roba post Legion).
Soulreaper
Sabato 13 Ottobre 2018, 14.52.19
4
@Alessio in realtà Scars of the Crucifix ancora non c'era sul sito *. E per quanto riguarda Blessed Are The Sick, io sono redattore relativamente da poco quindi non ne so nulla, ma non credo verrà riscritta...
Alessio
Sabato 13 Ottobre 2018, 13.21.24
3
Buono pure per me. Dato comunque che state rifacendo tutte cose già presenti in passato corregete pure quell'aborto di recensione di Blessed are the sick.
Pacino
Sabato 13 Ottobre 2018, 11.49.51
2
Buon disco, l'ultimo con gli Hoffman, l'ingresso di elementi melodici che si acutizzeranno nel successivo SOR. Voto 83
gianmarco
Sabato 13 Ottobre 2018, 9.22.45
1
grande Leonardo , sempre piaciuti .
INFORMAZIONI
2004
Earache Records
Death
Tracklist
1. Scars of the Crucifix
2. Mad at God
3. Conquered by Sodom
4. Fuck Your God
5. When Heaven Burns
6. Enchanted Nightmare
7. From Darkness Come
8. Go Now Your Lord is Dead
9. The Pentecostal
Line Up
Glen Benton (Voce, Basso)
Eric Hoffman (Chitarra)
Brian Hoffman (Chitarra)
Steve Asheim (Batteria)
 
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