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Diaframma - 3 Volte Lacrime
15/10/2018
( 688 letture )
Firenze, primi anni 80. Una città diventata vera fucina di talenti musicali connessi ad un ben preciso stile distante dal concetto di folklore, forse un evento unico all’interno dei confini italici che tanti artisti ha donato alla musica. Sia chiaro, niente di rivoluzionario, poiché la cosiddetta new wave di cui stiamo trattando nacque come minimo cinque anni prima in Inghilterra da alcuni gruppi punk che iniziarono a distaccarsi parzialmente da certe sonorità; per altri invece il genere si può derivare addirittura dai Talking Heads e Blondie in date anteriori, fatto sta che sulla scia di questi precursori la new wave spopola dappertutto, Belpaese incluso. A raccogliere il testimone nella città che fu medicea furono soprattutto i grandissimi Litfiba, veri fuoriclasse per un intero decennio, ma in misura minore si distinsero altri più che validi complessi, tra cui i Neon e i nostri osservati di oggi Diaframma. Fondati e guidati dal chitarrista (e in seguito anche cantante) Federico Fiumani i quattro fiorentini hanno scritto un capolavoro celebrato ancora oggi dai cultori della materia (ma non solo) che è Siberia, in seguito hanno dovuto affrontare numerose modifiche di formazione e uno scioglimento a fine anni ottanta ma i lavori pubblicati hanno sempre mantenuto un loro significato e una certa importanza di fondo pur senza aver venduto grandi numeri. Del resto Fiumani è noto per essere schivo al grande pubblico e in più occasioni si è dimostrato restio a modificare il sound dei Diaframma o a compiere alcune scelte per correre incontro alle logiche di mercato mantenendo un’integrità non comune.

Due anni dopo Siberia venne pubblicato 3 Volte Lacrime, sotto l’ala protettrice dell’appena nata I.R.A. Records, etichetta indipendente che fece da trampolino di lancio a quasi tutti i gruppi fiorentini dell’epoca. Prodotto da Ernesto De Pascale, presente qui anche nelle vesti di organista, il secondo LP dei Diaframma è un lavoro dalla portata minore rispetto al fulminante esordio semplicemente perché quello, assieme a Desaparecido del gruppo di Piero Pelù, è uno dei migliori album italiani new wave mai rilasciati ed occupa cime inarrivabili tutt’ora. Chiarito questo assunto possiamo guardare a 3 Volte Lacrime come un ottimo album sicuramente sopra la media di scrittura odierna e di allora: in ognuna delle nove tracce proposte è palpabile l’influenza ai limiti del pedissequo di Cure e Joy Division, ciononostante l’alone di misticità ed intimismo che fuoriesce prepotente dai solchi del disco non può che ammaliare qualsiasi amante di musica e poesia crepuscolare. Tutti e quattro i musicisti sanno il fatto loro e, a differenza di altre situazioni, sono indispensabili per la riuscita del prodotto; come fosse una partita di meth cucinata da Walter White, il risultato è l’esatto incontro di ingredienti miscelati con la massima cura, a partire dalla fredda ma espressiva voce del mitico Miro Sassolini, un incrocio tra il Pelù degli esordi e Dave Gahan, che fa della teatralità un suo azzeccato punto fermo. La chitarra di Fiumani e il basso di Leandro Braccini fanno spesso e volentieri uno switch a livello di importanza, con il leader che rimane sullo sfondo dettando comunque la direzione artistica grazie ad un gran lavoro di composizione mentre il quattro corde si staglia con pesantezza al centro della scena scandendo lentamente il ritmo. A completare l’opera c’è la batteria di Alessandro Raimondi, essenziale ma estremamente polivalente come dimostrano i numerosi cambi di tempo in cui si cimenta, ad esempio, in Grafico Deposit, accelerando sotto l’evocativo ritornello acclamato a squarciagola. 3 Volte Lacrime va respirato e vissuto dall’inizio al termine senza alcun indugio, è un’operetta che si auto-esprime al meglio nella totalità e che aggiunge qualcosa di sé ad ogni nuovo ascolto, quindi è difficile consigliare qualche canzone piuttosto di altre; ci limiteremo a stuzzicare la curiosità di coloro (spero pochi) che non lo conoscono citando la soave Falso Amore, impreziosita dal mandolino di Francesco Loy del duo Loy e Altomare, in cui Miro alterna versi sussurrati ad altri quasi urlati simboleggiando gli sbalzi umorali che le crisi di cuore possono generare; Oceano con un bell’intro di basso assieme ai piatti di Raimondi a cui progressivamente si uniscono tutti i membri in una “festa” sonora, forse il momento che assomiglia più ad un qualcosa di felice dell’intero platter; la conclusiva Autoritratto e la sua inutile attesa come manifesto del tema generale in questo album, ovvero l’intreccio tra amore e tempo che scorre, il tutto ovviamente a libera interpretazione e ricoperto da una coltre di ambiguità simbolista. La produzione è in linea con gli standard del genere e contribuisce a restituire quell’aura distaccata e affascinante che avrebbe sicuramente meritato più riscontro di pubblico di quanto effettivamente c’è stato.

Ma di ciò Federico non si è mai crucciato ed ha continuato contro tutto e tutti a portare avanti la sua creatura, addirittura a tal punto che alcuni si rifiutano di chiamare l’attuale conformazione dei Diaframma con il proprio monicker relegandolo a mero progetto solista. 3 Volte Lacrime rimane il secondo miglior lavoro del gruppo ed è ricordato con piacere da tutti i fan per la maturità artistica dimostrata nonostante le soluzioni adottate li rendano poco inclini all’originalità e molto derivativi; rimane un pezzo di storia fiorentina e soprattutto nostrana nel quale possiamo rifugiarci ogni qual volta dobbiamo riprenderci dalla pochezza della musica contemporanea.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
79.5 su 4 voti [ VOTA]
macbeth
Martedì 13 Novembre 2018, 12.02.51
8
"Ma di ciò Federico non si è mai crucciato..." ... si come no ahahahah, se lo conosci bene, è il suo punto debole, ciò che lo ha fatto imbestialire per tanti anni fino ai giorni d'oggi....
Kuix79
Sabato 20 Ottobre 2018, 0.11.50
7
Bello, title track più che bella ma lontani dallo stile dei capolavori Siberia ed Altrove per quanto sia passato pochissimo tempo. Da scoprire!
Voivod
Giovedì 18 Ottobre 2018, 18.37.07
6
Secondo il mio parere, non bello come l'esordio, ma comunque un ottimo album. Due anni fa ho parlato con Federico e mi sono emozionato come un bambino...
Area
Giovedì 18 Ottobre 2018, 13.21.23
5
Band che almeno fino a un certo periodo é stata quasi legata a doppio filo con i Litfiba... forse la differenza con quest'ultimi oltre all'evoluzione stilistica completamente diversa é il fatto che i loro primi album sono decisamente invecchiati meglio ma non troppo.
Rainbow Rising
Giovedì 18 Ottobre 2018, 10.29.39
4
Approfitto dello spazio... per chi volesse approfondire, è disponibile un libro sui Diaframma (Editato dalla redazione: scusa Rainbow Rising, ma il post sembrava un po' troppo Spam pubblicitario)
Vitadathrasher
Martedì 16 Ottobre 2018, 22.22.16
3
Sono derivativi, ma il talento di Fiumani c'è e fa la differenza. Album asciutto e ben interoretato.
lucignolo
Lunedì 15 Ottobre 2018, 19.42.31
2
ok,sono stato di parte,ho votato 99,ed è comunque poco per un album che è passato se non inosservato ma quasi,sopratutto è stato "snobbato" perchè venuto dopo Siberia.Vi invito ad ascoltarlo perchè merita.ciao
lucignolo
Lunedì 15 Ottobre 2018, 19.01.25
1
Splendido,un passo avanti dopo Siberia,e non era scontato.Con i Diaframma ci sono cresciuto,Siberia Tre volte lacrime e Boxe fanno parte di me come il primo album dei Maiden , Zen arcade degli Husker Du e pochissimi altri.Forse oggi suona un pò "vecchio" ed è vero,l'unico difetto è questo.Perchè irripetibili furono quegli anni e quel suono.Un appunto,Siberia era ancora un suono orientato ad un post-punk italico derivato dai Joy Division,qui si sente la voglia di andare oltre,è già più "Fiumani",difficile dargli un etichetta,è quasi un punk cantautorale.Non posso votarlo perchè sarebbe di parte,comunque dal 100 in su.ciao
INFORMAZIONI
1986
I.R.A. Records
Post Punk
Tracklist
1. 3 Volte Lacrime
2. Grafico Deposit
3. Falso Amore
4. Libra
5. Oceano
6. Spazi Immensi
7. Marisa Allasio
8. Madre
9. Autoritratto
Line Up
Miro Sassolini (Voce)
Federico Fiumani (Chitarra)
Leandro Braccini (Basso)
Alessandro Raimondi (Batteria)

Musicisti Ospiti
Francesco Caudullo (Pianoforte)
Ernesto De Pascale (Organo, sintetizzatori)
Francesco Loy (Mandolino nella traccia 3)
Roberto Buoni (Clarinetto nella traccia 7)
 
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