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A Tear Beyond - Humanitales
15/10/2018
( 1171 letture )
L'essere umano è quanto di più complesso e impenetrabile esista al mondo. La sua vita è un continuo indossare maschere, adattarsi a ruoli nuovi, in perpetuo divenire. Ciascuna immagine che gli altri hanno di lui non è altro che il riflesso confuso e frastagliato di ciò che in realtà è parte del suo animo, del suo vissuto e delle esperienze che si sono incise come cicatrici nel profondo. Ed è lì, nell'oscurità dell'essere, che abbonda l'incontrollabilità, il caos. È laggiù che si sedimentano i disagi, gli schiaffi e la sensibilità smodata compressi giorno dopo giorno da una maschera di circostanza sempre diversa, che è tutto fuorché reale. La società detta le regole in questo continuo e ciclico adattarsi, lasciando poco respiro alle singole esistenze, scagliate continuamente da un estremo viscerale all'altro come se fossero trasportate senza premura da un fiume in piena. Ed è in questo violento sbattere da una sponda all'altra che gli angoli si smussano e le crepe decorano la superficie, lasciando intravedere la verità, una purezza che getta luce sulle ombre della corruzione, del plagio e dell'oppressione.

Humanitales degli A Tear Beyond parla di questo, di come spesso vivere sia tutt'altro che scontato e semplice. Ciò che ciascun individuo percepisce come routine e normalità non è altro che un sistema di cui spesso è succube, un adattamento vano e non spontaneo. La band vicentina capitanata da Claude Arcano torna sulla scena dopo ben tre anni dal fortunato Maze of Antipodes e lo fa con enorme classe, sciorinando temi e soluzioni musicali tutt'altro che scontate e banali. Inutile soffermarsi su quanto il terzo album rappresenti per qualsiasi band la prova più difficile in termini di soddisfazione delle aspettative, consolidamento di quanto proposto in passato e così via. Altrettanto superfluo affermare che, dopo l'ottima prova del 2015, le attese per questo nuovo capitolo discografico sono davvero ben riposte. L'etichetta House Of Ashes Productions ha dato alle stampe lo scorso maggio un album che mostra una chiara evoluzione della band, non in termini di approcci nuovi al genere, bensì in relazione al rafforzamento di quanto dimostrato abilmente sia con Beyond che col predecessore. A differenza dei primi due dischi, la squadra produttiva non vede più tra le sue fila Simone Mularoni: a curare missaggio e registrazioni è stavolta il tastierista Phil (Filippo Galvanelli) dai suoi Hypnoise Recording Studios, mentre il mastering è affidato a Giovanni Versari. Pur ignorando a monte questi cambiamenti di équipe, le differenze a livello di resa si sentono: pur presentando una produzione comunque molto valida, il missaggio di Humanitales risulta meno carico, con una sezione strumentale più asciutta soprattutto a livello di chitarre e batteria. Ad ogni modo persiste l'attenzione nei minimi dettagli a tutti gli elementi che compongono le melodie: gli strumenti sono perfettamente udibili in ogni brano e la base sinfonica non risulta essere mai di troppo, bilanciandosi totalmente con le voci e il contesto. Scendendo nel dettaglio del lavoro, Humanitales conta dieci canzoni inedite. Esattamente come gli altri due dischi, il gothic metal di fondo è mischiato abilmente a sfumature di altri generi musicali come il progressive e l'industrial, a favore di uno stile ricco ma non strabordante. Spetta ancora una volta ad una traccia strumentale il compito di rompere il ghiaccio, calando l'ascoltatore in un'atmosfera distorta e surreale, quasi onirica: gli elementi nu/industrial sono ben rintracciabili anche qui, nell'omonima Humanitales introduttiva, brano capace di trasmettere teatralità pur non facendo leva sulla voce sporca o pulita di Claude. Proseguendo con un altro paragone rispetto ai due lavori precedenti, la tracklist mostra una durata di riproduzione maggiore: cinquantasei minuti abbondanti, contro i trentasei di Beyond e i trentadue di Maze of Antipodes. La ragione di ciò è presto spiegata: Humanitales include il primo esperimento della band con un pezzo molto lungo, Tale, una suite di ben quindici minuti e mezzo. Questo brano è indubbiamente la prova del fatto che gli A Tear Beyond sono maturati ulteriormente in questi tre anni di stacco: oltre ad aver consolidato le abilità compositive per quanto riguarda i brani di media lunghezza, tutta la precisione, la sperimentazione e la dedizione dimostrate negli anni si palesano con estrema naturalezza anche in un pezzo di durata doppia, prova per nulla semplice. Una menzione particolare va fatta al testo di Tale, che si colloca in un concept davvero ben sviluppato. Nel quarto d'ora del brano viene percorsa fase dopo fase la vita umana, suddividendo strofe, lyrics e melodie in fasce d'età specifiche: la corsa (da -1 a 0 anni), la luce (da 0 a 8 anni), la gioventù (da 8 a 15 anni), l'amore (dai 15 ai 20 anni), la nausea (dai 20 ai 25 anni), l'ansia (dai 25 ai 35 anni), la speranza (dai 35 ai 50 anni), il trascinamento (fino ai 70 anni), la solitudine (dai 70 ai 90) e, infine, la morte. Il brano, va da sè, è pura perfezione, alternando in maniera sublime e toccante stati d'animo, emozioni e situazioni. La vita umana viene narrata come se fosse un libro in continua realizzazione, districandosi abilmente nella sua perfezione e complessità. Il climax del testo e i continui passaggi da una fase all'altra dell'esistenza sono sostenuti da sezioni strumentali e vocali tanto ricche quanto eccellenti. I passaggi particolarmente riusciti di Tale possono essere rintracciati anche nelle altre otto tracce non strumentali di Humanitales: dal trasporto teatrale ed esplosivo del singolo Angels Out of Grace fino alle due ballad da brividi Damned Paradise e The Frozen Night (quest'ultima con soltanto voce maschile e tastiera), passando per la "progressiva" e coinvolgente Inugami (con chitarre e sezione ritmica in rilievo). A prendere il testimone di Beyond e Maze of Antipodes è la serratissima Inadequacy, unico episodio incisivo del disco, con cenni per stile alle già note The Hunt e The Colors of Sky and Earth.

Humanitales è, in sintesi, la versione 2.0 degli A Tear Beyond, gruppo in piena salute: un album maturo, audace e architettato nei minimi dettagli, in cui ogni brano è parte attiva di una storia il cui finale è ancora tutto da scrivere. Basta solo avere il coraggio di togliersi quella maschera e nuotare controcorrente.

"Make your choice"



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
89.09 su 22 voti [ VOTA]
neilpower
Martedì 16 Ottobre 2018, 18.45.35
1
Altro album grandioso per questa ottima band. Non sbagliano un colpo, tra i migliori in Italia secondo me!
INFORMAZIONI
2018
House Of Ashes Productions
Gothic
Tracklist
1. Humanitales (instrumental)
2. Frolic (and Equity)
3. Sentence (Forgiveness Act II)
4. So Deep Out There
5. Angels Out of Grace
6. Inugami
7. Damned Paradise
8. Inadequacy
9. Tale
10. The Frozen Night (Ode to the Equilibrium – Rebirth)
Line Up
Claude Arcano (Voce)
Ian (Chitarra)
Undesc (Chitarra)
Phil (Tastiere e orchestrazioni)
Cance (Basso)
Skano (Batteria)
 
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