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Mystagos - Ho Anthropos Tes Anomias
17/10/2018
( 886 letture )
Quante volte vi è capitato di giudicare, superficialmente, un album dalla copertina?

Come si suol dire, “l’abito non fa il monaco”, eppure, in questo caso, l’odore di strinato arriva sin dalle prime impressioni e Ho Anthropos Tes Anomias parte male sin dalla discutibile presentazione estetica. Andiamo con ordine ad ogni modo, non mostriamo subito gli assi a nostra disposizione. I Mystagos arrivano dalla Spagna, e questo primo full-length -datato 2017 ma da poco ristampato attraverso la BlackSeed Productions- porta in seno i pochissimi pregi e i molteplici difetti degli esordienti. Le coordinate stilistiche sarebbero anche discretamente valide se prese singolarmente nonché analizzati i dettagli, se solo il tutto non poggiasse su una superficialità a tratti disarmante. Dieci canzoni, un concept album cantato in latino che narra di una bestia infernale immaginaria, illuminata dalla nera luce del malefico, mentre cerca di indottrinare il proprio discepolo verso l’onniscienza sempiterna. Certamente non abbiamo di fronte l’intreccio più innovativo della storia, ma si sa, parlare del caprino porta sempre gioie ai propri sostenitori. Quarantaquattro minuti di black metal grezzo, registrato male volontariamente. Risulta impossibile non notare come i volumi si alzino ed abbassino ripetutamente, come le chitarre grattino sino allo sfinimento e la batteria, soprattutto nei piatti, fornisca un ronzio che potrebbe sorpassare la soglia di tolleranza dell’udito umano. Passando all'aspetto prettamente vocale, la monotonia vige da padrone. Sul finale si riescono a distinguere echi di clean vocals “proto-ecclesiastiche” -Bathuska salvateci voi- che provano ad accende gli animi, ma, purtroppo, i precedenti quaranta minuti hanno distrutto ogni forma di interesse nello sfortunato ascoltatore. C’è una struttura compositiva di base che tenta di fare il verso ai grandi della scena norvegese, senza purtroppo mai avvicinarcisi minimamente. Se escludiamo la prima traccia, Part I - The Mystagogue, e la penultima, Part VIII – Man of Lawless, -che, oltre ad essere le migliori dell’intero lotto, hanno anche un discreto tiro- il resto delle canzoni, poggia su dei mid-tempo ripetitivi, dove le composizioni si dilatano all'infinito senza un vero e proprio iter interpretativo. In passaggi come Part I – We Are the Theotokos o Part II – The Baptist , possono anche venire in mente mente i Satyricon del periodo The Age of Nero, ma il tutto risulta così maldestramente strutturato che pare di essere di fronte a dei veri e propri demo, presi e donati al pubblico senza alcuna cura. Sottolineiamo ancora il voler prendere come esempio i miti norvegesi è palesato costantemente lungo l’intera durata del disco, la voglia di revival è straripante a livello globale, ancora di più il desiderio forzato di sembrare ciò che in realtà non si è ma stati. Un conto è suonare grezzi, con alle spalle una passione che porta a dedicarsi al concetto di “raw”, dall’altro v’è l’apparenza che riscuote solamente risate sarcastiche e sbadigli a non finire.

Andando al nocciolo della questione il ragionamento è sempre il medesimo da anni: il mercato è saturo, non c’è spazio per tutti, il mondo è sovrappopolato e i Mystagos avrebbero avuto il potenziale per poter creare qualcosa di discreto. Si riesce a percepire che l’intento di andare a comporre un lavoro schietto e diretto c’è, è voluto, ma probabilmente non tutte le energie sono state convogliate verso un fine ben delineato. Mancano delle vere e proprie porzioni di canzone, in ogni brano pare che i passaggi siano stati incollati senza un vero ordine preciso. I Mystagos più che come formazione sono definibili ancora di più come “one-man-band”, che prende vita dalla mente di Heolstor. Quest’ultimo, sin dal 2003, si cimenta nei più svariati progetti musicali, ristagnando però sempre all'interno di un black metal primitivo e rudimentale. Se uno nasce mammut, non può diventare coleottero, e viceversa. In amicizia gli consiglierei di espandere i propri orizzonti creativi in modo da poter donare maggiore linfa vitale ai futuri sentieri musicali. Esplorare e concentrarsi meglio su un visone, che per quanto vada a ricadere all'interno di uno specifico sottogenere, tenti almeno di risultare meno raffazzonata e maggiormente delineata. Stringiamoci la mano dunque, Heolstor, con la promessa di risentirci quando il tuo ennesimo progetto avrà preso una forma artistica decisamente meno improvvisata: serve concentrazione nel creare un disco, che tu lo voglia primitivo o meno. Nel 2018, con le possibilità che si hanno a disposizione, questo approccio non è più tollerabile.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
55 su 2 voti [ VOTA]
masquerade
Martedì 23 Ottobre 2018, 16.20.27
18
E considera che gran parte è cmq black, ma di qello underground becero. dopo un po diventa abitudine anche se effettivamente il 90% è feccia. @no fun
No Fun
Lunedì 22 Ottobre 2018, 19.12.29
17
@masquerade, sì lo so quante ore ci sono in un giorno (sono dieci-quindici, no 24 è una cosa inventata, sono di meno altrimenti non capisco perché non riesco a finire mai niente) e non volevo mettere in dubbio che tu ascolti tutta quella musica, non lo so, non mi interessa, il mio era semplice stupore perché cioè... ma come miiinchia fai a stare nove ore ad ascoltare musica! Io dopo un po' mi rincitrullisco Era questo il senso...
masquerade
Lunedì 22 Ottobre 2018, 18.31.44
16
Credo che se dormi 7 ore anotte te ne rimngono 17. magari 7 le tieni libere per film, cazzi propri o quantaltro...rimangono 10...in quelle 10 magari attentamente ne spari 4 ...il resto fa contorno @no fun
No Fun
Sabato 20 Ottobre 2018, 19.06.50
15
@Masquerade ma 66 ore a settimana sono 9 ore e mezza al giorno di ascolto di musica (in maniera non distratta, tra l'altro, se devi recensire). Ma come miiiinchia fai
Maquerade
Sabato 20 Ottobre 2018, 18.21.17
14
@??? riesci a coniugare lavoro con musica, palestra, spostamnti in auto etc... se riesci a fare una cosa alla volta vuol dire che hai dei limiti evidenti!
Jan Hus
Venerdì 19 Ottobre 2018, 21.21.38
13
In tal caso… ritiro tutto quello che ho detto. "Non capire una mazza" vale come insulto? Secondo me, comunque, questo album ha ricevuto più commenti su Metallized che numero di copie che venderà. Resto d'accordo con la recensione, ma anche con la signorina Silvani: "Du' palle" (e minuti di esistenza sprecata).
Flagellsu75
Venerdì 19 Ottobre 2018, 19.22.36
12
Non capite una mazza E' molto valido invece. Al di là di livelli e qualità ecc ecc. Gli spunti validi ci sono, pochi fronzoli. A me non dispiace affatto. Son d'accordo con DF800 Brutal, minimal e grezzo. Cazzo volete di più?
Ad astra
Venerdì 19 Ottobre 2018, 17.27.07
11
Mi mancavate ragazzi, che soddisfazioni mi date. @ macca , grazie
???
Venerdì 19 Ottobre 2018, 16.47.10
10
@Masquerade: stai facendo una critica dicendo che ascolti dieci dischi a settimana e che tutti dovrebbero fare come te, cioè ascoltarli almeno 10 volte, quindi: poniamo una media di 40 minuti a disco? Dieci volte sarebbero 400 minuti, cioè 6 ore e 40 minuti che, moltiplicati per i famosi dieci dischi ascoltati bene verrebbero 4000 minuti, ergo 66 ore e quaranta minuti. Tu per 66 ore e quaranta minuti a settimana ascolti musica o hai anche un lavoro?
Masquerade
Venerdì 19 Ottobre 2018, 15.30.14
9
"Stringiamoci la mano dunque, Heolstor, con la promessa di risentirci quando il tuo ennesimo progetto avrà preso una forma artistica decisamente meno improvvisata: serve concentrazione nel creare un disco, che tu lo voglia primitivo o meno. Nel 2018, con le possibilità che si hanno a disposizione, questo approccio non è più tollerabile." Una frase cosi è eccessiva a mio parere. Poi ognuno è libero di scrivere ciò che preferisce ma onestamente non è una frase consona a un disco cosi! Ascolto circa una decina di dischi Black Metal nuovi a settimana in quanto son recensore pure io in altre 'zine, m un approcio cosi non lo utilizzo manco quando ho ciofeche invereconde tra le mani! Credo che un disco come questo merti la sufficienza per vari aspetti e non queste frase al limite dell' offensivo, a ripeto. ognuno fa come preferisce. soltano che un disco, prima di recensirlo, ascoltatelo almeo una decina di volte come fa il sottoscritto per avere un idea ben chiara e organica di cio che ascoltate, spesso si tralasciano tante sfumature che, per una cosa o per un altra possono essere fondamentali per la genuinita e qualita di un disco. Tuttavia rispetto il parere di chiunque, se una cos non piace...non piace! e sono favorevole alle recensioni negative, ma devono essere ben motivate e argomentate.
Jan Hus
Venerdì 19 Ottobre 2018, 11.36.47
8
Ma certo che i lettori non devono essere privati di una recensione solo per mancanza di sintonia del recensore con l'oggetto della recensione. Ma date un po' più credito al mio intervento. Mi riferivo al caso estremo in cui si finisce per recensire della paccottiglia quale, con tutto il rispetto, a me pare l'album in questione. Recensione che capisco alla luce di quello che scriveva Costanza circa il rapporto con le label. Faccio notare, a proposito del valore dell'album, che l'apprezzamento migliore non è andato oltre un 65 di incoraggiamento… E poi sono sorpreso dal tono civile di questa discussione, possibile che non merito neppure un insulto del solito fregnone di passaggio?
Red Rainbow
Venerdì 19 Ottobre 2018, 10.51.39
7
@Jan Hus: però il ragionamento di Lizard è importante, il recensore potrebbe anche non essere entrato in sintonia con un album ed è giusto che tutti abbiano la possibilità di confutarlo, necessariamente "a valle" della scelta di occuparsene. Mi ricordo un vecchio "ragionamento redazionale" di Lizard nel segnare i confini tra blog e webzine e mi ha convinto immediatamente sul fatto che ai primi spetta geneticamente una funzione di "indirizzo", mentre alle seconde compete molto di più un ruolo "panoramico", ovviamente nei limiti delle forze a disposizione... E tanto per restare OT, bentornatissssssssimo, Andrea!!!!!
Macca
Venerdì 19 Ottobre 2018, 8.10.00
6
Non l’ho sentito e non credo lo sentirò, intanto welcome back Ad Astra.
Jan Hus
Giovedì 18 Ottobre 2018, 20.16.06
5
Mi ha convinto di più la risposta di Costanza... Grazie per l'attenzione, comunque.
Lizard
Giovedì 18 Ottobre 2018, 18.38.51
4
Comunque la filosofia non potrebbe essere quella di recensire solo quello che noi riteniamo valido. È anche attraverso il confronto con i lettori che certi valori possono emergere. Ad esempio, al di là della forma spesso discutibile, secondo il primo commento questo album è interessante. Al di là di questo, visto che comunque un potenziale alla band viene riconosciuto, potrebbe anche essere che questo disco sia il primo passo di una band che potrebbe diventare grande in un domani prossimo. Le cose da considerare sono tante.....
Nattleite
Giovedì 18 Ottobre 2018, 17.35.35
3
@Jan Hus: di selezione ne viene fatta moltissima a monte. Nonostante ciò webzine come la nostra debbono moltissimo alla collaborazione con le label, la quale viene mantenuta per l'appunto recensendo il materiale che arriva tramite promo. Sebbene si cerchi sempre -come noterai, visto che le bocciature di formazioni ignote ai più sono poco frequenti- di bilanciare queste due opposte esigenze, può capitare anche di incappare in dischi come questo
Jan Hus
Giovedì 18 Ottobre 2018, 14.32.11
2
Proposta. Si faccia col Black quello che si fa già col Doom (mi pare) (anzi mi pare che si faccia anche col Black, salva questa eccezione - e poche altre - che sollecita questo mio intervento). Ossia. Non recensite roba pessima di gruppi "sconosciuti". Solo roba buona anche di gruppi "sconosciuti", così li scopriamo (mentre scoprire che un gruppo sconosciuto fa roba pessima è una tautologia: è per questo che è sconosciuto). E anche roba pessima di gruppi "noti", per completezza di recensione dell'intera discografia (perché anche la completezza ha un valore). Cioè siete bravi e alcuni di Voi bravissimi, don't waste your (and our) time!
Df800
Giovedì 18 Ottobre 2018, 11.43.48
1
"Andando al nocciolo della questione il ragionamento è sempre il medesimo da anni: il mercato è saturo, non c’è spazio per tutti, il mondo è sovrappopolato e i Mystagos avrebbero avuto il potenziale per poter creare qualcosa di discreto." Album discreto penalizzato da una produzione esageratamente caotica. a band non suona per nulla male e segue gli stilemi del genere. 50 voto ingiusto e di sicuro emanato dopo un ascolto superficiale. Per me vale almeno un 65 e meritevole di ascolti più approfonditi
INFORMAZIONI
2018
BlackSeed Productions
Black
Tracklist
1. Part I - The Mystagogue
2. Part II - The Baptist
3. Part III - A Drop to Quench the Thirst
4. Part IV - We Are the Theotokos
5. Interlude
6. Part V - Trial of Flesh
7. Part VI - March of Mesu Betesh
8. Part VII - A Path Through the Silence of the Soul
9. Part VIII - Man of Lawlessness
10. Part IX - Rise of the Hierophant
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