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City of Thieves - Beast Reality
25/10/2018
( 621 letture )
Se tanti anni fa Antonello Venditti cantava In Questo Mondo di Ladri, la band di cui ci occupiamo oggi vola decisamente più bassa, parlando al massimo di una città di banditi; stiamo dunque parlando dei City of Thieves, giovane gruppo londinese che giunge in questi giorni alla pubblicazione del proprio omonimo, esordio discografico, Beast Reality, facente seguito ad un EP pubblicato nel 2015 ed edito dalla nostra Frontiers Records. I nostri amici dalla terra d'Albione sono dichiaratamente amanti dell'hard & heavy anni 70/80 e la loro musica richiama in modo fin troppo evidente i grandi del genere, come gli AC/DC, i Guns N' Roses, gli Aerosmith ed i Motley Crue.

Tale importante, ma ingombrante bagaglio di influenze è al tempo stesso il maggior pregio, ma anche il maggior difetto del primo album di questi tre ragazzi: se il disco garantisce infatti ritmi serrati ed una certa dose di coinvolgimento, è altrettanto vero che a tratti le influenze risultano realmente eccessive e soverchianti, tali da soffocare ogni traccia di personalità della band.
Si parte con Reality Bites, uno dei brani migliori dell'album, che convince proprio grazie ai suoi riff, alla sua velocità mai eccessiva ed al divertimento che tutto sommato regala; l'inizio insomma è buono, ma già Fuel and Alcohol e Buzzed Up City ricordano in maniera troppo pesante i Motley Crue e gli AC/DC: va bene ispirarsi, ragazzi, ma non saccheggiare in questo modo! Ed è un peccato, perché i londinesi dimostrano di saper suonare e la voce graffiante dei Jamie Lailey è davvero piacevole da ascoltare. Lay Me to Waste viceversa ricorda un po' gli Aerosmith, ma ha il pregio di provare a scrollarsi di dosso l'ombra di Steven Tyler e soci, poi viene Control, un bignami di hard rock anni 80 che, tutto sommato, si fa apprezzare. E' poi il momento del singolo Incinerator, pezzo senza infamia e senza lode, che fa da apripista a Animal, dove nuovamente gli AC/DC compaiono come spettri, inficiando la resa complessiva del pezzo. Right to Silence ha il pregio di un piacevole groove e Born to be Great diverte, cosa fondamentale per ogni tipo di musica che si rispetti. Sfortunatamente, tenendo fede al proprio titolo, Damage...fa danni, risultando ancora una volta una copia carbone delle grandi band del passato; Give it Away ripropone nuovamente i Motley Crue dei bei tempi d'oro che furono, ma almeno ha di nuovo la positiva caratteristica di trascinare con sé l'ascoltatore, prima che il disco spari le sue ultime cartucce con Something of Nothing, pezzo più melodico che, purtroppo, convince fino ad un certo punto.

Come avrete ormai intuito, non possiamo parlare di piena sufficienza per questi ragazzi: i City of Thieves sanno suonare, ci mancherebbe, ma sono ancora troppo legati alle influenze delle band del passato per risultare davvero positivi nella loro proposta artistica; è vero, non è assolutamente facile inventare qualcosa al giorno d'oggi, ma si può citare un gruppo senza necessariamente riproporre pedissequamente la sua formula artistica.
Confidiamo che, già dal prossimo lavoro, i nostri amici ci convincano a cambiare il giudizio sulla loro musica.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
85 su 2 voti [ VOTA]
SApoMalo
Lunedì 12 Novembre 2018, 18.47.16
2
Mah.. Tutti che lo stroncano, a me è piaciuto... Disco che mi è sembrato motlo più sincero dei tanti cloni degli AC/DC spuntati nel corso deglia anni tipo Airbourne...
Metal Shock
Giovedì 25 Ottobre 2018, 20.35.09
1
Nei mesi scorsi ne avevano parlato bene, alla fine un disco come tanti, abbastanza innocuo. Per adesso bocciati.
INFORMAZIONI
2018
Frontiers Music
Hard Rock
Tracklist
1. Reality Bites
2. Fuel and Alcohol
3. Buzzed Up City
4. Lay Me To Waste
5. Control
6. Incinerator
7. Animal
8. Right to Silence
9. Born to Be Great
10. Damage
11. Give It Away
12. Something of Nothing
Line Up
Jamie Lailey (Voce, Basso)
Ben Austwick (Chitarra)
Will Richards (Batteria)
 
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