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Beyond Creation - Algorythm
28/10/2018
( 1614 letture )
Il nuovo album dei Beyond Creation, Algorythm, non è un bel disco. Quando si parla di death metal tecnico, specie quello proposto dai canadesi, l’aggettivo bello non è il primo che affiora alla mente. O almeno, non nel senso tradizionale del termine. Anche questo lavoro, giunto ad infuocare l’autunno del 2018, è un lavoro glaciale, cervellotico e come un algoritmo, porta sempre allo stesso risultato. Se in matematica e in informatica l’algoritmo è definito come un procedimento di calcolo composto da un numero finito di regole e di operazioni eseguibili in un periodo di tempo limitato, lo stesso vale per i nostri Beyond Creation, che implacabili e con precisione matematica portano avanti la loro versione personale di death metal, infarcito di una tecnica di matrice a tratti jazz fusion a tratti, per la verità ben celati, d’ispirazione più neoclassica. In questo senso, si può parlare di bellezza, ma solo dopo aver districato l’ennesima matassa di note che compongono le canzoni dei Beyond Creation. La formula dunque è sempre la stessa e pur invertendo l’ordine degli addendi, o se preferite i valori dell’equazione, il risultato non cambia.

Per quanto la recensione potrebbe chiudersi qui, sarebbe riduttivo e irrispettoso sorvolare sull’ora abbondante di Algorythm, col rischio di banalizzare e far passare la musica in esso contenuta come la versione sfigata e nerd di Diluvium degli Obscura. Rispetto ai sovrumani tedeschi, infatti, i nostri canadesi hanno sfoderato forse la loro prova più compatta e diretta, incentrata su un songwriting sempre molto tecnico, ma dalle strutture più immediate rispetto a quanto fatto in precedenza. Come detto in apertura, i numeri che compongono questo lavoro sono gli stessi che abbiamo imparato ad apprezzare con gli album precedenti del gruppo. Quindi, oltre all’intreccio killer del cantato in growl e scream, spesso sovrainciso sulle stesse linee vocali, è ampio lo spazio lasciato alle chitarre intricate, dedite a riff che spesso e volentieri alternano string skipping e tapping molto estesi, risultando più melodiche del solito. Protagonista mai troppo celebrato è inoltre il basso fretless di Hugo Doyon-Karout, tra assoli e linee calde, avvolgenti, cariche di armonici artificiali e tapping gorgoglianti. Tra l’altro, bisogna notare che il suddetto Doyon-Karout è alla sua prima prova in studio con la band ed è riuscito, sia tecnicamente che a livello compositivo, a non far sentire la mancanza del predecessore Dominic Lapointe. E infine il drumming da manuale del death metal moderno, versatile e potente, come è giusto che sia, costantemente alla ricerca di pattern complessi di ispirazione jazz fusion in più di un’occasione.

Nel corso dell’ora di Algorythm, i Beyond Creation intessono una serie di trame intricate, grazie a dieci tracce, di cui tre strumentali, più due brani bonus (presenti solo nella versione deluxe del disco), che altro non sono che le versioni strumentali di Surface’s Echoes e The Afterlife. La prima metà del disco scorre molto bene, con una qualità di songwriting decisamente elevata. Tra una Entre Suffrage Et Mirage e la già citata Surface’s Echoes, l’attenzione rimane focalizzata sulle architetture costruite su lunghi tapping armonizzati di chitarra, grooves e linee di basso squisitamente sincopate, riff più intricati ed arpeggi sormontati da blast beat improvvisi. A dare una parvenza di ordine ci pensano le linee vocali, in bilico nell’alternarsi tra scream acidi e growl cavernosi, come i Beyond Creation ci hanno sempre abituato. Tuttavia i nostri sorprendono nei momenti d’atmosfera, quando tutto rallenta e c’è finalmente spazio per le melodie, come capita in Ethereal Kingdom e nella stupenda titletrack, stilisticamente l’alfa e l’omega del disco.
À Travers Le Temps Et L'Oubli segna il giro di boa, con i suoi quasi due minuti di piano lugubre, creando un’atmosfera dal crescendo sinfonico carezzevole eppure mai veramente libero di esplodere. La seconda metà del disco si mantiene sempre su buoni livelli, anche se su tutte le canzoni spicca The Inversion, brano dai molteplici umori e raffinatissimo a livello strumentale, in un viaggio continuo tra momenti d’atmosfera e altri più ferali. Da segnalare anche i lunghi e gelidi assoli di chitarra a metà brano, che potrebbero ricordare lo shredding furioso dei Necrophagist. Chiude il disco The Afterlife, preceduta dalla stralunata Binomial Structures. La prima è una classica canzone death metal contorta, ma da manuale nel processo di scrittura, tanto che procede senza intoppi e sussulti. La seconda invece è una strumentale variopinta che introduce anche elementi al confine del post rock, tramite arpeggi sospesi ed accordi in clean delle chitarre, ma anche decisamente imprevedibile nel suo dipanarsi lungo i sei minuti di durata.

Con Algorythm i Beyond Creation confermano il proprio status di ottimi compositori, sfornando una personale rilettura moderna del death metal, in un crocevia molto ben bilanciato tra la ricerca di nuove sonorità, seppur centellinata, e un certo immobilismo stilistico, legato essenzialmente agli elementi di base della musica, che da sempre hanno contraddistinto il gruppo. Che sia forse la prova più matura ed equilibrata dei canadesi? Solo il tempo, ma soprattutto il popolo metallico, ce lo confermerà.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
92.62 su 8 voti [ VOTA]
Dani77
Domenica 7 Luglio 2019, 17.17.00
11
A mio parere richiede un ascolto approfondito, all'inizio non mi piaceva affatto, ma ascoltandolo meglio ho cambiato opininione. Forse il loro album migliore, concordo con i voti .
Earthformer
Domenica 10 Febbraio 2019, 11.37.45
10
Continui comnque a pensare che non trascini come earthborn evolution, che reputo essere un vero capolavoro, e sempre un ottimo disco, ma è troppo di maniera .
lisablack
Venerdì 30 Novembre 2018, 19.23.09
9
Bellissimo album, complimenti a questa band che conosco da pochissimo, ma rimedio subito..siamo su 85 come voto, ma cresce!
Earthformer
Domenica 25 Novembre 2018, 19.29.40
8
@Punto Omega sono d'accordissimo con te
Punto Omega
Mercoledì 31 Ottobre 2018, 17.38.06
7
Album stellare. Quest'anno l'unico disco che lo surclassa nel genere è where owls know my name (non per tecnica, ma per creatività... va detto però che nel caso dell'ultimo Rivers of Nihil stiamo parlando, IMHO, di una pietra miliare del death progressivo).
Beppe
Mercoledì 31 Ottobre 2018, 16.47.13
6
Un bel disco, solo che a tratti è un po' noioso e monotono, ma comunque buono. Peró Earthborn Evolution secondo me era proprio su un altro pianta, era più ricercato e dinamico. Comunque sia questo Algorithm non si butta, anzi!
Korgull
Martedì 30 Ottobre 2018, 20.07.02
5
Disco fantastico, questi sono di un altro livello. Mette voglia di suonare il basso
MetalFlaz
Martedì 30 Ottobre 2018, 17.40.43
4
Bell'album, alcune parti, per esempio di Surface's echoes, mi ricordano le sonorità degli Animals As Leaders di Weighless, e non è mica un male
Macca
Martedì 30 Ottobre 2018, 9.09.35
3
Eathborn Evolution secondo me era molto bello, questo devo ascoltarlo e lo farò a breve. Leggo con piacere che non si sente la mancanza di LaPointe, il che non era per nulla scontato. Ripasserò per il voto.
Andry Stark
Lunedì 29 Ottobre 2018, 17.57.16
2
Ottimo lavoro, lo trovo superiore ai primi due lavori, concordo con le parti di basso, Doyon-Karout riesce benissimo a non sfigurare davanti ai due lavori con Dominic. Rimangono sempre sullo stile dei precedenti due album ma con un maggior uso delle melodie. Mi ha conquistato sin da subito. Voto 85
sicktadone
Lunedì 29 Ottobre 2018, 9.58.19
1
Album della consacrazione, un netto passo avanti rispetto ai due precedenti.
INFORMAZIONI
2018
Season Of Mist
Technical Death Metal
Tracklist
1. Disenthrall
2. Entre Suffrage Et Mirage
3. Surface’s Echoes
4. Ethereal Kingdom
5. Algorythm
6. À Travers Le Temps Et L'Oubli
7. In Adversity
8. The Inversion
9. Binomial Structures
10. The Afterlife
11. Surface’s Echoes (instrumental, bonus track)
12. The Afterlife (instrumental, bonus track)
Line Up
Simon Gerard (Voce, Chitarra)
Kevin Chartré (Chitarra, Voce)
Hugo Doyon-Karout (Basso)
Philippe Boucher (Batteria)
 
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