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Mantar - The Modern Art of Setting Ablaze
28/10/2018
( 394 letture )
Attivi sin dal 2012, i Mantar -inossidabile duo turco-tedesco- giungono alla propria terza prova in studio restando nel roster della Nuclear Blast. Come chiunque li conosce ben saprà, l’ibrido linguistico-culturale dei membri della combo è riversato in un ibrido musicale altrettanto intrigante. Erinc ed Hanno sono difatti fautori, sin dagli esordi, di uno stile inconfondibile che potremmo definire come un veemente sludge, attraversato da venature hardcore-punk e, a tratti, black. Matrice cognitiva di The Modern Art of Setting Ablaze è, ancora una volta ed innanzitutto, l’ossessione per l’incinerante forza distruttiva delle fiamme, che consuma qui le masse, affidatesi ciecamente ai dettami dei propri idoli. Tale leitmotiv si inabissa nelle spire di un full-length ancor più caustico e graffiante rispetto al passato. L’impressione che si ha, percorrendo i dodici atti ed i quarantotto minuti lungo i quali si dispiega il platter, è quello di trovarsi dinanzi a partiture meno istintive e funamboliche. Beninteso, ciò non spiana la strada a composizioni estremamente ragionate e costruite a tavolino ma è tuttavia indice di una canalizzazione più netta del magmatico caos primordiale che informa ogni fatica dei Nostri. Oltrepassate le acustiche pastoie dell’introduzione strumentale The Knowing, ci troviamo difatti catapultati nelle progressioni in chiave minore di Age of the Absurd, avviluppate da un drumming che, non disdegnando il blast beat, lascia, grazie ad allentamenti e silenzi, comparire per negativo la fisionomia di refrain e strofe. Seek + Forget, dalle movenze quasi heavy, risulta trascinante come solo una hit potrebbe fare, tra azzeccatissime scelte melodiche ed intrecci chitarristici in grado di detronizzare -per efficacia e capacità di marchiare a fuoco la memoria dell’ascoltatore- persino Era Borealis. Con Taurus si apprezza la maestria degli amburghesi nel dar voce, in successione, alle diverse polarità del proprio amalgama, tra concessioni all’hardcore e ammalianti allentamenti doomy. Midgard Serpent (Seasons of Failure) mette invece sul banco di prova tanto l’interpretazione vocale dei Nostri, passionale ed incisiva, quando le linee della sei corde, qui godibilissime e convincenti. Queste ultime risultano intricate ed eleganti anche nella successiva Dynasty of Nails. Sebbene nel corso di The Modern Art of Setting Ablaze la prestazione dei Mantar si tenga sempre sopra le righe, e sia complessivamente lanciata in velocità che lasciano poco spazio ad indugi, non mancano frangenti in cui la schizofrenia compositiva della band da luogo a brani che potrebbero essere accostati senza imbarazzo alla produzione di nomi come Down; è il caso della conclusiva The Funeral, in cui le linee vocali corteggiano groove inaspettati, sullo sfondo di un riffing allucinato dalla grana grossa.

The Modern Art of Setting Ablaze conferma dunque, tutto sommato, la piena maturità di una formazione che riconferma ulteriormente il proprio status, intessendo un ventaglio di tracce ponentesi in continuità rispetto al materiale precedente, senza osare sospingersi in territori sconosciuti. Hanno ed Erinc si mostrano in grado di sprigionare il consueto devastante muro sonoro, ed ancora una volta si resta sorpresi di come e quanto un duo, in assenza di linee di basso, riesca a sprigionare la piena potenza che i loro strumenti consentono. L’ascolto è dunque più che raccomandato a chi ha sempre seguito la formazione sin dagli esordi ma ancor di più ad i neofiti, in quanto il full-length è un discreto precipitato di quanto prodotto sino ad ora dalla formazione. Si potrebbe malignamente obiettare che si tratti, ancora una volta, della medesima formula, seppur riarrangiata secondo le variazioni sul tema che sono più congeniali ai Mantar. Se tuttavia ciò si riversa in un lavoro ricco di mordente, a un tempo catchy quanto devastante, privo di filler o cali di tensione, avrebbe senso, data la natura della creatura dei Nostri, urgere necessariamente verso nuove coordinate stilistiche?



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
72 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Nuclear Blast
Sludge
Tracklist
1. The Knowing
2. Age of the Absurd
3. Seek + Forget
4. Taurus
5. Midgard Serpent (Seasons of Failure)
6. Dynasty of Nails
7. Eternal Return
8. Obey the Obscene
9. Anti Eternia
10. The Formation of Night
11. Teeth of the Sea
12. The Funeral
Line Up
Hanno (Voce, Chitarra)
Erinc (Voce, Batteria)
 
RECENSIONI
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