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Diabolos Dust - The Reaper Returns
28/10/2018
( 281 letture )
Ritornano proprio come il cupo mietitore del titolo questi Diabolos Dust, quintetto bavarese dedito ad un robusto heavy metal dalle forti influenze thrash. Attiva dal 2006, la band si riaffaccia sul mercato con il terzo album a ben cinque anni dall’interessante Inferno. Un lungo silenzio portatore di grosse novità: la formazione si presenta infatti con un nuovo chitarrista e soprattutto un nuovo cantante. Un rimpasto non da poco, con delle conseguenze dirette sul suono della band e che, purtroppo, si accompagna con un passo indietro qualitativo.

La title track posta in apertura non è che una brevissima intro, ed è a partire dalla seguente Roll Your Dice che si percepisce il cambiamento intrapreso dai Diabolos Dust. Riffing veloce e melodico, batteria squadrata e potente compongono un massiccio brano di heavy-thrash dalla struttura ridotta all’osso e dove melodia e irruenza si bilanciano equamente. Se le coordinate abituali restano le stesse, il suono si fa più aggressivo e moderno, la composizione più snella e lineare. Non c’è dubbio, questi nuovi Diabolos Dust puntano sull’impatto immediato. Il timbro graffiante e acido del nuovo Peter Lohwasser, che non di rado sconfina nel growl, aumenta la veemenza dei brani e eclissa così l’interessante piglio epico e narrativo del precedente lavoro, per certi versi ancora molto legato agli anni Ottanta. Queste caratteristiche accomunano tutti gli episodi dell’album. L’up-tempo Sanity esordisce con un riff classico e melodico che si alterna a rallentamenti e a un ritornello semplice e innodico, esattamente come la sostenuta Blood and Fire. Potente è anche Fall of the Gods, abile nello sposare irruenza e melodia. Dust e Warmachine calano invece il ritmo e puntano più su atmosfere granitiche e quadrate. Più variata si rivela essere la lunga Hold on the Flame, dove atmosferiche parti cadenzate si alternano a massicce accelerazioni classicheggianti che sfociano in una sorta di primordiale intermezzo black metal.

Finito l’ascolto di The Reaper Returns, si può dire che la scelta dei Diabolos Dust sembri funzionare. I brani sono effettivamente d’impatto, i ritornelli e i riff entrano subito in testa, e in certi momenti si rivelano anche piuttosto trascinanti. I musicisti firmano una prova tecnica onesta e la produzione fredda e pulita aumenta la veemenza del suono. Solo che… solo che il tutto suona davvero banale e eccessivamente derivativo. Anche nei momenti più coinvolgenti, le canzoni risultano canoniche e impersonali, seppur ben congeniate, ciò che non riesce a distinguere la band dalla marea di proposte simili che esistono sul mercato. Il paragone con il penultimo album peggiora ancora le cose, in quanto sottolinea una volta di più l’appiattimento della composizione. Non bisogna condannare i cambiamenti, anzi, ma alla luce di tutti questi elementi si può affermare che, con The Reaper Returns, i Diabolos Dust abbiano commesso un mezzo passo falso.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
48 su 1 voti [ VOTA]
gianmarco
Mercoledì 7 Novembre 2018, 19.03.03
1
non x fare il bastian contrario maun 70 se lo prende. Ci sento molto dei Rage più metallici che orchestrali .
INFORMAZIONI
2018
Massacre Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. The Reaper Returns
2. Roll Your Dice
3. Sanity
4. Fall of the Gods
5. Blood and Fire
6. Dust
7. Warmachine
8. Hold on the Flame
Line Up
Peter Lohwasser (Voce)
Steve Peyerl (Chitarra)
Anton Lini (Chitarra)
Manfred Seitz (Basso)
Stefan Fesser (Batteria)
 
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